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Come la tua migliore amica della scuola sta influenzando il tuo modo di amare oggi

Come avere una migliore amica quando si è adolescenti può portare a essere una buona partner da adulta? Ecco lo studio che tratta la futura soddisfazione in una relazione.

Avere una migliore amica è qualcosa di meraviglioso. A tutte le età. Significa trovare, al di fuori della famiglia, una persona che riesci ad amare e dalla quale ti senti compresa. Sempre. Tanto che c’è chi sostiene che avere una migliore amica nel periodo dell’adolescenza influenzi in maniera positiva la qualità delle proprie relazioni intorno ai 30 anni e la capacità di stare in una relazione. Attenzione: con questo non vogliamo assolutamente dire che tutte le coppie debbano essere salvate. Ci sono rotture che sono assolutamente necessarie. Per incompatibilità nel migliore dei casi, perché l’amore finisce da ambo le parti, o perché ci sono problemi più grossi – dai quali in effetti è meglio scappare, a cominciare da un partner geloso.

Quando parliamo del fatto che aver avuto una migliore amica da piccole abbia migliorato la capacità di stare con un’altra persona, ci riferiamo per esempio a chi non riesce ad avere una relazione seria, forse perché ha paura, forse perché ha voglia di divertirsi, forse perché, semplicemente, ama più se stessa. Non vi giudichiamo assolutamente, però nel caso siate anche di quelle persone che danno la colpa agli altri del proprio comportamento e dei propri credo personali, oggi avete a disposizione un perfetto capro espiatorio scientifico: la mancanza di un’amichetta quando eravate piccole.

Scherzi a parte, sì, si tratta di scienza. È uscito a gennaio 2019 lo studio Adolescent Peer Relationship Qualities as Predictors of Long‐Term Romantic Life Satisfaction (La qualità delle relazioni adolescenti alla pari come indice della soddisfazione di una vita romantica a lungo termine), a firma Joseph P. Allen, Rachel K. Narr, Jessica Kansky, David E. Szwedo, che è stato realizzato con il supporto del National Institute of Child Health and Human Development and the National Institute of Mental Health. Lo studio mostra come molte delle nostre skill romantiche si formino proprio nell’adolescenza e come questo riesca a influenzare come saremo domani con la nostra metà.

Gli indicatori in età adolescenziale della soddisfazione per la vita romantica degli adulti – recita l’abstract dello studio – sono stati esaminati in uno studio multimetodo, prospettico e longitudinale, coinvolgendo 165 adolescenti dai 13 ai 30 anni. I progressi nelle prove di sviluppo chiave – tra cui stabilire aspettative positive e capacità di assertività con i coetanei a 13 anni, le competenze sociali a 15 e 16 anni, e l’abilità di formare e mantenere amicizie forti all’età di 16-18 – hanno predetto una soddisfazione nella vita romantica a 27-30 anni.

Al contrario, diverse qualità collegate all’esperienza romantica durante l’adolescenza (cioè esperienze e incontri sessuali, attrattività fisica) non erano correlate con la soddisfazione futura. I risultati suggeriscono un ruolo centrale di competenza nelle amicizie non romantiche come preparazione per una gestione di successo delle future esigenze nella vita romantica adulta.

Ma a quali prove l’amicizia ci sottopone da piccole per poi rimetterci nuovamente alla prova quando saremo in una relazione? Ci sono la pazienza, la gentilezza, la realtà, ma anche evitare la gelosia, soprattutto quella patologica, o di essere troppo bisognosi o addirittura tossici. Un’amica che non è appiccicosa da adolescente, sarà una futura partner che riesce a gestire il rispetto degli spazi nella coppia, un’amica che non è possessiva non sarà mai sfiorata dalla gelosia. E comunque questo è valido anche per i maschietti, dato che lo studio ha coinvolto volontari ambisesso.

Le persone che sono capaci di sostenere un’amicizia a lungo termine – commenta a Cosmopolitan Irene S. Levine, psicologa ed esperta di amicizia – Riconoscono che nessuna relazione è perfetta e che ogni amicizia ha i suoi alti e bassi e richiede un dare e un avere. Tendono a essere più indulgenti al perdono e all’accettazione delle altre persone.

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