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Federica Abbate, la ragazza che scrive le canzoni per Fedez ora ha i suoi "Fiori sui Balconi"

Dopo aver scritto hit per Fedez, Baby K, Lorenzo Fragola e molti altri, Federica Abbate decide di esordire davanti a un microfono, con un singolo, "Fiori sui balconi" che anticipa un album di prossima uscita.
Fonte: carosello records

Avere 26 anni, molti sogni nel cassetto e tante, tantissime cose da dire. Anzi, da scrivere, meglio se in musica.

D’altronde, quando nasci con il cosiddetto “orecchio assoluto” capisci che la tua vita non potrà che scorrere lì, fra le righe di un pentagramma, gli accordi di una chitarra e le rime dei versi di una canzone. Che poi, in fondo, mica sono così diverse dalle poesie.

Federica Abbate, milanese classe 1991, ha la frangetta sbarazzina e lo sguardo intelligente e un po’ sfrontato di chi, così giovane, può già vantare collaborazioni di prestigio con alcuni dei più importanti artisti italiani e tanto tanto futuro da costruire davanti a sé.

Di certo, la prima vera novità è che, dopo anni passati nelle “retrovie”, finalmente Federica ha deciso di scendere in campo mettendoci la faccia, ma soprattutto la voce: la ragazza, infatti, finora è sempre stata un’ottima autrice, capace di inanellare hit di successo affidandole, però, alle voci di altri, ma alla fine si è convinta a far sentire la sua. Con un singolo, Fiori sui balconi, che svela un intelligente gioco di parole e che è pronto a stare sullo stesso piano delle hit scritte da Federica ma cantate da Fedez, Baby K e molti altri. Del resto se, da una parte, Federica non ha intenzione di smettere i panni della hit maker (i suoi pezzi hanno superato i 400 milioni di visualizzazioni), dall’altra ha firmato, nel 2016, un contratto con la Carosello Records e ha lanciato, l’8 settembre 2017, il primo singolo non solo scritto, ma finalmente anche interpretato da lei.

Noi l’abbiamo incontrata, per conoscerla meglio e per capire il motivo per cui si è decisa a fare il grande salto, uscendo dalle quinte per salire finalmente sul palcoscenico.

Federica è nata, lo abbiamo detto, con il cosiddetto “orecchio assoluto”, dono di cui i suoi genitori si sono accorti subito, cercando quindi di coltivare il suo particolare talento.

Ci spieghi cos’è e com’è stata la tua infanzia con questo particolare dono?

Una persona ha l’orecchio assoluto quando, ascoltando una melodia, è perfettamente e immediatamente in grado di replicarla  su uno strumento pur non avendolo studiato, ma quasi per auto-apprendimento. La mia infanzia è stata un’infanzia normalissima e questo particolare “dono” mi ha semplicemente fatto scoprire la passione per la musica. Essendo uno strumento creativo, la conseguente possibilità non solo di eseguire ma soprattutto di creare e di scrivere canzoni.

Nel 2013 la ragazza partecipa al concorso per giovani autori “Genova per voi” e si aggiudica un contratto con la Universal Music Publishing, venendo definita dai media come “penna di platino”. I suoi primi pezzi, però, risalgono decisamente a qualche anno fa!

I primi pezzi che ho scritto erano delle canzoncine ironiche sui professori che componevo a scuola e che poi cantavo per ridere con i miei compagni di classe! Ma il mio vero e proprio primo pezzo, con musica e testo “serio”,  credo di averlo scritto all’incirca quattro anni fa proprio per partecipare al concorso ‘Genova Per Voi’, dove ho scritto un testo in italiano su una melodia dapprima in fake English: il brano si chiama ‘Inconsistente’.

L’elenco dei cantanti per cui Federica ha scritto un brano è impressionante: Fedez (L’amore eternit, 21 grammi), Baby K (Roma-Bangkok) Francesca Michielin (Nessun grado di separazione). Ma la lista è lunga, e comprende ‘D’improvviso’ cantata da Lorenzo Fragola e scritta insieme a Claudia Franchini, ‘Il diario degli errori, pezzo presentato a Sanremo da Michele Bravi, scritta insieme a Cheope e Beppe e Anastasi, ‘Niente canzoni d’amore’ che Federica ha scritto e cantato insieme a Marracash, ‘Voglio ballare con te’, tormentone estivo di Baby k scritto ancora insieme a Cheope, Takagi e Ketra e la stessa Baby k, ‘Combattente’ e ‘Nessuna conseguenza’ scritte insieme a Cheope per Fiorella Mannoia, ‘Amen’ scritta insieme a Cheope per Noemi.

La vera domanda, quando si parla di un’autrice che scrive per altri, è capire se per comporre i tuoi pezzi parti dalle esigenze degli artisti o da te.

Di solito tendo a scrivere le canzoni e dopo mi rendo conto se è più adatta a un artista piuttosto che a un altro, o addirittura a rendermi conto che quella determinata canzone mi appartiene in maniera talmente forte e viscerale che, di conseguenza, contiene una verità che solo e soltanto io posso interpretare.

Cosa si prova a vedere il proprio brano in vetta alla hit, ma senza che questo sia collegato al tuo nome da chi lo ascolta e lo canta?

Io penso che chiunque scriva canzoni le scriva innanzitutto per il piacere di scriverle e perché desidera condividerle con gli altri. Quindi a prescindere che quella canzone ti appartenga o meno (nel senso che sia tu o meno a cantarla)  è una gioia immensa vedere che entri a far parte della vita di tante altre persone.

Fonte: carosello records

Qual era e qual è il tuo sogno: essere autrice, artista per te stessa o altro ancora?

Il mio sogno è sempre stato quello di scrivere canzoni e di poterle condividere con il maggior numero di persone possibili, per fare in modo che questa musica viaggiasse molto lontano. Dal momento che ad un certo punto sono nate delle canzoni che avevano un legame particolare con la mia vocalità e un linguaggio che mi rappresentava in una maniera profondamente viscerale, ho poi preso consapevolezza che queste canzoni più non dovevano solo essere scritte da me, ma anche cantate da me. Dunque è avvenuto il passaggio da autrice a cantautrice. Sicuramente da quando ho iniziato a tenere canzoni per me, e di conseguenza ad avere l’esigenza di dire qualcosa con le mie parole, la mia voce e la mia faccia, il mio sogno più grande è diventato fare in modo che anche queste canzoni arrivino al maggior numero di persone possibili e diventino parte delle loro vite.

A proposito di Fiori sui balconi, il primo singolo uscito l’8 settembre scorso che rappresenta anche il primo video del tuo nuovo canale YouTube; il titolo è apparentemente “romantico”, ma in realtà non è proprio così. Ci racconti il suo vero significato?

Fiori sui balconi è una sorta di gioco di parole che sta per ‘fuori come un balcone’. È il mio primo biglietto da visita per parlare di me agli altri, non solo dal punto di vista musicale ma anche dal punto di vista umano a partire dalla tematica del fuori luogo. L’essere fuori luogo è sempre stata una costante nella mia vita: sin da quando ero bambina mi sono sempre sentita fuori luogo innanzitutto perché avevo un’emotività più burrascosa degli altri miei coetanei, quindi avevo un bisogno forte di sentirmi accettata per quella che ero senza filtri e senza maschere. Dal momento in cui ho accettato la mia natura un po’ fuori luogo, paradossalmente ho smesso di sentirmi tale, ma al contrario ho capito quanto quella particolare sensibilità nei confronti del mondo e della vita in generale mi permettesse e mi abbia permesso ancora oggi di vivere la vita più intensamente e con una maggiore autenticità, e di superare i miei limiti. Quindi il fuori luogo invece di essere un punto debole, qualcosa da mascherare da nascondere, è diventato al contrario un punto di forza per fare passi avanti verso i miei obiettivi.

Nel tuo caso sei riuscita, per fortuna, ad accettare le particolarità del tuo carattere, però la sensazione di sentirsi “tagliati fuori” accomuna molti tuoi coetanei, anche quelli che provano a sfondare nel mondo dello spettacolo; pensi che sia proprio per questa sensazione che tanti giovani si affidano a YouTube per farsi conoscere, tralasciando i canali “tradizionali”?

Io penso che sia per la sensazione di essere tagliati fuori che tanti giovani fuggano all’estero e non rimangono in Italia. Penso che sia sempre per questa stessa sensazione che si cerchino canali alternativi a quelli tradizionali sempre più istituzionali e intasati. È infatti estremamente difficile oggi ritagliarsi uno spazio sufficiente per farsi ascoltare e per ottenere attenzione o ascolto e sicuramente YouTube o  Spotify in questo senso hanno inaugurato, attraverso lo streaming, un nuovo modo di fruire la musica in un certo senso alternativo, più libero e più meritocratico, e di conseguenza più reale, che rispecchia in maniera più sincera i gusti del pubblico.

Ma in effetti sono le opportunità a mancare o i ragazzi si “tagliano fuori” un po’ anche da soli per mancanza di voglia di fare gavetta e sacrifici cercando solo una strada facile per il successo e per la fama?

Io penso profondamente che chi vuole le opportunità se le crea. Nonostante tutte le difficoltà del caso, io credo che soprattutto in questo momento storico, e soprattutto nella musica ci sia una grande fame di novità e di talento, quindi chiunque ne sia portatore non può passare inosservato per sempre. Credo che questa sia una generazione non tanto che si taglia fuori perché non ha volontà di faticare e fare sacrifici o gavetta, ma piuttosto perché è una generazione disillusa, scoraggiata e soprattutto una generazione che ha perso fiducia nei sogni, a volte per colpa degli adulti. Penso che a scuola si insegnino troppe nozioni e troppo poco a sognare, ad avere un ‘metodo’ nella vita che li porti a raggiungere i propri obiettivi, a credere in se stessi e a conoscere se stessi.

Bisognerebbe cercare di trasmettere ai ragazzi e alle nuove generazioni l’entusiasmo e la possibilità di farcela, la voglia di crederci, la possibilità di realizzare i propri sogni in un mondo reale.

Torniamo a te: attenzione, perché Fiori sui balconi anticipa un album!

Assolutamente sì! È in cantiere un album. Posso anticipare che è stato prodotto da Takagi e Ketra, che a parere mio sono i producer numeri uno in Italia! Ogni canzone è diversa dall’altra, e mi descrive con estrema schiettezza, spontaneità e sincerità, e spero che in tanti si riconoscano nelle mie canzoni, nella mia storia e nelle mie parole.

Fonte: carosello records

Autrice di successo, un singolo uscito e un album in programmazione: cos’altro c’è nel cassetto di una ragazza di appena 26 anni definita “penna di platino”?

Ci sono ancora tantissimi sogni, tra cui quello di poter continuare a vivere attraverso la musica che rimane la mia grande passione e per questo mi reputo già tanto tanto fortunata. Sicuramente di riuscire, anche attraverso la mia voce, a portare queste canzoni da me interpretate a un pubblico sempre più vasto, così come hanno fatto le canzoni che ho scritto per altri artisti.

Inutile negarlo, anche Federica ha, ovviamente, i suoi artisti di riferimento; nel suo caso sicuramente spicca Sia, una che, dice lei, non è stata solamente un’ispirazione musicale, ma anche un’ispirazione nella vita.

È stata una delle prime autrici ad avere avuto il coraggio di metterci la faccia e di dare la propria voce alle canzoni che scriveva non solo per gli altri, ma finalmente anche per sé.

Sai che oggi un modo per farsi conoscere è anche attraverso i talent. Ma tu faresti mai il giudice in un talent come X-Factor, un po’ come ha fatto Levante?

Assolutamente in futuro sì, in quanto mi piacerebbe immensamente potermi confrontare con giovani come me o comunque con chi come me desidera fare questo percorso, magari partendo anche dall’autorato nella musica e indirizzare l’artista al meglio, aiutarlo a fare le scelte più appropriate senza “bruciarsi, e ad impostare una carriera nel modo più sano e solido possibile.

In realtà, un’esperienza simile Federica l’ha già avuta, facendo da vocal coach al team di Emis Killa nell’ultima edizione di “The Voice“.

Qual è l’artista per il quale vorresti scrivere un pezzo, tra quelli con cui non hai già lavorato? E quale quello con cui vorresti fare un duetto?

Tendo per la maggior parte a scrivere dei pezzi che poi a posteriori decido essere inclini più ad un artista che ad un altro, quindi è il pezzo a decidere l’artista e non io. Sicuramente, quando sarà il momento, mi piacerebbe fare dei duetti. Anche questi ovviamente verranno decisi a partire dall’anima del pezzo, quindi lascerò sempre al pezzo decidere i suoi artisti.

Segnatevi il nome, la “penna di platino” è pronta a spiccare il volo.