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Guida femminista per sopravvivere al rientro dalle ferie

Riprendere la normalità è difficile per tutti, per le donne lo è un pochino di più. Ecco allora una breve guida femminista per sopravvivere al rientro dalle ferie.
Questo contenuto fa parte della rubrica “Sui generi(s)”

Traumatico. Ecco come può essere per molte di noi il momento di ritornare alla routine e abbandonare i ritmi vacanzieri.

Anzitutto, se fate parte di quelle persone che non hanno fatto ferie o che le hanno fatte ma non per davvero (non siete andate al lavoro ma avete comunque dovuto fare tutti i lavori di casa e/o badare ai figli), avete tutta la mia comprensione. Spesso ci si dimentica che le vacanze sono un lusso e che sono poche le persone che possono permettersi di staccare del tutto dalle abitudini faticose della vita di tutti i giorni.

Se invece siete state fortunate e avete avuto la possibilità di fare qualche giorno in pieno relax, sono certa che il pensiero di ricominciare il solito tran tran vi metta almeno un po’ di ansia.

Riprendere la normalità è difficile per tutti, per le donne lo è un pochino di più, perché gli ostacoli che si ripropongono sul nostro cammino quotidiano sono sempre ingombranti e frequenti, saltarli non è semplice.

Ecco allora una breve guida femminista per sopravvivere al rientro dalle ferie.

1. Non pretendere di essere Wonder Woman

La dea Kalì aveva quattro braccia, noi no. Immaginarci costantemente multitasking equivale a comperarci una delusione certa. Non possiamo pensare di ricominciare la routine ed essere subito perfette, performanti al massimo, presenti in ogni situazione. Gli equilibri tra la vita lavorativa e quella privata sono instabili, alle volte si riesce a rimanere in piedi e altre volte si cade rovinosamente. Soprattutto, non dobbiamo perfezione a nessuno.

Siamo esseri umani, è normale che sia difficile cercare di non scontentare gli altri, fare bene il proprio lavoro e allo stesso tempo saperlo mettere da parte una volta uscite dall’ufficio non è semplice come dirlo (se poi il nostro ufficio è casa nostra, apriti cielo, tenere separate le due cose diventa un’impresa eccezionale). Perdoniamo un po’ di più le nostre mancanze, stiamo già facendo del nostro meglio.

2. Il corpo non si commenta

Non vedere i colleghi e le colleghe per un po’ di tempo porta ad accorgersi più facilmente dei cambiamenti fisici che possono avere fatto. La stessa cosa vale per noi, anche loro non ci vedono da tanto e possono notare modifiche anche lievi, come un cambio di peso.

Di base, come regola generale, sarebbe sempre bene non commentare i corpi degli altri.

Perché magari nella nostra testa un “ti trovo dimagrita!” suona come un complimento, ma non sappiamo se quella perdita di peso sia stata data da una volontà di dimagrire o, ad esempio, da una malattia o dall’assunzione di determinati farmaci. Nel dubbio, meglio non rischiare. E siccome non ricevere commenti sul corpo è un diritto di tutti – quindi anche nostro – siamo libere di farlo notare. “Hai mangiato in queste vacanze, eh? Guarda che faccia rotonda…” Risposta: “Ti va se parliamo d’altro? Ad esempio di cose dove la tua opinione mi sarebbe davvero utile?”.

3. Dividere i compiti

Tantissime donne hanno un lavoro che le porta fuori casa dalle 9 alle 17 e poi UN ALTRO LAVORO quando rientrano a casa. Pulisci, prepara la cena, lava i bambini, mettili a letto, fai la lista della spesa, accertati della condizione di salute dei parenti…

Se vi ritrovate in questa descrizione e convivete con un uomo, è mio dovere ricordarvi che la casa che pulite è la stessa casa in cui vive lui, così come il cibo che cucinate è lo stesso che mangia lui.

Le responsabilità in casa sono di entrambi e (orari di lavoro permettendo) dovrebbero essere equamente divise. Vi ricordate il punto 1? Non siamo Wonder Woman e anche se lo fossimo dovremmo spendere le nostre energie per fare cose più utili che non la parte di lavori di casa che spetterebbe a lui.

Suggerisco una bella tabella sul frigorifero che ricordi al vostro lui cosa c’è da fare e quando. Se vi dice che pulire e cucinare sono cose da donne, stampate la tabella in blu e metteteci delle fiamme molto maschie attorno.

4. A volte ritornano: il collega molesto

Quello che “era una battuta, fattela una risata!”, quello che ci tocca un po’ troppo spesso con la scusa di essere un “tipo fisico”, quello che per fare un “complimento” ricicla frasi dei peggiori cinepanettoni.

Eccolo, anche lui è tornato dalle ferie, che meraviglia.

Io direi che abbiamo sopportato abbastanza, se una cosa non ci sta bene lo possiamo dire. E attenzione a chi poi vi dirà che “ma insomma poverino cosa avrà mai detto, sei la solita esagerata, certo che c’è modo e modo di rispondere…”. Se una persona si arroga un diritto che non ha, nello specifico quello di mettervi in imbarazzo con il suo comportamento nel tentativo di manifestare il suo potere, non sta a voi essere carine e coccolose nel dirgli che vi ha stancate. Il problema non è come reagite voi ma A COSA state reagendo.

Il problema è il comportamento fuori luogo del collega, non le vostre maniere.

E se trovate un direttore o una direttrice delle Risorse Umane anche solo un po’ illuminato/a, vedrete che la penserà allo stesso modo…

5. Di nuovo su internet

Fare vacanza vuol dire anche allontanarsi un po’ dai social, controllare meno le notifiche e per questo vivere meglio. Il rientro comporta il ritorno alla vita online, fatta di notizie interessanti ma anche di tante cose che preferiremmo non vedere.

“Guarda quella come si veste, poi si lamentano…”

“Le cagne ai cani, le leonesse ai leoni”

“Tutte le donne sono valide MA LE MAMME DI PIÙ”

“A me piacciono solo le Vere Donne”

Ci verranno tanti mal di testa a furia di roteare gli occhi ogni volta che leggeremo queste cose e le leggeremo ancora per un bel po’, purtroppo.

Se le scrive qualcuno che conoscete e che pensate sia solo vittima di ignoranza, provate a raccontargli perché a voi non piacciono certe frasi, se è una persona che vi vuole bene potrebbe anche starvi a sentire.

Se le vedete scritte da un signore (o una signora) Nessuno… Valutate voi. È una buona giornata? Vi sentite pazienti? Provate a spiegare le vostre ragioni.

Siete in ritardo per il lavoro? Stasera dovrete cucinare per tutta la settimana perché ancora non avete stampato la tabella in blu con le fiamme? Lasciate perdere.

Domani, domani con più calma – se avrete voglia – ci ritornerete. Oggi fate un bel respiro e ricordatevi che state comunque facendo tanto.

Ché almeno Wonder Woman aveva i poteri, noi qui dobbiamo farcela con le nostre forze.

Buona fortuna a noi, sorelle. E buon rientro.

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