Kathy Kozachenko, la prima politica apertamente lesbica che fece la storia

Eletta nel 1974, in un consiglio comunale del Michigan, Kathy Kozachenko è stata la prima persona apertamente gay eletta negli Stati Uniti.

Quasi mezzo secolo fa, il 2 aprile 1974 una giovane studentessa entrò nella storia degli Stati Uniti. Si chiamava Kathy Kozachenko e aveva 21 anni: entrando a far parte del consiglio comunale di Ann Arbor nel Michigan, divenne la prima persona apertamente gay eletta a una carica politica americana.

“Oggi non molte persone mi conoscono”, ha raccontato in una recente intervista alla NBC News. Anzi, a lungo in tanti hanno creduto che il primo fosse stato Harvey Milk, personaggio iconico eletto nel Consiglio dei supervisori di San Francisco nel 1977, la cui storia è stata anche raccontata in un film interpretato da Sean Penn, intitolato semplicemente Milk.

Prima di lui c’era stata infatti proprio Kathy Kozachenko, seguita un anno dopo dalla lesbica Elaine Noble, eletta alla Camera dei rappresentanti del Massachusetts. Perché non si è mai parlato di lei?

Secondo Kozachenko, la cui avventura in politica durò due anni appena, in primo luogo perché era una donna e poi perché non aveva mai messo la sua sessualità al centro della campagna. “Harvey Milk era un attivista gay molto forte e aperto”, ha spiegato, ricordando che fu anche il suo assassinio, un anno dopo l’elezione, a farlo diventare un eroe.

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La storia di Kathy Kozachenko

Prima dell’elezione, Kathy Kozachenko non aveva mai pensato di entrare in politica. Nata nel 1954 ad Alexandria, in Virginia, ma cresciuta in Ohio, fin dal liceo aveva però mostrato un’attenzione al sociale.

Dopo il trasferimento ad Ann Arbor, per proseguire gli studi, all’inizio degli anni Settanta si avvicinò alle proteste pacifiste contro la guerra del Vietnam, diventando un’attivista nel movimento per i diritti civili.

Entrò così a far parte dello Human Rigths Party, uno dei primi partiti di sinistra (formato prevalentemente da studenti e neolaureati) disposto a lottare per gli afroamericani e la comunità LGBTQ.

Credevo davvero negli obiettivi dello Human Rights Party e nella nostra missione per la giustizia sociale e volevo che l’organizzazione rimanesse in vita, quindi ho accettato di correre.

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L’elezione

Kathy Kozachenko non aveva pensato molto al suo orientamento sessuale, prima dell’università. Da ragazzina non si era mai sentita attratta dai maschi, preferendo passare il suo tempo suoi libri: aveva riconosciuto la sua identità di lesbica solo tra le altre studentesse della University of Michigan.

Il responsabile della campagna disse: “Bene, dato che sei in corsa per le elezioni, perché non lo fai come lesbica?” E io risposi: “Sì, sembra una buona idea.

In un’altra intervista con Bloomberg, raccontò anche di non aver avuto esitazione, nonostante fosse sempre stata una persona molto riservata.

Può sembrare rivoluzionario ora, ma per molti versi il piccolo mondo rappresentato dal nostro partito è stato un ottimo esempio di ciò che sarebbe accaduto più tardi nel paese in cui tutti conoscevano persone gay – sono i tuoi amici, i tuoi coinquilini – e si chiedevano “Perché tutto questo stigma? Sono i nostri amici, i nostri vicini, i nostri parenti.”

E fu così che tutto avvenne davvero. “Questa è la prima volta nella storia degli Stati Uniti che qualcuno si è dichiarato apertamente gay ed è stato eletto a una carica pubblica”, disse durante il suo discorso di vittoria del 1974.

La liberazione dei gay non è stata la sola questione importante nella campagna: entrambi i candidati hanno detto di sostenere i diritti dei gay, ma dieci anni fa, o anche tre anni fa, essere lesbica avrebbe significato una sconfitta automatica. Quest’anno abbiamo parlato di controllo degli affitti. Abbiamo parlato del budget della città. Abbiamo parlato delle priorità della polizia e avevamo un serie di attività da portare a termine. L’atteggiamento di molte persone nei confronti dell’omosessualità è ancora tutt’altro che sano, ma la mia campagna ha costretto alcune persone almeno a riesaminare i loro pregiudizi e stereotipi.

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