Scala mobile relazionale, l'"amore vero" non è per forza e "per sempre" lineare

La scala mobile relazionale è un modello sociale fondato su precise norme e convenzioni che da sempre influenza il nostro modo di vivere e percepire le relazioni interpersonali e che, senza che ce ne rendiamo conto, può portarci a viverle in modo meno libero e autentico.

Quante volte nel corso della vita ci siamo sentiti dire – o abbiamo detto noi stessi ad amici e persone care – se la relazione in cui ci trovavamo ci avrebbe portato da qualche parte? Come se valesse la pena vivere un rapporto solo se destinato a durare per sempre, almeno nelle sue premesse iniziali, e a crescere progressivamente nel tempo, rispettando tutti i classici step che gli permettono di acquisire lo status di relazione seria.

Del resto, siamo cresciuti in una cultura che ha sempre ammesso realmente come unica forma di relazione socialmente accettabile quella ufficializzata – il fidanzamento – meglio ancora se suggellata dalla consacrazione finale con il matrimonio e dal “vissero felici e contenti“.

Il linguaggio veicolato dalle fiabe e dalla narrazione cinematografica e l’idea romantica, ma ben poco realistica, dell’amore eterno e dell’anima gemella hanno poi contribuito ad avvolgere questa realtà, che è prima di tutto frutto di una convenzione sociale, di una patina di romanticismo forzato, che ci ha spesso complicato le cose, portando a considerarci infelici e frustrati per una storia che non decollava o che, appunto, “non portava da nessuna parte”. E anche la stessa legislazione, poi, ci ha messo del suo, avendo per anni riconosciuto formalmente solo le unioni sancite da un regolare contratto matrimoniale.

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Eppure, come sempre accade, le cose sono ben più sfaccettate e complesse e le forme in cui l’amore e i sentimenti di affezione si esprimono sono moltissime e non sempre soggette a una regolare classificazione. Del resto di sentimenti ed emozioni si tratta. Molti cambiamenti culturali e sociali sono avvenuti negli ultimi decenni, e uno di questi ha riguardato proprio la libertà e la maggiore fluidità delle relazioni umane e dei rapporti interpersonali che, mai come in questa era, sono diventati un caleidoscopio di intensità e sfumature differenti che hanno saputo ricodificare il linguaggio sociale delle relazioni e le sue logiche.

Eppure, ancora oggi, non ci riesce così facile accogliere con naturalezza alcune forme di relazioni che si discostano dall’idea classica da cui siamo partiti. Una spiegazione c’è e sarebbe da ricercare in quelle stesse convenzioni sociali in cui tutti, più o meno inconsciamente, siamo stati portati a identificarci.

Cos’è la scala mobile relazionale?

Si tratta dell’insieme di norme e convenzioni che portano a definire una relazione intima come socialmente accettabile, e cioè degna di essere vissuta, perseguita e continuata. Questa forma di rapporto finisce quindi per assumere precise sembianze e nomi specifici, tra cui fidanzamento, storia impegnata, storia seria, relazione sana, in cui ciò a cui viene data priorità e valore è prima di tutto la volontà di creare un legame solido, duraturo e di progettualità.

Il tipo di relazione promosso dalla scala mobile relazionale prevede poi dei precisi step e non consente interruzioni, regressioni o moti oscillatori, ma si concepisce più che altro come una lunga linea retta che continua a crescere verso l’alto o a cui, al massimo, è concesso di interrompersi, per chiudere del tutto il legame, e riprenderne uno nuovo nella stessa modalità lineare e in progressione ascendente.

Questi step sono in genere riconosciuti in un periodo iniziale di flirting e corteggiamento romantico, una frequentazione sempre più consolidata e basata sull’esclusività, fino al presentarsi pubblicamente come una coppia, adottare etichette e nomi precisi per indicare il proprio status di persona impegnata, incontrare le rispettive famiglie d’origine e pianificare un futuro insieme, sancito dal fidanzamento prima, e un matrimonio o una convivenza, possibilmente con figli, poi.

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Anche se può sembrare una rappresentazione semplicistica e fin troppo meccanica e poco poetica dei rapporti amorosi nella cultura occidentale di oggi, nella realtà dei fatti succede che le relazioni che non rientrano in questo schema, vengono considerate nella maggior parte delle volte e dalla maggior parte delle persone – e spesso anche inconsciamente – dei rapporti di serie B, non degni di essere vissuti, una perdita di tempo, delle relazioni non mature, inconcludenti e inaffidabili. Una serie di perifrasi dalla connotazione negativa per indicare un’entità a cui guardare con sospetto e pertanto non legittimata ad essere riconosciuta.

Amy Gahran nel suo libro Stepping Off the Relationship Escalator: Uncommon Love and Life affronta ampiamente l’argomento e arriva a definire con chiarezza i criteri principali alla base della scala mobile relazionale che portano a legittimare l’esistenza di un’unica forma di relazione intima socialmente accettabile, riconosciuta in un rapporto monogamo ed esclusivo, basato su una comunione di intenti e su un’idea di progettualità che porta a condividere un futuro insieme. Nell’analisi di Gahran emergono due concetti contrapposti: quello di linearità, proprio della relazione approvata dalla scala mobile, e quello di fluidità, che sfugge a convenzioni e norme e segue il naturale corso dei rapporti umani.

Sebbene, infatti, con il modello promosso dalla scala mobile relazionale sia sempre stato privilegiato un tipo di amore lineare, destinato cioè a crescere in progressione e a non concedersi fluttuazioni, regressioni o cedimenti, la natura umana per sua stessa definizione trova una maggiore compatibilità con relazioni non statiche e ondulatorie, soggette a cambiamenti di rotta e intensità, libere di confermarsi ogni giorno, allentare la presa, tornare sui propri passi, scegliere nuove strade e avere anche il diritto di non volere usare le parole “per sempre”.

Il rischio di questo modello ormai ben consolidato è non riconoscere legittimità a forme di amore e tipi di relazioni diverse da quelle tradizionalmente accettate, che però esistono e hanno il pieno diritto di essere vissute e manifestate in libertà da chiunque e nella forma che ognuno sente più vicina a sé e ai propri desideri.

Questa egemonia del modello lineare provoca poi notevoli conseguenze per via della pressione sociale e psicologica che le persone che vivono un rapporto considerato “anomalo”, si ritrovano a dover subire. Non solo, tale pressione, proprio per via di una convenzione a tutti gli effetti diventata la norma sociale a cui aderire, può essere percepita anche da chi crede che quella sia l’unica via possibile, costringendosi a un destino infelice e una vita di relazione soffocante e non libera.

Accettare la fluidità dell’amore e delle relazioni, accoglierle in tutte le loro forme e manifestazioni, lasciando cadere preconcetti, pregiudizi o rigide convenzioni, è infatti un atteggiamento virtuoso che garantisce a ogni essere umano maggiore libertà di esprimere se stesso e la propria natura e la possibilità di vivere una vita più serena e autentica.

Il modello legittimato dalla scala mobile relazionale ha poi prodotto l’idea secondo cui una relazione che finisce non può che essere associata al fallimento, perché, nella logica di cui si fa portavoce, solo una vita a due condivisa e duratura può essere portatrice di felicità. Si tratta però di un malinteso molto pericoloso che non tiene contro tra l’altro del grande insegnamento che il dolore e le esperienze della vita – anche quelle destinate a concludersi – portano con sé.

La verità è che ogni passo della nostra esistenza e ogni scelta abbracciata con serenità e convinzione contribuiscono a renderci le persone che siamo e ad arricchire la nostra vita, che può essere pertanto rivista, modificata e vissuta in modo diverso da quello che un attimo prima si era progettato.

È sempre sulla base di questi assunti che oggi può sembrarci ancora strano e quasi innaturale vedere delle persone chiudere relazioni con affetto e senza odio o rancori, degli ex restare amici, accogliere con naturalezza nuovi partner altrui e formare delle grandi famiglie allargate in cui regna rispetto e felicità. Atteggiamenti normali, virtuosi e positivi, vissuti però con dispetto e poca fiducia per via delle convenzioni sociali che siamo sempre stati portati a riconoscere come la normalità.

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I tipi di relazione non contemplati dalla scala mobile relazionale

Come accennato in precedenza, sono però moltissime le forme e le nature che le relazioni possono assumere e che hanno il diritto di essere vissute, purché avvengano nel rispetto dei partner e con il pieno consenso delle parti in causa. Ed è proprio questo che dovrebbe spingerci a ritenere una relazione degna di essere vissuta: la sua capacità di rendere felice chi la vive, indipendentemente dall’adesione o meno a canoni prefissati e a quegli “scalini” sociali che continuano ad essere riconosciuti come dei traguardi essenziali per un riconoscimento effettivo e pianamente legittimato.

Ecco una lista che raggruppa alcune delle relazioni non convenzionali, che la scala mobile relazionale normalmente esclude dalla sua classificazione:

  • relazioni di breve durata, non necessariamente finalizzate a durare nel tempo, essere costanti e continue e non orientate sin dall’inizio a trasformarsi in una convivenza o un matrimonio;
  • relazioni poliamorose, la convivenza cioè di più di una relazione intima alla volta, sempre nel rispetto della consapevolezza e del consenso di tutte le parti coinvolte;
  • relazioni – anche monogame – a cui le persone coinvolte scelgono di dedicare un tempo e un’attenzione minori rispetto a quelli convenzionalmente ritenuti accettabili dalla scala mobile relazionale, e che pertanto possono portare a una frequentazione non assidua o quotidiana e a non percorrere tutte le classiche tappe previste dalla suddetta scala mobile;
  • relazioni aperte, in cui entrambi i partner acconsentono alla non esclusività del legame
  • relazioni basate esclusivamente sul sesso, sempre nel rispetto e nel consenso delle due, o più, parti in causa;
  • relazioni che prevedono un solo coinvolgimento emotivo e l’assenza di sesso;
  • relazioni a distanza o rapporti in cui le persone non sono fisicamente disponibili per lunghi periodi di tempo;
  • relazioni sessuali basate su forme di scambismo;
  • relazioni BDSM o kink che si fondano su dinamiche intime basate sul potere e non necessariamente sul sesso, e che possono essere intrattenute con persone diverse dal partner riconosciuto come ufficiale della scala mobile.
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In definitiva, qualsiasi sia la relazione che si sceglie di vivere, è importante che l’amore e il mondo delle relazioni vengano vissuti come una scelta che ogni persona ha il diritto di compiere e che, proprio perché manifestazione del volere e del desiderio libero della persona, merita di essere vissuta e riconosciuta nel suo valore e nella sua legittimità, senza essere messa in discussione, se non dalla persona stessa che la vive.

Articolo originale pubblicato il 1 Marzo 2021

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