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Perché è normale se Alessia Marcuzzi è la testimone della sposa del suo ex

Sabato 2 giugno 2018, Simone Inzaghi si è sposato con Gaia Lucariello, con cui ha un figlio, Lorenzo, nato nel 2013. Il dettaglio che ha scatenato più di un commento è che alle nozze, peraltro nel ruolo di testimone di lei, c'era Alessia Marcuzzi, ex fidanzata storica dello sposo, che con lui ha avuto anche un figlio, oggi 17enne.

Ci hanno insegnato che gli ex sono uomini che non sanno cosa si sono persi e le fidanzate degli ex esseri mitologici con cui ingaggiare una singolare competizione con le amiche – secondo me tu eri meglio per lui; sei più bella tu; sì è figa ma è un’idiota! – o da aspettare sulla sponda del fiume per vederne passare il cadavere di a-loro-volta-ex.

Ci hanno insegnato che laddove c’è stato amore, se era vero amore, non può esserci amicizia e che se l’ex si sposa di sicuro non puoi non chiederti “e se ci fossi stata io al suo fianco?” (anche proposto nella versione: “dovevo esserci io lì!”).
Ci hanno detto che al matrimonio dell’ex non si va: lui manca di tatto nei confronti della sposa se ti invita, tu se da ex non rifiuti manchi di buongusto e la sposa, se accetta, lo fa rosicando anche se sorride, poveretta.

Loro sanno che se due ex e i loro rispettivi fidanzati/e, mogli o mariti si frequentano e vanno a cena insieme qualcuno sta facendo buon viso a cattivo gioco e che i baci tra te e la donna che ora è al suo fianco sono i baci di Giuda.
Sanno anche, come è inspiegabile ma loro giurano di saperlo, che tutto questo è segno che c’è un sospeso: e invece bisogna tagliare con il passato e guardare avanti, almeno per rispetto di chi è al nostro fianco ora.

E poi non è normale, non sta bene e… cosa dirà la gente?

Per fortuna non ce ne frega niente di cosa dirà la gente.
Perché abbiamo imparato che certe gabbie fatte di luoghi comuni, per fortuna, possono essere aperte e che gli ex che abbiamo amato davvero e profondamente sono uomini con cui abbiamo fatto un percorso di vita insieme, magari non sempre facile, ma importante, cui vogliamo bene.

Sappiamo che laddove c’è stato amore vero, stima, complicità può nascere un’amicizia altrettanto profonda e autentica.
Sappiamo che quando le ha detto sì, lo voglio, noi stavamo piangendo commosse, pensando “cazzo, lo sapevo che dovevo mettere il trucco waterproof” e augurando a questa coppia di sposi meravigliosi il meglio dal profondo del nostro cuore.

Siamo grati all’intelligenza di lei e a quella del nostro compagno, che sin da subito hanno colto la realtà senza il filtro dei bigotti e sappiamo, non per sentito dire ma perché lo abbiamo provato, che è stato naturale, in quanto anime affini, andare al cinema o a bersi una birra insieme da sole.
Così come è capitato, senza che imponessimo nulla a nessuno, che il nostro compagno passasse a prendere il neosposo per una giornata senza di noi sui colli a bere vino insieme ad altri amici.

Sappiamo anche che non è questione di rinnegare nulla, neppure gli errori, perché è anche merito loro se ora siamo le donne che siamo ed è proprio perché non c’è nulla di irrisolto che non c’è nulla da tagliare per forza o nulla da non fare perché non sta bene.

Sappiamo infine che nell’elenco dei nostri invitati al matrimonio c’è il suo nome e quello di sua moglie, perché tu e il tuo compagno volete che nel vostro giorno d’amore vi siano vicino le persone cui volete davvero bene e non qualche parente in nome di un legame di sangue che non hai scelto, né garantisce un affetto che non c’è.

Che parlino gli altri. Che dicano cosa sta bene e cosa no. Che sussurrino o scrivano che lei doveva rifiutare e lui avere il buon gusto di non invitare.

“Secondo me…”, “Io non avrei mai accettato…”, “Fossi stata nel panni della sposa…”.

Come se la vita degli altri dovesse essere “secondo me” e non secondo i diretti interessati.
Come se la vita in genere non avesse più fantasia di noi e il nostro personale, limitato e piccolo metro di giudizio potesse andar bene per i miliardi di persone che da migliaia di anni si avvicendano sulla terra.

Chi non ha avuto la fortuna di un amore sincero diventato amicizia sincera si scandalizzi pure nel guano di quelli per cui le relazioni hanno sempre un secondo fine o la vita è qualcosa da giustificare agli altri stando attenti a cosa sta bene e cosa no.

Perché è normale se Alessia Marcuzzi è la testimone della sposa del suo ex

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