Autocontrollo emotivo: alcune tecniche per quando ne serve di più o di meno

L’autocontrollo emotivo è quell’attitudine a prendere e mantenere il controllo della propria emotività, della volontà e dei propri atteggiamenti nell’ambito di spinte esterne. Viene ritenuto necessario nel comportamento umano, poiché lo induce ad una vita equilibrata, che eluda gli impulsi eccessivamente distruttivi.

L’autocontrollo emotivo, in psicologia, viene anche identificato con gli appellativi di auto-regolamentazione o self-regulation, termini derivanti da studi più generici e dall’ampia accezione.

L’autocontrollo emotivo è valutato come fosse un tessuto muscolare, perché il suo utilizzo eccessivo può indurre a scarsi risultati o a risultati controproducenti, ma è indubbio che il suo impiego esteso, quantitativamente e temporalmente, può consolidare e perfezionare l’attitudine a sapersi controllare nel tempo. Proprio come un allenamento.

La più grande forza dell’essere umano, anche se a volte non lo si tiene a mente, è la forza di volontà, che gli permette di affrontare ansie e stress con la consapevolezza di poter mantenere la calma e l’autocontrollo emotivo.

Mantenere l’autocontrollo esprime non solo volontà nel non perdere di vista i propri obiettivi, ma anche un forte senso di maturità.

Autocontrollo emotivo: cosa significa?

L’autocontrollo emotivo racchiude la capacità di riconoscere e saper gestire i propri comportamenti, anche in situazioni di ansia e stress, ma questo non significa che le emozioni vengano represse, anzi, tutt’altro.

Significa semplicemente che un essere umano, dotato di un giusto senso di razionalità, sviluppa e allena nel tempo la propria capacità di non lasciarsi sopraffare dalle emozioni.

L’arresto delle capacità cognitive induce a operare con impulsività, attraverso parole o azioni incontrollate e che non rispecchiano il pensiero razionale, causando il danneggiamento delle relazioni sociali e personali.

Le emozioni sono una parte importante della vita umana, per questo motivo è di vitale importanza conoscere il modo migliore di percepirle, farle proprie ed esprimerle, per evitare fraintendimenti nelle interazioni.

Tre strategie per raggiungere il distacco emotivo e stare meglio

Il modo di gestire l’autocontrollo emotivo è importante, poiché permette di dare il giusto peso e il giusto spazio ai pensieri negativi come a quelli positivi, conducendo a relazioni sane e in cui l’umore momentaneo non influisce sui propri pensieri.

Come già spiegato, sviluppare l’autocontrollo emotivo non significa affatto annullare le proprie emozioni, significa piuttosto viverle nella loro totalità e imparare ad esprimerle in maniera produttiva. Una capacità su cui si dovrebbe lavorare sin dalla tenera età, sicuramente poco presente durante l’età giovanile e adolescenziale ma necessaria in quella adulta e matura.

Provare emozioni non vuol dire avere reazioni incontrollate, né che per renderle più vere e sincere sia necessario ostentarle.

Mancanza di autocontrollo: i rischi

Fonte: Pexels

La ragione principale della mancanza di autocontrollo emotivo sta nel non conoscere realmente di cosa si tratta e cosa esso comporta, potenzialmente a causa di retaggi culturali che spingono ancora sulla convinzione che l’autocontrollo esprima debolezza, o che sia più naturale esprimere totalmente quello che si prova.

Parlando dei rischi della mancanza di autocontrollo emotivo, non va esclusa la possibilità che in taluni casi vi si appigli il soggetto non in grado di riempire vuoti e far fronte alle insicurezze personali.

L’incapacità di controllare se stessi si conclude a volte con la tendenza a controllare gli altri, con l’impulso a imporre la propria volontà e la propria emotività, portando l’altro, in maniera diretta o indiretta, a riempire i propri vuoti e a farli sentire soffocati psicologicamente, in un’ottica di mania del controllo.

Si tratta quindi di una dipendenza affettiva e può verificarsi nei casi più disparati: dal genitore che stabilisce un controllo maniacale sui figli, al compagno di vita che manca di autocontrollo e sfoga la propria frustrazione sul partner, spesso controllandolo e soffocandolo, agli amici, ai datori di lavoro.

I pericoli della codipendenza e della dipendenza affettiva (e come riconoscerle)

Va da sé che un individuo privo di autocontrollo emotivo cerchi di controllare l’altro, per mancanza di disciplina emotiva. Si tratta di una tattica di compensazione inversa, generalmente presente in soggetti che necessitano di affermarsi attraverso le relazioni che stringono, magari ricevendo venerazione e celebrazione.

Di base, quindi, si tratta di soggetti insicuri e con una bassa autostima, condizione che li induce a una grande difficoltà nel gestire le proprie reazioni emotive.

Secondo gli studi, le personalità controllanti non riescono a gestire bene gli imprevisti e tutto ciò che non si annette bene alle loro reazioni emotive, motivo per il quale hanno l’impulso a controllare tutto e tutti nella speranza di trovare la sicurezza che gli manca.

Gli psicologi delle Università di Wurzburg e Basilea hanno analizzato gli atteggiamenti estremi che si configurano come rischio principale per i soggetti con scarso autocontrollo emotivo.

Queste persone pongono gli altri sempre in posizione di scacco: o si cede alla loro incontrollata volontà, oppure, nel caso in cui si voglia difendere la propria libertà individuale, si va contro di loro.

Il soggetto con difficoltà nell’autocontrollo emotivo sarà quindi più incline a sviluppare relazioni malsane e di dipendenza, facendo leva sulle persone che vi sono attorno e spingendole continuamente al limite, privandole dei loro bisogni in virtù dei propri.

Conseguentemente, questa tipologia di persona chiederà e pretenderà tutto: il tempo, il supporto emotivo, la dedizione e la totale obbedienza.

L’eccesso di autocontrollo

eccesso di autocontrollo emotivo
Fonte: Pexels

L’autocontrollo emotivo viene perciò identificato come una qualità positiva ed è frequentemente associato all’equilibrio e alla felicità. Può sembrare bizzarro, ma un eccesso di autocontrollo può essere dannoso tanto quanto la sua assenza, sia dal punto di vista psicologico che sociale.

Gli psicologi Evan P. Apfelbaum e Samuel R. Sommers hanno cercato di dimostrare le conseguenze negative di un eccesso di autocontrollo emotivo, attraverso studi basati sui suoi fondamenti positivi nelle relazioni.

Come esempio decisamente esplicativo, i due studiosi hanno portato quello degli individui di un gruppo interrazziale che in varie circostanze manifestavano eccessiva preoccupazione rispetto all’utilizzo di termini sbagliati per definire il colore della pelle.

Lo studio venne effettuato mediante esercizi pratici e mentali molto complessi e articolati, i quali misero volutamente sotto forte pressione psicologica i sottoposti, per giungere a dimostrare che un eccesso di autocontrollo emotivo provocherebbe in realtà un disagio negli individui che lo sperimentano, tanto da venire interpretato come pregiudizio razziale.

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A tale progetto parteciparono 82 giovani tra i diciotto e i ventitré anni. Durante lo studio emerse che i soggetti mentalmente più stanchi e sotto pressione risultavano più sinceri, meno inibiti rispetto al gruppo che eccedeva nell’autocontrollo emotivo. Nel momento in cui gli studiosi posero quel gruppo nelle condizioni di rinunciare all’autocontrollo, le relazioni sociali mutarono in meglio.

Tutto questo fa riflettere su quanto, a volte, anche a causa di retaggi culturali, educativi e storici, l’autocontrollo tenga le redini del comportamento umano, marchiandolo a fuoco e spesso limitandolo.

Le emozioni vissute in maniera più naturale, senza troppi filtri, risultano forse più autentiche.

Tecniche per migliorare l’autocontrollo emotivo

Tecniche per migliorare l'autocontrollo emotivo
Fonte: Pexels

1. Darsi tempo

Nel momento in cui si percepisce che un’emozione sta prendendo il sopravvento, ci si deve dare il tempo di viverla, prendere consapevolezza del proprio limite e cercare di superarlo osservando l’emozione stessa con altri occhi. Anche perché un’emozione negativa, provata in una determinata situazione, se non affrontata al meglio può influenzare tutte le situazioni successive.

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2. Scrivere un diario

Un’abitudine un po’ antica ma efficace e che andrebbe rivalutata è quella di tenere un diario. Un diario delle proprie emozioni quotidiane, sulle quali riflettere, sia in versione cartacea che computerizzata. Ne risulta un valido supporto al proprio autocontrollo emotivo, per focalizzarsi su se stessi e sui propri pensieri, in modo da poterli, laddove si renda necessario, modificare.

3. Imparare a riconoscere le fonti della perdita di autocontrollo

Perdere facilmente il controllo o essere totalmente privi di autocontrollo emotivo può indurre a prendere decisioni affrettate o a riservare un trattamento arrogante e sprezzante a chi non lo merita. Mantenere la calma non vuol dire accettare tutto: vuol dire imparare a riconoscere cosa mina il proprio autocontrollo, per sviluppare tecniche atte a migliorarlo o ad affrontare quelle fonti di stress in modo costruttivo.

4. Utilizzare metodi di rilassamento

Un’abitudine sana, che torna utile in molti ambiti quotidiani, è senz’altro quella di ideare delle proprie tecniche di rilassamento. Che sia lo yoga, lo sport, l’arte, la musica, l’importante è che siano attività che fanno bene all’anima. E che rendano felici, in maniera del tutto soggettiva.

Costanza, comprensione, consapevolezza, maturità. Ma soprattutto, l’umiltà di sapersi analizzare e mettere in gioco.

Articolo originale pubblicato il 13 Agosto 2021

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