Per chi pensa che le donne siano attratte dagli uomini violenti - Roba da Donne

Premetto che non sarò particolarmente diplomatico: così come fanno coloro a cui questo articolo è dedicato, accantono il politicamente corretto in nome della verità. E la verità è che mi sono rotto le p***e di coloro che commentano l’ennesimo femminicidio o stupro inneggiando a idee vicine a quelle della Red pill theory.

Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando (beati voi) vi rimando a questo articolo, ma per farvela breve, queste teorie professano una disparità naturale tra uomini e donne, che favorirebbe le prime in quanto a capacità seduttive e individuerebbe in tre elementi le virtù che un uomo deve possedere per risultare attraente: bellezza, soldi e status sociale.

Red pill theory: chi sono gli uomini che decidono cosa vogliono le donne

Se avvertite puzza di misoginia sappiate che non siete i soli, ma facciamo finta di aver perduto l’olfatto e proviamo a riflettere su, per esempio, questo commento apparso sotto a questo nostro articolo, che riportava la testimonianza di una ragazza vittima di violenze.

Districandosi tra gli arzigogolati ragionamenti dell’autore (non prendo nemmeno in considerazione le assurde statistiche o la divagazione sugli outfit femminili), la tesi che emerge sembrerebbe essere questa: la colpa delle violenze è data dall’alto testosterone, che rende violenti gli uomini, solo che sono le donne stesse a essere attratte da questi uomini iper-testosteronici; in più, gli uomini (a questo punto non si capisce se con tanto o poco testosterone) si fanno aggressivi perché frustrati dai privilegi seduttivi femminili.

Se pure voi ci vedete un’articolata versione del sempreverde “sono le donne che se la cercano” vi chiedo di chiudere oltre al naso pure gli occhi e di prendere atto che, in fondo, questo commento si appoggia a una teoria veritiera. No, non mi riferisco alla storia del testosterone, quella è un’assurdità, al pari delle teorie che giustificano l’infedeltà maschile appellandosi alle capacità fecondatrici pressoché illimitate degli uomini.

A tal proposito, apriamo pure la parentesi antropo-biologica: i comportamenti umani legati al testosterone, agli estrogeni, al fatto di avere un pene o una vagina, ai retaggi dell’evoluzione, in breve: al nostro apparato biologico, sono verità circoscritte a un ragionamento senza variabili. Così come quei problemi di fisica che avvenivano nel “vuoto spaziale” perché bisognosi di non ricevere alcuna interferenza.

La realtà però non è così.

Che il testosterone aumenti l’aggressività può essere vero, ma un uomo non è fatto di solo testosterone. È fatto di affetti, emozioni, educazione, traumi, paure, passioni, e soprattutto raziocinio. Per cui, ridurre tutto alla presenza o meno di un solo ormone è di una stupidità disarmante. Come è un’idiozia affermare che la donna sceglie l’uomo bello “perché portatore di geni migliori” come se fosse la prima e unica preoccupazione in fase di corteggiamento.

E badate bene che la cosa non vale solo per noi umani che “non abitiamo più nelle caverne”, perché pure gli animali adottano comportamenti che non hanno senso se rapportati alla fantomatica Natura finalizzata solo alla riproduzione (basti pensare alle specie con esemplari gay). Perciò no: la fecondazione non è il centro di tutto.

Tornando a noi, la parte vera di queste teorie è quella riguardante i privilegi seduttivi delle donne, ovvero che una donna (etero) rimorchia più facilmente di un uomo (etero). Verrebbe da chiedersi subito se questo sia più una responsabilità del fascino femminile o della “voglia di f***” maschile, ma occorre fare una precisazione: le donne sono avvantaggiate, statisticamente parlando.

La statistica, si sa, è una scienza brutale, agglomera le varie singolarità per farne un polpettone in cui non si distingue più nulla, in cui le “eccezioni” se pur esistono, vengono escluse, relegate ai margini dei calcoli e, a quanto pare, fuori dai confini cognitivi di questi uomini, che non sono stati in grado di andare oltre ai ragionamenti da adolescenti sfigati.

In quanto ex adolescente sfigato, ho provato io stesso la fastidiosa sensazione di subire un’ingiustizia, quando, nonostante i miei sforzi e le mie gentilezze, la compagna della classe tanto amata si fidanzava col più bello (e stronzo) della scuola. Era frustrante, forse persino ingiusto, come era ingiusto che io non filassi la bruttina che mi teneva sempre il posto sul pullman.

Difficile capire di chi fosse la colpa di questi triangoli di cuori spezzati, se di coloro che guardavano solo alla bellezza o di chi invece non capiva il ruolo importante che l’aspetto fisico ha quando si vuole attrarre qualcuno.

Perché nessuno può negare che, statisticamente, la bellezza conti, come, sempre statisticamente, non è certo una novità affermare che coloro che hanno soldi e potere hanno più chance di rimorchiare il sabato sera.

Ed è tutta qui in fondo la potente verità della “pillola rossa”: una banalità disarmante. Bellezza, soldi e potere sono sexy. Wow, davvero sconvolgente.

Ironia a parte, sconvolgente è che ci sia chi ci ha costruito sopra una teoria.

Ma anche credendo fortemente nell’influenza del testosterone, nella correttezza di certi dati bislacchi o nei privilegi femminili, dovrebbe sorgere spontanea una domanda quando vediamo commenti come quello sopra a corredo della notizia di stupri e violenze. Una domanda che vanifica ogni teoria: “E quindi?!”

Ne ho già scritto in questo articolo, ma lo ribadisco: la donna non è mai responsabile delle violenze che subisce, perché per quanto fastidiosa possa essere “la colpa” femminile, per quanto possa essere ormonale l’aggressività maschile, per quante sfighe possa aver subito il violentatore, nulla giustifica uno stupro o un omicidio.

Punto, fine. Non sono tollerabili sproloqui sull’evoluzione, su ormoni o su privilegi. Non sono accettabili solliloqui benealtristi che usano l’esistenza di problematiche maschili (di cui nessuno ha mai negato la gravità) come pretesto per sminuire il dolore di coloro che sono state picchiate, stuprate o uccise. 

E mi dispiace davvero per questi ex adolescenti che non sono riusciti ad arrivare alla maturità, a superare il trauma del rifiuto. Spero che un giorno possano capire che ogni persona è diversa, che se vi sono persone superficiali interessate solo alla bellezza, magari non vale nemmeno la pena corteggiarle.  A capire che a volte siamo noi stessi i responsabili della nostra infelicità, nessun altro. A capire che la battaglia contro la violenza sulle donne è la battaglia contro tutta la violenza, nessuno escluso. 

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