Autocontrollo, cos'è e come praticarlo - Roba da Donne

Alzi la mano chi ha mai perso l’autocontrollo. Siamo in tante. Accade per una serie di ragioni, a volte siamo stressate, a volte abbiamo cercato di seppellire la rabbia sotto un tappeto metaforico ma lei è rimasta lì a montare fino a che è esplosa. Succede che non ci sentiamo comprese, succede che notiamo delle ingiustizie e tutta l’educazione che abbiamo ricevuto viene purtroppo messa da parte.

Ma succede anche con la tristezza, oltre che con la rabbia, e non solo in quei giorni del mese in cui abbiamo gli ormoni a palla. Alla fine ci sentiamo in imbarazzo, non tanto per quello che abbiamo detto o fatto – anche se certe volte capita – quanto soprattutto per come l’abbiamo detto e fatto. Ma c’è anche chi non sa controllarsi sul cibo o sull’assunzione di determinate sostanze come alcol, caffeina e nicotina. E allora come possiamo fare? Cosa possiamo fare affinché non accada mai più?

Autocontrollo, la definizione

Autocontrollo
Fonte: Pixabay

Il termine autocontrollo è una parola composta, calco dall’inglese self-control, e indica il controllo di sé, delle proprie azioni e il coordinamento tra i propri stimoli. In psicologia c’è un termine simile, ma un po’ più ampio, cioè auto-regolamentazione. Tutto si basa sul contrasto tra ragione e sentimento. Si tratta di un contrasto presente in varie filosofie, in primis quella dell’Illuminismo, che privilegiava la ragione, e quella del Romanticismo che invece privilegiava il sentimento. La verità è che ragione e sentimento sono due concetti completamente scollati tra loro, sui quali però, da esseri umani quali siamo, dobbiamo far prevalere la prima, la ragione appunto.

Autocontrollo emotivo

L’autocontrollo emotivo consiste appunto nel controllare le proprie emozioni attraverso delle tecniche ben precise. Gli asiatici in questo sono più illuminati di noi occidentali, che invece avremmo potuto abbracciare lo stoicismo che i greci ci hanno tramandato: il buddismo, infatti, grazie ad alcune tecniche meditative, riesce a far ottenere un atteggiamento zen, libero dalle passioni negative, improntato alla tranquillità. Tecniche invece come la meditazione trascendentale esaltano invece alcune emozioni positive come gli affetti o l’entusiasmo, ma anche la creatività – a questo proposito è interessante leggere l’autobiografia di David Lynch intitolata “In acque profonde”, che parla del legame tra creatività e meditazione trascendentale – cancellando completamente la negatività dall’esistenza.

Nella psicanalisi, si ripercorrono le proprie azioni e le si analizza, per andare alla base del problema, che potrebbe essere nascosto da qualche parte all’interno della nostra storia personale. E naturalmente ci si prende la responsabilità delle proprie azioni, si scava dentro se stessi e non all’esterno per trovare una spiegazione, per cambiare. Che è in parte quello che si fa, per esempio nel buddismo di Nichiren Daishonin: si crede nella legge di causa ed effetto e si agisce cambiando se stessi per poter cambiare il mondo, per ottenere la pace e non solo quella interiore. Un buon esercizio, tratto da La Mente È Meravigliosa, consiste nello scrivere su un blocco le situazioni in cui recentemente abbiamo perso il controllo e delle altre in cui invece l’abbiamo mantenuto, per osservare affinità e divergenze. E quindi lavorarci su.

Tecniche di autocontrollo

Autocontrollo
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Una delle tecniche di autocontrollo più diffuse – soprattutto in caso di rabbia – consiste nel contare fino a 10, ma si può ricorrere anche a delle tecniche di rilassamento. In generale, quando si è soggetti a forte stress, si può optare per delle sedute di training autogeno, magari accompagnate da assunzioni di integratori al magnesio – ma solo dopo aver consultato il proprio medico. Tra gli atteggiamenti preventivi per non perdere l’autocontrollo, come spiega Psicosocial, c’è l’evitare le situazioni che possono essere foriere di stress, definire i propri obiettivi concreti, mangiare sano e comunque condurre una vita regolare, con sport e sonno, uscire dai circoli viziosi, soprattutto quelli della propria mente.

Infine c’è la tecnica delle immagini mentali: si tratta di una tecnica inventata da Walter Mischel nel 1960 con un esperimento. Dei ragazzini venivano piazzati di fronte a una ciotola di marshmallow, in modo da allenarsi a dire di no, a controllarsi. Le tentazioni, in maniera analoga, possono essere confinate nel nostro pensiero: creiamo delle immagini mentali e cerchiamo di resistervi con tutte le nostre forze.

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