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Mollare tutto e girare il mondo in barca... a 70 anni. La storia di Massimo e Paola

A 70 anni Massimo e Paola stanno per realizzare il sogno di una vita: il giro del mondo con la loro barca a vela, Patchouli. Ma non sarà una vacanza, il viaggio ha anche scopi umanitari molto importanti.

Il sogno di una vita che si realizza; un progetto tanto a lungo accarezzato, idealizzato, che finalmente sta per diventare realtà.

Massimo Vecchietti e Paola Broggi stanno definendo gli ultimi dettagli per compiere la loro impresa, quella che programmavano da anni: un vero e proprio giro del mondo. Solo che, a differenza del Phileas Fogg protagonista del romanzo di Jules Verne, la coppia di Loano, nel savonese, non dovrà arrangiarsi con mezzi di fortuna, ma viaggerà con Patchouli, la loro barca a due alberi.

“Once in life”, ci dice Massimo appena lo raggiungiamo al telefono per conoscere tutti i particolari di questa avventura incredibile; ovvero “una volta nella vita”, perché è esattamente con questo spirito che lui e la moglie stanno affrontando questo percorso. Come l’occasione irripetibile che devi cogliere appena puoi.

E così, 72 anni lui, uno in meno lei, sono finalmente riusciti a ritagliarsi il tempo e lo spazio per realizzare un desiderio che portavano dentro da anni; amano il mare da sempre, e hanno cominciato a navigare dagli anni ’90, ma vuoi il lavoro, vuoi la famiglia, la passione ha dovuto necessariamente essere ridotta a “hobby” a lungo.

Quando Massimo, medico, va in pensione, nel 2007, lui e Paola aumentano la frequenza dei viaggi, battendo il Mediterraneo e l’Egeo, mari che ormai conoscono alla perfezione; ma l’ambizione è un’altra, ed è appunto quella di riuscire a compiere una vera e propria traversata del globo.

Oggi tutto questo per loro è qualcosa di concreto, ma una cosa val la pena di essere chiarita: quella di Massimo e Paola non sarà una vacanza a bordo della loro barca a vela, ma un viaggio con precisi scopi umanitari. Massimo infatti collabora da anni con la CRI, si è consultato anche con il presidente Rocca per illustrargli il suo progetto, e, quando partirà, Patchouli batterà anche bandiera della Croce Rossa, e a bordo del due alberi saranno caricati materiali sanitari, medici e didattici. L’idea di Massimo e Paola ha anche un nome: Drops in the Sea, che si potrebbe tradurre come “una goccia nel mare”; quella che è silenziosa, impalpabile, ma che può contribuire a fare la differenza.

Massimo e Paola (Fonte: Massimo Vecchietti)

Ovviamente, l’operazione ha costi non irrilevanti, come ci spiega Massimo:

Avremo anche un sistema di dissalazione dell’acqua a bordo, per aiutare le popolazioni dei paesi colpiti da siccità. Naturalmente, il costo è piuttosto elevato. Inoltre, solo per i farmaci finora sono stati spesi 3000 euro, e stiamo aspettando delle risposte da parte di alcune case farmaceutiche. Per questo, chiunque volesse darci una mano può cercare la nostra Onlus, Drops in the Sea, che è un ETS, ovvero un ente del terzo settore senza fini di lucro, mandare una mail a [email protected], oppure andare sul nostro sito ufficiale, www.lecrocieredipatchouli.net, che poi è anche il blog dove aggiorneremo tutti sulle tappe del nostro viaggio.

Già, a proposito del viaggio: vogliamo saperne di più.

Partiremo tra aprile e maggio del 2019, faremo subito lo stretto di Gibilterra per poi andare – faccio un regalo a mia moglie! – a Siviglia, città che lei ama. Da lì andremo alle Canarie e cominceremo la traversata atlantica, toccheremo la Repubblica Dominicana, Haiti e tutte le zone del Centro America, fino alla Colombia, dove faremo una sosta di due mesi. Nel 2021 ci aspetta la traversata del Pacifico, in cui toccheremo anche l’Oceano Indiano e l’Australia. In tutto abbiamo previsto cinque anni di viaggio, con il rientro nel 2024 rientrando, se sarà possibile, dal Mar Rosso, perché vorrei andare in Sudan.

Certo ci vuole davvero una gran passione, e una buona dose di coraggio, per lasciare tutto e tutti e partire alla scoperta del mondo, un po’ come hanno fatto Simona e Matteo, di cui vi abbiamo raccontato. Ma la domanda non può che sorgere spontanea: è un’avventura che lei consiglierebbe, anche ai ragazzi più giovani?

Guarda – mi risponde Massimo con sincerità – se mi avessi fatto questa domanda dieci anni fa ti avrei risposto sì senza pensarci; oggi, invece, lo vedo molto più difficile. Certo, c’è chi sceglie di trascorrere la propria vita così, noi li chiamiamo clochard del mare, ma si tratta di una vera e propria filosofia di vita. In realtà, solo chi ha una certa stabilità può permettersi un’avventura simile. Se l’avessi fatto a 40 anni sarei stato sicuramente più felice, ma capisco che oggi i giovani siano svantaggiati dal vivere in precarietà, senza mai sapere se potranno avere un futuro certo.

Poi, il pensiero, si sposta inevitabilmente su Paola, e ci viene da chiederci quanto sia importante avere al proprio fianco una persona che capisca e condivida tutte le tue passioni, e che sia disposta a seguirti in capo al mondo (nel vero senso della parola!).

È troppo, troppo importante – ci dice Massimo – lei è tutto per me. Abbiamo 2 figlie e 5 nipoti, che verranno a trovarci quando potranno. Ma con lei al mio fianco sento di poter fare davvero tutto.

E allora che dirvi se non in bocca al lupo e… Buon viaggio!

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