Come scrivere (o leggere) "Ti voglio bene", "Come stai?" e altre emozioni in braille

Il codice Braille è un insieme di simboli che corrispondono alle lettere e permette di leggere e scrivere alle persone ipovedenti e non vedenti. Ecco come funziona.

Chi è non vedente o ipovedente usa il Braille per comunicare; si tratta di un sistema di scrittura e lettura in rilievo che permette di combinare più caratteri per comporre le parole, esattamente come si fa con le lettere dell’alfabeto. I caratteri sono formati da combinazioni di punti (massimo 6) che sono percettibili al tatto: scorrendo con le dita su un foglio con i vari segni in rilievo la persona non vedente può quindi leggere e comunicare con la scrittura.

Imparare a leggere e scrivere in Braille non è semplicissimo, il primo passo è quello di memorizzare le corrispondenze dei simboli con i caratteri, poi la pratica e l’esercizio velocizzeranno il processo di apprendimento.

1. Com’è fatto il sistema Braille

Alfabeto Braille
Fonte: www.instructables.com

Ogni carattere o simbolo è formato da una cella rettangolare che può contenere fino ad un massimo di 6 punti posizionati su due colonne verticali formate da tre puntini ciascuna, per un totale di 64 caratteri e simboli. Le varie combinazioni di puntini formano le lettere dell’alfabeto e vari altri simboli (ad esempio quelli matematici, segni di punteggiatura, numeri).

Per quanto riguarda le lettere maiuscole il Braille non prevede un alfabeto a parte, ma utilizza due specifiche celle: le lettere maiuscole sono indicate anteponendo una cella con un punto in posizione 6 mentre se si incontrano due celle consecutive con un puntino alla posizione 6 significa che tutta la parola è maiuscola e non solo la prima lettera.

2. Come scrivere “Ti voglio bene” e “Come stai?” in braille

Una delle cose più importanti e belle è riuscire a esprimere le proprie emozioni; avendo capito a grandi linee il funzionamento dell’alfabeto Braille proviamo quindi a vedere come si possano scrivere frasi come “Ti voglio bene”, “Ti amo” o “Mi dispiace”. Ecco alcuni esempi, presi dal sito Stylegraph:

Ti amo

Fonte: Stylegraph

Ti voglio bene

Fonte: Stylegraph

Come stai

Fonte: Stylegraph

Mi dispiace

Fonte: Stylegraph

Mi manchi

Fonte: Stylegraph

3. Numeri in Braille

Numeri Braille
Fonte: braillebug.afb.org

Il sistema numerico non ha simboli a se stanti ma vengono usati i simboli corrispondenti alle lettere che vanno dalla “a” alla “j” ma preceduti dalla cella con puntini nelle posizioni 3,4,5,6 che indica che le celle successive non sono lettere ma numeri.

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4. Scrivere in Braille

Dattilobraille
Fonte: ausilivisivi.it

Per scrivere in Braille ci sono sostanzialmente due modi: usando la tavoletta oppure una dattilobraille. La dattilobraille ha la forma di una comune macchina da scrivere ma a differenza di essa non ha un tasto per ogni carattere, ma 6 tasti più uno che corrispondono ai sei puntini della cella più un tasto riservato per lo spazio.

Per comporre una lettera quindi sarà necessario premere contemporaneamente sui puntini che le corrispondono nella cella. Usando la tavoletta invece è necessario comporre le lettere manualmente con l’uso di un punteruolo, un pallino alla volta, e per rileggere ciò che ha scritto, il non vedente deve rigirare il foglio dato che i punti risultano in rilievo nella faccia opposta a quella in cui vengono punzonati.

5. Display Braille

Display Braille
Fonte: leonardoausili.com

I display Braille sono delle periferiche che si possono collegare al computer o al tablet tramite cavo usb o bluetooth e consentono alle persone non vedenti di leggere ciò che è scritto sul video del loro pc. La barra esiste in diversi formati (il più comune è quello a 40 o 80 caratteri) su cui si fanno scorrere le dita per leggere quanto riportato sullo schermo. La barra infatti riporta in codice Braille in rilievo i caratteri che vengono mostrati su pc.

6. Un po’ di storia

Louis Braille
Fonte: www.5minutebiographies.com

Il codice Braille è stato inventato dal francese Louis Braille (da cui prende il nome) che in seguito a un grave incidente svoltosi nell’officina del padre all’eta di tre anni mentre giocava con degli attrezzi, prima perse la vista all’occhio sinistro e poi l’estensione dell’infezione provocò la cecità anche all’occhio destro. All’età di dieci anni frequentò l’istituto per giovani ciechi di Parigi, uno dei primi centri all’avanguardia per gli ipovedenti: ai ragazzi veniva insegnato a leggere tramite lo sfioramento di caratteri in rilievo che però non consentiva ai ragazzi di scrivere.

Nel 1821 Braille fu ispirato da un militare che fece visita alla sua scuola e spiegò l’utilizzo di un codice particolare in rilievo basato su dodici punti che consentiva di inviare messaggi notturni tra i commilitoni. Questa fu la base di partenza per l’ideazione del codice a rilievo a sei punti che ancora oggi viene usato come standard per le persone ipovedenti.

Articolo originale pubblicato il 4 Gennaio 2018

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