Un fenomeno che in alcuni potrebbe suscitare timore, ma che in realtà è più comune di quanto si pensi. Stiamo parlando della neve rossa. Questa condizione della neve è legata alla presenza di una particolare alga; compare quasi ovunque nel mondo, laddove ci sono nevi perenni, ma del suo ciclo di diffusione si sa veramente poco. Cerchiamo di analizzare gli interrogativi relativi a questo fenomeno.

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Le cause del fenomeno della neve rossa

Chiamiamo neve rossa il fenomeno di colorazione della neve in una particolare tonalità di rosso, dovuto alla presenza di organismi unicellulari. Questo fenomeno, che si realizza nei territori polari di alta montagna, è dovuto allo sviluppo massivo di Chlamydomonas, un tipo di alga unicellulare appartenente alla classe delle alghe verdi.

Le spore presenti in quest’alga donano alla neve la colorazione rossa, per via della presenza di carotenoidi tra cui l’astasantina. Questa particolare alga, però, potrebbe non essere l’unica causa del fenomeno della neve rossa. Infatti, spesso, anche il deposito di sabbie trasportate dal vento in quelle che vengono definite ‘piogge rosse‘ può conferire il colore rosso alla neve.

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A scoprire questa alga rossa da ghiaccio fu, circa 200 anni fa, il capitano John Ross durante una spedizione del passaggio a nord-ovest. L’esploratore rimase incredibilmente affascinato dal fenomeno che, di fatto, ancora oggi non vede chiarita la sua origine. Lo scienziato Thomas Leya, esperto di alghe da ghiaccio, ha dichiarato rispetto alla neve rossa:

Sappiamo sicuramente come appare, ma non sappiamo per davvero come in primavera, quando la coltre di neve nuova è ancora spessa diversi metri, questa microscopica alga riesca a generare l’enorme quantità di cellule richieste dal fenomeno.

Pare, infatti, che l’alga appaia verde alla sua formazione durante l’inverno e che con lo scioglimento del ghiaccio dovuto all’innalzamento delle temperature, fiorisca sviluppando una seconda parete cellulare e uno strato di pigmenti rossi. Questo spiegherebbe il fenomeno e il perché della sua collocazione temporale nella stagione primaverile.

Dove e quando è possibile vedere la neve rossa

Come abbiamo detto, è difficile che questo fenomeno si verifichi in inverno. Sia per la formazione dell’alga che per le tempeste di sabbia derivanti dal Nord-Africa.

Nei territori in cui è osservabile il fenomeno, spesso, il manto nevoso è composto da diversi strati in cui sono evidenti delle bande giallastro/rosate corrispondenti a diverse nevicati in momenti diversi dell’anno.

Ciò che è importante sottolineare è che, anche se in maniera indiretta, il fenomeno è legato all’emergenza climatica. L’aumento delle temperature, e il conseguente scioglimento dei ghiacciai, ha contribuito alla fioritura dell’alga in numerosi territori che mai erano state interessate dal fenomeno.

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Questo è il caso, ad esempio, della zona antistante la base ucraina Vernadsky sull’isola di Galindez  in Antartide, dove il paesaggio abitualmente candido è stato stravolto da una distesa di neve rossa.

Proprio per questo motivo, nel nostro paese la Commissione Glaciologica del SAT sta invitando i cittadini a collaborare nella raccolta dati relativa alla neve rossa. L’obiettivo è quello di realizzare una mappatura della distribuzione del fenomeno nel territorio alpino.

Questo perché sempre più zone delle Alpi sono interessate dal fenomeno della neve rossa per via dei venti di scirocco che colpiscono la Pianura Padana, trasportando sabbia sahariana che conferisce ai fiocchi di neve la colorazione rossastra.

Quello che viene richiesto ai cittadini è di documentare con una foto l’avvistamento, sostenendo in questo modo la ricerca che si sta svolgendo all’interno di tre parchi trentini:

  • Parco Naturale Adamello Brenta Geopark;
  • Parco Nazionale dello Stelvio – Trentino;
  • Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino.

Articolo originale pubblicato il 26 Settembre 2021

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