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Inventarsi un lavoro: 5 donne che ce l'hanno fatta dopo licenziamenti o maternità

La crisi economica ha colpito in maniera irreparabile l'occupazione, soprattutto quella femminile. E allora che fare? Semplice: inventarsi un lavoro.
Inventarsi un lavoro

Il 2009 è per tutti una sorta di spartiacque dal punto di vista occupazionale. La crisi economica ha investito soprattutto i Paesi ricchi e occidentali, mettendo in discussione tutto quello che sapevamo sull’occupazione e costringendoci, nel migliore dei casi, a stringere la cinghia e a cambiare stile di vita. Ma è in momenti come questi che ci si deve rimboccare le maniche. E per molti, soprattutto donne, le parole d’ordine sono diventate: inventarsi un lavoro.

Non parliamo di donne solo perché è il tema del nostro magazine, ma perché purtroppo sono le donne l’anello debole dell’occupazione (sebbene noi non crediamo debba essere così e, anzi, ora ve lo dimostriamo anche). La maternità poi diventa una sorta di spada di Damocle per ognuna di noi. In Rete è pieno di testimonianza di donne che hanno perso il lavoro dopo una maternità o che il lavoro non l’hanno neppure conquistato solo perché donne e quindi potenzialmente madri. Si tratta di un’ingiustizia cui possiamo opporci ma che solo i sindacati, effettivamente, possono combattere. Ma intanto pensiamo a come sbarcare il lunario.

Inventarsi un lavoro da casa

Inventarsi un lavoro
Fonte: Pixabay

Lavorare in casa è l’ideale per una donna che ha dei figli, perché le consente di non rinunciare al proprio sogno di indipendenza economica ed evitare di perdersi tutti i progressi dei propri bimbi. Ma naturalmente può piacere anche ad altre donne: anche tra noi c’è qualcuna che non ama stare a contatto con la gente oppure è troppo timida per mestieri del genere. Uno dei lavori più diffusi da svolgere in casa è il doposcuola, per esempio, poi ci sono le correzioni di bozze oppure una serie di lavori ampiamente creativi.

Inventarsi un lavoro creativo

Per inventarsi un lavoro creativo basta guardare dentro se stesse. Qual è il vostro grande sogno che finora non avete potuto realizzare? Creazioni all’uncinetto? Cake design? Scrittura? Illustrazione? Sartoria? Scultura? Falegnameria? Aprendo un sito Internet, e naturalmente mettendosi in regola con il fisco che è qualcosa che vale sempre, si possono vendere in tutto il mondo le proprie creazioni. Con la scrittura poi ci sono una serie di alternative, perché magari esistono siti di informazione che di tanto in tanto aprono delle selezioni attraverso annunci mirati. Anche il web design è uno dei lavori creativi da fare in casa, peraltro.

Inventarsi un secondo lavoro

Inventarsi un lavoro
Fonte: Pixabay

Tutte queste attività possono essere estremamente piacevoli e non rappresentare quella stretta asfissiante di un lavoro che non ci piace. Così, possono fungere anche da secondo lavoro, da svolgere part time ma sempre con una certa continuità.

Inventarsi un lavoro a 40 o 50 anni

La questione, mano a mano che si va avanti con l’età può essere più complicata. Una donna che ha lavorato per molto tempo e ora è disoccupata, ha delle aspettative molto alte in relazione ai propri studi e alla sua esperienza. A queste donne suggeriamo di tutto cuore l’imprenditoria, soprattutto nei campi in cui si hanno esperienze: questo aiuterà non solo loro a realizzarsi nel proprio settore di competenza dopo una brutta delusione occupazionale, ma anche a dare lavoro ad altri. Anzi, magari ad altre.

5 Storie di donne che si sono inventate un lavoro

Inventarsi un lavoro
Fonte: Pixabay

Sull’Espresso e su Panorama abbiamo trovato alcune storie di donne che hanno realizzato il sogno di un lavoro che amano. Ne abbiamo selezionate cinque, quelle che ci sono piaciute di più.

Una di queste storie è quella di Elisa Adamo, che ha creato il primo sito di wedding planning per matrimoni arabi, coniugando quello che aveva appreso all’università sulla cultura araba e la passione per l’organizzazione di eventi.

O quella di Serena Cervo che con il marito Matteo ha creato un’azienda agricola, dopo aver maturato esperienza in gestione della fauna.

Un’altra è quella di Luciana Delle Donne, ex dirigente bancaria che ha deciso di creare un’azienda di tipo sociale: grazie alla sua Officina Creativa, le detenute creano borse e accessori.

E ancora l’architetta Carlotta De Bevilacqua, che ha salvato dal fallimento un’azienda danese di design e ha impiegato quasi completamente donne nel business rilevato.

E infine c’è Monica Archibugi che, dopo aver fatto la baby sitter, ha inventato un sistema che coniuga la ricerca di lavoro delle baby sitter e quella delle mamme che cercano una persona fidata per i propri bimbi.