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Una luna di miele lunga un anno: il folle viaggio di Matteo e Simona

Giovani, innamorati e... Folli! Matteo e Simona ci hanno raccontato il loro straordinario viaggio di nozze lungo 365 giorni.

Chiamateli folli, bizzarri o coraggiosi. Forse Matteo e Simona sono un bel mix di tutto questo, una commistione perfetta di pazzia e desiderio di avventura, di eccentricità e di eroicità.

Perché, al giorno d’oggi, bisogna essere tanto folli quanto impavidi per lasciare la certezza di un lavoro, la stabilità della propria casa, per imbarcarsi in un’impresa come quella che questa coppia ha deciso di compiere: affrontare un viaggio  lungo 365 giorni.

Bella forza, si potrebbe – molto superficialmente – pensare, e a chi non piacerebbe stare in vacanza per un anno intero?

La particolarità del viaggio di Matteo e Simona, però, è che è quello delle loro nozze: i due ragazzi catanzaresi si sono sposati il 1° settembre 2017, e da allora, mentre la maggior parte delle coppie vede il giorno del matrimonio come il punto di partenza per costruire una vita fatta di equilibrio, certezze e stabilità, loro hanno deciso di mollare tutto per concedersi l’avventura della vita.

Una luna di miele intorno al mondo.

Invece di acquistare una casa abbiamo acquistato uno zaino, e ce lo siamo portati sulle spalle per tutto l’anno a venire.

Ha scritto Matteo in un post su Facebook, lo stesso che poi ce li ha fatti scoprire, per caso, e ci ha spinti a raggiungerli, ovviamente tramite computer, dato che i “piccioncini” stanno affrontando l’ultima parte del viaggio.

Matteo e Simona hanno costantemente aggiornato sui loro spostamenti amici, conoscenti e semplici curiosi venuti a conoscenza della loro storia – come noi – attraverso la pagina Facebook SimuMatti, e anche con l’omonimo blog.

Le curiosità che abbiamo a proposito di questa loro particolare decisione, ovviamente, sono tante, ma cominciamo con la più banale.

Come vi è venuta l’idea di un viaggio di nozze lungo 365 giorni?

Domanda intelligente richiede risposta intelligente –  ci rispondono i ragazzi, dotati di un profondo senso dell’ironia – Purtroppo noi facciamo eccezione. Non ci abbiamo riflettuto, non ci abbiamo sbattuto la testa più di tanto. L’idea è venuta fuori come accade alle più grandi genialate: per caso.

Un bel giorno di due anni fa, quando avevamo altrettanti anni di fidanzamento alle spalle, Simona ha tirato fuori questa domanda: e se un giorno, dopo il matrimonio, partissimo per una luna di miele di un anno intorno al mondo? Non ci chiamiamo SimuMatti per caso – simu matti in dialetto calabrese significa ‘siamo pazzi’ – e l’idea, proprio perché folle, ci è subito piaciuta un sacco.

L’idea strampalata di Simona viene presa seriamente in considerazione da Matteo, che tira fuori una bozza del giro del mondo giungendo alla conclusione che la cosa fosse fattibile.

Insomma, senza rendercene conto avevamo già le mani in pasta. Ma soprattutto, contrariamente a ogni logica – l’abbiamo già detto che siamo matti? – stavamo organizzando la luna di miele prima ancora di parlare di matrimonio. Così, sulla fiducia.

Il 1°settembre di un anno fa, lo abbiamo detto, il loro sogno si realizza: Matteo e Simona diventano marito e moglie. E da coppia sposata inizia la loro folle avventura da moderni Phileas Fogg, il giro del mondo, non in 80 giorni, ma in 365.

Molti sono i posti che la coppia ha toccato durante il viaggio, dall’Asia fino all’America, ed è naturale chiedere loro cosa, di questi luoghi, sia rimasto in loro, o se ci sia qualche particolare che li ha colpiti e che porteranno impresso per sempre nella memoria.

Conoscere persone e vivere alla loro maniera per qualche giorno è subito diventato il nostro modus operandi.
Questa premessa per dire che per noi le persone vengono prima dei posti.

Di Las Vegas ci vengono in mente Adam e la sua villa con piscina intorno costruita coi guadagni del suo canale YouTube; in Messico, a Merida, Jessica ci ha aperto le porte della sua piccolissima casa ma piena dell’amore della sua famiglia; in Malesia abbiamo perfino deviato dal nostro itinerario perché Khaled ci ha fatto un’offerta che non potevamo rifiutare: vedere le ‘foglie che si chiudono al tatto’.

Se però dobbiamo parlare di posti che li hanno colpiti “e ‘tutti’ non è una risposta valida”, dicono, allora la loro “pole position” è:

1. Giappone, l’intero Paese: i luoghi, la cultura, le persone, il cibo. Tutto ci ha affascinato del Giappone. Tutto. Purtroppo non conosciamo il giapponese altrimenti saremmo rimasti lì.
2. Bariloche in Argentina: in cima al Cerro Campanario abbiamo osservato un panorama cla-mo-ro-so! Ci siamo sentiti sul tetto del mondo, circondati da enormi laghi e da catene montuose coperte di neve. Abbiamo promesso ad alcuni nostri parenti che ci torneremo assieme.
3. Bali in Indonesia: è proprio vero, il primo amore non si scorda mai e per noi Bali è stato il primo assaggio di sudest asiatico. Da quel giorno abbiamo una fame grande così!

Veniamo alla domanda che è venuta in mente a tutti, e di cui Matteo e Simona sono pienamente consapevoli: ci vuole più coraggio o più pazzia a fare una scelta come la vostra, in un periodo in cui chi ha lavoro se lo tiene più stretto possibile?

Certamente coraggio. Che senso ha tenersi stretto un lavoro che rende infelici? Fa eccezione chi deve provvedere ai bisogni della famiglia. La famiglia e i bambini sono una responsabilità importante. Ecco, questi lavoratori sono dei veri eroi. Poi ci sono tutti gli altri lavoratori, quelli che rinunciano ai propri sogni per tenersi stretto un lavoro che neanche li soddisfa. E sia chiaro, i sogni ai quali ci riferiamo non sono solo i viaggi ma anche qualsiasi aspirazione personale. La vera follia è mentire a se stessi, guardarsi allo specchio e dire che va tutto bene, quando chiaramente non è così.

La cosa veramente necessaria è appunto il coraggio. Il coraggio di saltare nel vuoto, di scoprire cosa c’è fuori dalla propria comfort zone. Molto spesso c’è la felicità. Ecco, in estrema sintesi il coraggio è il mezzo per la ricerca della felicità. La follia è invece quel guizzo che rende tutto più divertente.

Mentre ci scrivono per rispondere alle nostre domande, Matteo e Simona sono in Thailandia, ultima tappa del loro viaggio che li ha portati in 14 paesi diversi. E un po’ di tristezza, al pensiero di rientrare, ovviamente c’è.

Ci viene il magone pensando che presto torneremo alla nostra vita normale.

Ma sai che c’è? Dopo un’esperienza del genere non esiste più una vita normale. Siamo cambiati. Le nostre priorità sono cambiate. Adesso siamo in grado di apprezzare le piccole cose di tutti giorni che prima davamo per scontate. E comunque il viaggio non finisce qui.

Qual è il prossimo passo?

Per l’appunto: il viaggio continua. Indubbiamente il viaggio farà per sempre parte della nostra vita. Ma se vogliamo allargare la famiglia dobbiamo prima trovare un lavoro soddisfacente.

Torneremo in Calabria, nostra terra natia. Troveremo una casa in affitto, assaporeremo il Natale in famiglia che tanto ci è mancato quest’anno e faremo studio matto e disperatissimo. Abbiamo dei progetti in mente. Ma è troppo presto per parlarne. Pertanto seguite il nostro blog per rimanere aggiornati!

Mi pare di aver sentito parlare di bambini all’orizzonte quindi… A proposito: se diventerete genitori, pensate di rifare un’esperienza simile, magari con bebè al seguito?

Chiaro che sì! Sappiamo che viaggiare con bambini, soprattutto piccoli, rende tutto più difficile. Ma difficile non significa impossibile. Come potremmo privare i nostri futuri bambini di un’esperienza straordinaria come viaggiare?

Vorremmo dare loro la possibilità di scegliere. Vorremmo avessero l’apertura mentale che consenta loro di affrontare la vita senza schemi o pregiudizi. Vorremmo dare loro la facoltà di seguire le proprie inclinazioni personali. Riteniamo che viaggiare sia un ottimo modo per capire cosa fare della propria vita. Con noi ha funzionato!

Matti o no, Matteo e Simona possono però vivere sicuramente con una bella certezza: quella di essere l’uno la vera metà dell’altra. Perché ci vuole davvero tanto amore, condivisione, e bisogna seriamente essere fatti della stessa pasta, per imbarcarsi in un’avventura simile con lo spirito positivo e ottimista che hanno avuto loro. Condividere sogni, ideali, desideri, e combattere insieme ogni giorno per conquistarli.

Chapeau, ragazzi.

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