Luisa Spagnoli, l'inventrice dei Baci Perugina che difese il lavoro delle donne

Luisa Spagnoli non inventò solo i Baci Perugina all’inizio del Novecento. Dedicò la maggior parte dei suoi anni a dirigere la Perugina e a difendere i diritti delle operaie che vi lavorarono, per le quali promosse scuole, asili nido, corsi di alfabetizzazione, il diritto all'allattamento e il congedo retribuito di maternità.

Spesso capita che donne straordinarie e particolarmente rivoluzionarie, vengano ricordate solo per alcune velleità artistiche. È il caso di Luisa Spagnoli, imprenditrice perugina a cui si devono numerose invenzioni dolciarie e altrettante significative battaglie femministe. Perché sì, nell’immaginario collettivo nazionale il nome di Luisa Spagnoli è riconducibile all’omonimo marchio di abbigliamento. In realtà e andando a ritroso negli anni (esattamente attribuibili al secolo scorso) è doveroso imbatterci in un discorso professionale e umano senza eguali.

Luisa Spagnoli, la vita

La capacità di immaginare quello che ancora non c’è, questo fa la differenza.

Questo il cavallo di battaglia della Spagnoli.

Nata nel capoluogo umbro nel 1877, da un’umilissima famiglia del posto, l’imprenditrice incontrò giovanissima suo marito Annibale con cui decise di cimentarsi nella gestione di in una piccola drogheria nel centro della città. Nonostante l’inesperienza nel campo dolciario, ben presto Luisa Spagnoli iniziò a produrre confetti, che ebbero – tra le altre cose – notevole successo a livello nazionale.

A quei tempi, era davvero impensabile che una donna curasse le strategie di vendita all’interno di una qualsiasi attività commerciale. Non fu così di certo per l’eclettica Luisa. Che di sua spontanea volontà, e senza consultarsi con il marito, pensò bene di proporre i prodotti da lei inventati all’azienda Buitoni – a quel tempo specializzata unicamente nella produzione di pasta. Una scelta coraggiosa che inevitabilmente segnò in positivo – e non solo – la sua vita professionale, sentimentale e indirettamente anche nazionale.

La nascita della Perugina

Il suo spirito imprenditoriale e il suo straordinario acume per gli affari la portarono a un’importantissima collaborazione proprio con Francesco Buitoni che da lì a poco – esattamente nel 1907 – diventò socio insieme alla coppia Spagnoli, della storica azienda conosciuta da tutti come Perugina. Fu proprio in quel momento che Luisa si contraddistinse nuovamente diventando la prima responsabile donna di quello che sarebbe diventato uno dei colossi dolciari più conosciuto a livello europeo.

La relazione con Giovanni Buitoni

L’impegno viene sempre ripagato, ma è pur vero che i tempi storici in questione non furono certo i migliori. Si preannunciarono, infatti, numerose difficoltà di cui dovette tener conto l’azienda perugina. Tra questi: i competitor del momento che si comportavano come degli aguzzini; e soprattutto la tribolazione della Prima Guerra mondiale. In quegli anni le materie prime per produrre dolci iniziarono davvero a scarseggiare. Nel bel mezzo di uno scenario  in cui nulla di buono si presagiva, a starle vicina più che mai  – umanamente e professionalmente – fu il figlio di Francesco Buitoni, Giovanni; conosciuto anni addietro, quando il giovane salvò la società dal fallimento.

Più giovane di lei di 14 anni, i due vissero una lunga relazione sentimentale che culminò nello scandalo. Nonostante  fossero molto riservati in pubblico, la Spagnoli visse intensamente il rapporto amoroso, che culminò con l’allontanamento parziale da parte di Annibale Spagnoli dall’azienda. Anche questa volta una scelta profondamente inaspettata – visti i tempi. A tal proposito, sua nipote Nicoletta Spagnoli, attualmente presidente e amministratore delegato di Luisa Spagnoli Spa, ha dichiarato:

Nonostante la lunga relazione con Giovanni Buitoni più giovane di lei di 14 anni, lei non ha mai lasciato per davvero il mio bisnonno Annibale, padre dei suoi 3 figli. All’epoca tutti sapevano dell’amore con Giovanni ma in azienda le hanno sempre portato gran rispetto.

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La prima guerra mondiale e l’azienda delle donne

Consapevole di essere una donna libera, indipendente e sincera, la Spagnoli andò sempre dritta come un treno. Durante la Prima Guerra Mondiale, molti uomini vennero chiamati per combattere in prima persona al fronte e  fu proprio allora che l’imprenditrice di Perugia, ebbe l’intuizione di introdurre importanti diritti sul lavoro per le operaie. Che sostituirono per il periodo bellico i propri mariti.

E ancora: la donna introdusse scuole e asili nido (come quello all’interno dello stabilimento di Fontivegge in provincia di Perugia) per far sì che le lavoratrici potessero coltivare serenamente sia la sfera familiare che professionale. Per loro Luisa Spagnoli promosse anche importanti momenti di formazione scolastica, nonché diversi corsi di alfabetizzazione tenuti durante l’orario lavorativo. Tra le straordinarie iniziative, quella più emblematica coincise con il diritto all’allattamento e il congedo retribuito di maternità come parentesi necessaria durante il momento di creazione dolciario.

Alla fine della Prima Guerra Mondiale, fu comune pensare che le operaie reclutate per sostituire i mariti, venissero licenziate. Non andò così, perché per la Spagnoli investire sulle donne fu davvero una priorità senza eguali. Così come ticorda sua nipote Nicoletta:

Per lei essere donna non è mai stato un limite ma un’opportunità. E oggi non sarebbe contenta se qualcuno la definisse come una pioniera del femminismo.

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L’idea dei “Baci Perugina” e della caramella “Rossana”

Fonte: Pinterest Perugina

Diritti inviolabili per le donne ma anche inventiva culinaria. Fu proprio grazie a questa che la Spagnoli ebbe l’intuizione geniale di inventare il Bacio Perugina; cioccolatino dalla forma irregolare, è il prodotto che al meglio rappresenta (seppur attualmente venga prodotto da Nestlè) l’azienda umbra ovunque. Nato esattamente nel 1922, il dolcetto doveva chiamarsi inizialmente Cazzotto per via della sua forma simile alla nocca di una mano.

Fu proprio Giovanni Buitoni che consigliò alla sua amata di ripensare al nome e al packaging del prodotto. Curato poi nel dettaglio da Federico Seneca; direttore artistico della Perugina negli anni Venti, cercò di proporre un cioccolatino che si avvicinasse a Il Bacio di Francesco Hayez.

Fu solo dopo, e in un secondo momento, che probabilmente la Spagnoli – forse pensando a Giovanni – concepì l’idea di inserire all’interno del bon bon, piccoli bigliettini con frasi d’amore. Ancora più tardi realizzò la famosa caramella Rossana.

L’impegno ultimo per la moda

Fonte: Stile Margherita

A partire dal 1928, Luisa Spagnoli iniziò a occuparsi anche di moda, interessandosi alla lana ricavata dai conigli d’angora. Nello specifico, i conigli non venivano uccisi e neanche tosati, ma semplicemente pettinati, al fine di  ricavare la lana d’angora per filati pregiati. In quegli anni, l’inventrice perugina regalò ai propri operai come regalo di Natale, maglie, calze e lana di prima qualità. Una vera fortuna e rarità.

Lo stabilimento di Santa Lucia a Perugia – ancora esistente – non fu solo un luogo di lavoro. Venne concepito e realizzato al suo interno con una piscina  – creata per i dipendenti – asili nido; vennero promossi anche balli, partite di calcio, gare, feste. Luisa anticipò di mezzo secolo l’evoluzione delle donne nel campo del lavoro, ed è giusto annoverarla non solo perché fu una poliedrica imprenditrice, ma soprattutto perché permise a molte lavoratrice di specializzarsi nella filiera industriale. Nel 1935 morì di tumore e la sua fortuna passò ai figli.

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