logo
Stai leggendo: Lory Del Santo e la morte del figlio, quando disse: “Le cose belle andrebbero ricordate”

Lory Del Santo e la morte del figlio, quando disse: "Le cose belle andrebbero ricordate"

Lory Del Santo si apre a Domenica Live e parla della morte del figlio Conor di appena 4 anni: per la showgirl si tratta di una perdita mai del tutto superata.

Il 20 marzo di ogni anno è sempre un giorno particolarmente doloroso per Lory del Santo. Sì, perché nello stesso giorno del lontano 1991, morì il piccolo figlio Conor di appena quattro anni e mezzo (nato dall’amore con il chitarrista Eric Clapton) precipitando dalla finestra dell’allora appartamento della showgirl situato al 53° piano in uno dei quartieri più chic di Manhattan. Una tragedia che dopo 25 anni da quella triste morte torna a ossessionare la donna, ospite a Domenica Live proprio il giorno dell’anniversario della sua morte.

Cerco di dimenticare che giorno è. Da tutta la vita cerco di dimenticare anche se ci sono delle cose belle che bisognerebbe ricordare. Ma si trovano sempre difetti in ciò che si è fatto. Magari ciò che abbiamo fatto è il meglio che potevamo fare in quei momenti.

Ha ammesso Lory del Santo alle telecamere del programma televisivo condotto da Barbara d’Urso il 20 marzo 2017. Fra le lacrime ha inoltre spiegato alla conduttrice in che modo è riuscita a sopravvivere a un dolore così grande:

Gli esseri umani sono composti di cicatrici che guariscono ma lasciano il segno. Tutti noi abbiamo delle ragioni per essere tristi, soffrire, disperarci. Vedo molta gente che ce la fa ad uscire dal tunnel e trovare la luce e se ce la fanno loro penso che posso farcela anche io. Mi ispiro a loro. Quando si nasce si riceve un dono importante che è la vita. Se abbiamo la fortuna di viverla, dobbiamo essere pronti in ogni momento a restituire qualcosa. La felicità non può essere per sempre o perfetta ma abbiamo comunque il dovere di cercare quella felicità per rispetto alle persone che ci vogliono bene. Ho pianto talmente tanto che poi ho detto basta.

Una ferita ancora aperta che la showgirl sta pian piano cauterizzando, giorno dopo giorno, trovando felicità nelle piccole cose che la vita ora gli offre. Il triste ricordo però rimanere (come dimenticarlo infondo?). La morte di un figlio è un dolore insanabile per un genitore: si spera sempre di vederlo nascere e crescere, superare i vari ostacoli della vita ma mai morire, soprattutto non di una morte così precoce, in così tenera età.

Erano nel 11:15 quando il piccolo Conor persa la vita, secondo il racconto di Lory Del Santo. Un rovinoso incidente causato da una svista momentanea: la cameriera che stava pulendo le finestre della camera del bambino non si era accorta della sua presenza e il piccolo, suo malgrado, è caduto dal 53° piano, schiantandosi contro il terrazzo di un altro edificio. Anche il portavoce della polizia Stephen Davis che intervenne nel caso commentò la vicenda come un tragico incidente. All’epoca della morte di Conor, l’amore fra Lory Del Santo e il chitarrista Eric Clapton era già scoppiato: i due si erano infatti conosciuti nel lontano 1985 quando l’uomo era ancora legato alla modella e fotografa Pattie Boyd. Un colpo di fulmine quello dei due, come raccontato da entrambe le parti più volte duranti le interviste fatte a Lory Del Santo e l’autobiografia di Clapton. Un’energia fortissima, una chimica improvvisa che gli ha portati ad avere un figlio insieme, Conor, nato il 21 agosto 1986. Un bambino che Eric Capton non accettò subito ma del quale si innamorò perdutamente dopo la sua nascita. Alla morte del bambino toccò quindi alla showgirl avvisare l’uomo della tragedia, il quale raggiunse l’appartamento di Manhattan in preda al panico. Un testimone presente in casa commentò dicendo che i due genitori si abbracciarono per un lungo momento, facendosi forza a vicenda fra le lacrime.

Se il dolore di Lory Del Santo non era mai stato espresso in pubblico prima dell’intervista del 2017 a Domenica Live, quello dell’ex compagno era stato convogliato in grande quantità nella stesura della ballata musicale Tears in Heaven (Lacrime in Paradiso). Canzone dedicata proprio a Conor che nel 1993 gli fece vincere tre Grammy Awards come canzone dell’anno, registrazione dell’anno e miglior interpretazione vocale maschile.