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Il sangue mestruale e altre 9 cose femminili che terrorizzano gli uomini

Il sangue mestruale, le lesbiche, i capezzoli, il sesso anale... Ma quante sono le cose che terrorizzano gli uomini?
Questo contenuto fa parte della rubrica “Uomini che amano le donne”

La notte delle streghe si avvicina e allora perché non scrivere un articolo che traendo ispirazione dai più macabri speciali di Halloween dei Simpson, si diletta in realtà anche in un altro classico delle serie tv: la puntata polpettone fatta dagli spezzoni delle puntate precedenti.

Eccovi quindi le 10 “cose femminili” che terrorizzano gli uomini:

1 Il sangue mestruale

Per il primo punto manteniamoci sulla linea macabra di Halloween e parliamo di sangue, ma non di quello che imbratta le pareti a ogni squartamento che vediamo in film o serie tv. No, parlo di un sangue molto più spaventoso: quello mestruale. Se infatti l’opinione pubblica non si scandalizza per accoltellamenti, esplosioni, dissezioni e sparatorie che ogni giorno passano nel piccolo schermo, sembra però andare fuori di testa per uno spot di assorbenti che finalmente mostra il sangue rosso piuttosto che il classico (quanto fantasioso) blu.

Del perché noi tutti abbiamo così tanti problemi con le mestruazioni ne parlo qui:

Che problemi abbiamo noi uomini con le mestruazioni?

Che problemi abbiamo noi uomini con le mestruazioni?

2 Donne che parlano liberamente di sesso (e lo fanno)

La donna libertina è solo apparentemente il sogno erotico di ogni maschio etero, perché se da un lato è eccitante che sia la fanciulla a essere vogliosa, dall’altro deve comunque rientrare entro limiti imposti dall’uomo. Quindi “ninfomane” sì, ma solo nella privacy della stanza da letto, solo con i legittimi partner, solo quando fa comodo anche a noi. Pena il diventare t***e, p***ane e altri innumerevoli appellativi che gli uomini si sono inventati per etichettare le donne che decidono di divertirsi a modo proprio.

Se credete che questa non sia una fobia, ma solo legittima tutela del buongusto, dovreste chiedervi perché tale cautela vale solo per il “gentil sesso”, mentre gli uomini possono divertirsi come meglio credono, senza rischiare etichette offensive.

3 Le lesbiche

Restiamo ancora in campo sessuale, per parlare di una categoria così temuta che non viene nemmeno mai concepita davvero. Così come i maghi potteriani avevano timore di chiamare Voldemort con il suo nome, così anche gli uomini hanno difficoltà a riconoscere l’esistenza di donne che non vogliono fare sesso con gli uomini.

Se le lesbiche rientrano nei loro pensieri, non è mai in chiave davvero gay, sono al massimo “donne da riconvertire”, perché che possano esserci fanciulle che non hanno bisogno di una penetrazione è una paura che va a colpire gli uomini là dove sono più vulnerabili.

Ne ho parlato anche qui:

4 Donne che dicono e fanno cose che non ci piacciono

Laura Boldrini, Greta Thunberg, Chiara Ferragni, Asia Argento, Ilaria Cucchi… Per citare solo quelle più attuali.  Queste donne sono l’esempio di come, quando ti fai baluardo di un messaggio che scontenta molte persone, l’essere donna diventa un’aggravante.

È infatti difficile immaginare un tale grado di astio o i tipici accostamenti sessuali (come dimenticare la versione gonfiabile della Boldrini) se queste persone fossero state uomini. Ci sono infatti molti politici che hanno le stesse idee della ministra, ma che non ricevono lo stesso odio, così come ci sono influencer uomini ricchi quanto la Ferragni, che però possono postare quello che vogliono senza rischiare gli insulti.

La verità è che le donne in grado di smuovere le coscienze hanno sempre fatto paura ed ecco perché gli uomini hanno sempre tentato di tenere la loro bocca ben chiusa.

5 I capezzoli

Parlo ovviamente dei capezzoli femminili, così spaventosi da meritarsi una censura tutta loro. Le policy dei social riescono a raggiungere livelli davvero imbarazzanti in questa caccia al capezzolo e possiamo così ritrovarci ad ammirare cervelli umani aperti in due sulla bacheca di account d’anatomia, ma non possiamo guardare un video che illustri l’autopalpazione per la prevenzione del tumore al seno, senza avere stelline a oscurare “l’oscenità” delle tette.

E i capezzoli maschili? Liberi come fringuelli di scattarsi tutti i selfie che vogliono.

Se poi affrontiamo il tema dei capezzoli che allattano, la paura si trasforma in puro terrore:

6 Il corpo delle donne

Se allarghiamo lo sguardo all’intero corpo femminile, le fobie maschili si fanno più articolate. Difatti la paura degli uomini non è tanto per il corpo in sé, ma per la loro capacità di gestirlo. Potreste chiedermi perché mai dovrebbero gestirlo gli uomini, e avreste perfettamente ragione, ma le fobie non sono mai razionali.

Perciò, che sia per la minigonna sensuale di una ventenne o per i leggings stretti attorno alle cosce burrose di una “curvy” o per il bikini addosso a un corpo settantenne, l’uomo avrà timore delle reazioni che quei corpi “fuori dai limiti consentiti” gli provocheranno. Che sia eccitazione o disgusto poco importa. E qual è l’arma messa in campo in difesa di questa mancanza? Il giudizio, che, ça va sans dire, è spietato con le donne come mai lo sarà con gli uomini.

7 I vibratori

Un po’ come valeva per le lesbiche, i vibratori (e in generale i sex toys femminili) vanno a solleticare una delle più profonde ansie maschili, quella di prestazione, che va a braccetto con la costante paura di non essere “abbastanza uomo”. Invece che prendercela con la vera responsabile (la mascolinità tossica) molti si scagliano contro tutto ciò che potrebbe minare il nostro dominio, compresi i giocattoli sessuali che, nella nostra testa, ci sostituiscono con fin troppa efficacia.

Perché sia una fobia del tutto senza senso l’ho spiegato qui:

Perché un vibratore è il miglior regalo che lui potrebbe farvi

Perché un vibratore è il miglior regalo che lui potrebbe farvi

8 Le lacrime

Sempre riguardo la paura di non essere “abbastanza uomini”, ma fuori dal campo sessuale, vi sono tutti quei comportamenti, considerati da “femminucce”, che i maschi rifuggono con tutto se stessi. Non si tratta solo delle lacrime (che sono un diritto sacrosanto di ogni essere umano) ma anche il mostrarsi sensibili, premurosi, ordinati, raffinati. Tutte caratteristiche che renderebbero all’istante un uomo “effeminato”, anche se non c’entrano nulla con l’identità di genere.

Sono limiti che ci auto-imponiamo, perché siamo così sciocchi da annodarci da soli la corda per soffocarci E non è un caso se la morte per suicidio è un dramma che statisticamente interessa più gli uomini che le donne. Vivere costantemente in carenza d’aria non è facile.

9 Le femministe

L’odio e il timore che abbiamo nei confronti del femminismo è reso palese dal fatto che la parola viene usata per insultare, quando non è affatto un insulto. Chi teme le femministe non le conosce affatto, è questo il punto, ma dopotutto si ha sempre paura di ciò che non si conosce.

Anche se, forse, come racconta Irene Facheris in questo articolo, le femministe le conosciamo da molto, solo che prima le chiamavamo con un altro nome: streghe.

10 Il sesso anale

Il sesso anale ovviamente non è un affare solo femminile, però è “concesso” solo alle donne. Praticarlo da passivo significherebbe uscire dal canone “maschio bianco etero” che pare essere l’unico possibile, con buona pace dell’anatomia che invece ci insegna come, a livello fisico (per una cosa che si chiama prostata) noi uomini siamo più predisposti delle donne a godere in questo modo.

Ma che ci volete fare: come già detto, le fobie sono sempre irrazionali e tutta la scienza del mondo non potrà vincere i germi di terrore che ci sono stati impiantati così in profondità nella testa, tanto da non farci nemmeno provare (non dico per forza piacere) esperienze che invece vorremmo che le nostre partner facessero. 

Ed è forse questa la vera cosa che dovrebbe terrorizzarci tutti: il fatto che per le scelte stupide e irrazionali di chi ci ha preceduto, noi rischiamo di non vivere la nostra vita come vorremmo o di impedire agli altri di farlo. Non so voi, ma a me vengono i brividi.

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