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Red pill theory: chi sono gli uomini che decidono cosa vogliono le donne

Cosa porta certi uomini a pensare di dover insegnare alle donne cosa volere e cosa fare? La Red Pill Theory ha questa convinzione alla base, ed è un fenomeno sempre più diffuso e a cui stare attenti.
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“La donna pensa di volere l’uguaglianza ma in realtà vuole la sottomissione e mantenere i ruoli tradizionali”; “nella scelta di un partner le donne valutano il valore di sopravvivenza e di riproduzione di un uomo”. Leggendo queste frasi penserete che siamo diventati pazzi, in realtà sono esempi di frasi di coloro che si fanno chiamare redpillati, ovvero seguaci della Red Pill Theory.

Questa teoria che purtroppo sta prendendo sempre più piede sul web, è portata avanti da qualche anno da uomini e anche donne che hanno sviluppato una discutibile teoria su come comportarsi per attrarre il sesso femminile.

Un movimento che si sviluppa principalmente all’interno di forum online, ma che può diventare davvero pericoloso, come alcuni casi di cronaca hanno ben dimostrato.

Cos’è la Red Pill Theory e la sua origine

La teoria della pillola rossa trae la sua origine dal film Matrix. Il protagonista deve scegliere tra la pillola blu, con la quale si risveglierà nel suo letto come se niente fosse successo. O la pillola rossa, che è il mondo della realtà e della verità. Gli attivisti del movimento denominato oggi Red Pill Theory sono convinti di conoscere la triste realtà su cosa vogliono davvero le donne da un uomo, e come dovrebbero comportarsi.

Secondo i redpillati infatti i movimenti femministi avrebbero fatto il lavaggio del cervello alle donne, che pensano quindi di volere l’uguaglianza, l’emancipazione. Mentre invece, dotate di un cervello poco sviluppato e incapacità di pensare con la propria testa, le femmine vorrebbero mantenere lo status di moglie, mamma e donna di casa, e di sottomissione rispetto all’uomo. Tutto il movimento nasce in realtà dall’odio che alcuni uomini provano per le donne. Questo perché vengono rifiutati da quello che per loro è un oggetto che gli spetta.

Questo odio li porta alla convinzione che le donne non vogliano un uomo intelligente, gentile e che le tratti bene. Ricercherebbero invece solamente denaro, bellezza e una buona reputazione. E così migliaia di commenti e discussioni popolano ogni giorno diversi blog nei quali i più “esperti” insegnano le regole per attrarre le donne e come queste ultime dovrebbero comportarsi con i loro uomini. In realtà, purtroppo, i forum sono seguiti anche da donne, che cercano una guida su come essere “donne e compagne migliori”.

Red Pill theory e mansplaining

Uno degli atteggiamenti portavoce della Red Pill Theory è il mansplaining, ossia la presunzione di spiegare con fare paternalistico a una donna qualcosa che in realtà sa già o addirittura di cui è esperta. Purtroppo capita molto spesso che una donna cada vittima di mansplaining, il termine che deriva appunto dalle parole inglesi man, uomo e explain, spiegare.

La teoria della pillola rossa ha portato questo comportamento all’estremo. Gli uomini si credono in dovere di spiegare alle donne come comportarsi non solo con l’uomo ma nella vita. E allo stesso modo vogliono dire loro in maniera estremamente sessista e paternalista cosa davvero desiderano e vogliono. Secondo il sito Married Man Sex Life 

La pillola blu è la bugia. […] è quello che le donne dicono di volere. Siete stati nutriti fin da piccoli con la pillola blu e non avete mai avuto l’opportunità di vincere in amore perché vi è stata detta una bugia su come si gioca.

La pillola rossa è la verità. Una volta presa la pillola rossa saprete esattamente cosa vogliono le donne dagli uomini. La vostra vita cambierà per sempre quando vedrete la vera natura di come uomini e donne interagiscono.

Red Pill Theory e sessismo

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Fonte: iStock

La Red Pill Theory può sembrare ridicola, tuttavia, un movimento così spinto dal sessismo può essere molto pericoloso. Il sessismo, e in questo caso il maschilismo, sono trainanti nella Red Pill Theory e lo si vede nelle frasi e convinzioni di blog e forum dedicati all’argomento. Su Il Redpillatore, facendo appello a concetti di psicologia evoluzionistica, si legge ad esempio

Le donne sono ipergamiche. Potendo rimanere incinte di un solo uomo per volta, tendono ad effettuare una selezione molto più accurata e a puntare sui migliori maschi possibili. […] Le donne guardano la bellezza perché, istintivamente, un uomo bello appare come portatore di migliori geni.

Nella scelta di un partner le donne valutano il valore di sopravvivenza e di riproduzione di un uomo. In tutte le specie animali le femmine preferiscono i maschi con maggiori risorse.

Detto questi i redpillati, va detto, rifiutano l’etichetta di misogini. Come spiegato sul Telegraph, il film documentario The Red Pill di Cassie Jaye rappresenta per esempio una realtà diversa, dove non tutti gli attivisti di questa teoria sono misogini e soli, ma persone che hanno necessità di far sentire la propria voce su problemi reali ed effettivi, spesso dovuti al loro stesso sesso, come il maschilismo tossico.

E lo stesso Redpillatore italiano ha un’altra visione e definisce la Red Pill Theory come

Una visione delle dinamiche sociali basata sulla convinzione che tra uomini e donne esistano importanti differenze biologiche in grado di influenzarne il comportamento e le scelte in ambito sessuale. Non un movimento di odio o qualcosa di malsano.

Personalmente il mio sito ha sempre condannato ogni forma di violenza e non mi risulta che esistano altri siti a tema redpill che invece la promuovono.

Eppure è difficile non cogliere, in molti commenti sui forum, qualcosa di diverso da un mero interesse a stampo evoluzionista o sociologico, magari non di tutti ma certo di molti dei seguaci. Nonché una strumentalizzazione di queste teorie ai fini di un atteggiamento patriarcale e retrogrado, da cui le donne si sono faticosamente e ancora non completamente riscattate.

Incel, PUAhate, Red Pill,  ForeverAlone: la manosfera

Per meglio approfondire la questione andrebbero fatte le dovute distinzioni tra Incel, PUA, Red Pill e altri gruppi nati di fatto intorno al Reddit, che vengono raggruppati sotto il nome di manosfera.

Degli Incel avevamo già scritto in questa sede.  Mentre di PUAs e Forever Alone, nonché della Red Pill, ne danno uno spaccato il The Guardian e la BBC in questi articoli.

Resta il fatto che, in queste comunità, si è radicata una personalità, psichiatricamente già compromessa, come quella di Elliot Rodger, un ragazzo di soli 22 anni, che nel 2015 ha portato a compimento un terribile piano che programmava da due anni. Nelle vicinanze del campus dell’Università della California ha fatto un vero e proprio attentato uccidendo 6 persone e ferendone 14, per poi suicidarsi.

Un ragazzo chiaramente disturbato, con un passato complesso alle spalle. Si è giustificato, come si legge nei post sui forum che Rodger frequentava, incolpando le donne per i suoi problemi. E se questo può rientrare nella sua follia, sta di fatto che se da una parte, alcuni partecipanti dei forum hanno condannato e preso le distanze dal suo gesto, altri lo hanno acclamato come una sorta di santo o martire morto per la causa.

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