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"Le donne che si sposano rischiano di diventare povere"

Avete presente il vecchio luogo comune degli uomini spennati dall'ex moglie? Un'indagine inglese dice finalmente basta. E ci rivela un dato che rimescola le carte in tavola: a uscire da un matrimonio senza avere più nulla, quasi sempre, sono le donne
divorzio povertà

No, non ci riferiamo ai costi della cerimonia. Anche se, con un po’ d’ironia, possiamo dirlo: spendere tanti (troppi) soldi per sposarsi è un po’ un’anticipazione di ciò che potrebbe arrivare in futuro. Convivere, unire i guadagni, dividere le spese… siamo proprio sicure che sia conveniente, a livello puramente finanziario? Forse no. O meglio: sì, magari affrontare le spese insieme aiuta, ma attente a non divorziare.

Lo diciamo provocatoriamente, è ovvio. A lanciare questo messaggio è un’indagine del CII (Chartered Insurance Institute) che suona più o meno come “Rischio, esposizione al rischio e resilienza oggi in Gran Bretagna”, condivisa da The Guardian. Ci conferma una cosa che già sapevamo, ossia che separarsi può essere un gravissimo rischio economico. Ma ce lo dice con una serie di dati preoccupanti e, soprattutto, guardandolo da un punto di vista molto diverso dal solito.

Innanzitutto, sorpresa!, diciamo finalmente basta al luogo comune delle donne che spennano i loro ex mariti come sanguisughe. Perché questa ricerca dice esattamente il contrario.

Il caso di Emma Cooper

L’indagine porta la testimonianza di Emma Cooper che, dopo aver divorziato a 47 anni, si è trovata logorata dalle spese. Solo quelle legali hanno sfiorato le 85mila sterline. Le condizioni finanziarie degli ex coniugi sono ben diverse: lui, banchiere con uno stipendio annuale a sei cifre, ha diritto a una pensione molto alta. Quella di Emma ammonta a circa un decimo della sua.

Ciononostante, il contributo mensile dell’uomo alle spese di mantenimento è il minimo sindacale. E la donna si dice comunque fortunata, perché almeno ha ancora una casa sua in cui ha potuto trasferirsi con i tre figli avuti insieme a lui.

Quando le donne rinunciano alla carriera

Il punto attorno a cui ruota tutta l’indagine è questo: moltissime donne, nel momento in cui decidono di costruirsi una famiglia, interrompono la propria carriera o – quantomeno – diminuiscono le ore di lavoro. “Le donne che rinunciano alla propria indipendenza finanziaria – fa notare Emma – saranno rovinate dal divorzio, se il matrimonio dovesse finire”.

Perché, una volta uscite dal giro, non è facile rimettersi in carreggiata a cinquant’anni. Il mercato del lavoro è andato avanti e tu sei rimasta indietro, non ti sei aggiornata, hai perso i contatti. In poche parole, sei fuori. E ricominciare può essere molto dura.

Allarme pensione

Ma non è ancora questo il punto. Ecco un dato agghiacciante: in media, le donne divorziate hanno una pensione pari a un terzo (un terzo!) di quella degli uomini divorziati. Perché, direte? Proprio a causa del lavoro. Il problema, quando una donna smette di lavorare per crescere i figli, non è solo lo stipendio che viene a mancare. Il problema è che, così facendo, un giorno la sua pensione sarà sensibilmente più bassa.

Quindi non c’è solo il problema di rimettersi in carreggiata dopo un eventuale divorzio: rinunciando alla carriera, di fatto, le donne rinunciano anche a una discreta parte della loro pensione. Barbara Reeves, esperta di diritto familiare, fa notare che “la disuguaglianza fra uomini e donne divorziati magari non si vede subito, ma arriva col passare degli anni”.

La cosa è ancora più grave dal momento che, quasi sempre, sono proprio le donne ad avere la custodia dei figli. Basta che un ex marito non faccia la sua parte (magari perché non può, oppure perché non vuole) per rendere la situazione di una madre divorziata ancora più nera.

Questo si ripercuote spessissimo sulla psiche femminile, con depressione e ansia. E ciò, se non altro, si verifica nel regolare caso di matrimonio concluso in divorzio. Ma quando si separano due persone che hanno vissuto insieme per decenni, cresciuto figli e acquistato beni insieme, ma senza essersi sposati? Peggio, perché la tutela legale è ancora minore (quando non assente).

Divorzio: chi ci rimette di più?

Pubblicando questa analisi non vogliamo ovviamente demonizzare né gli uomini, né il divorzio, né il matrimonio. L’indagine parla di “parte finanziariamente più debole” all’interno del matrimonio. Esistono ovviamente dei casi in cui questa parte debole è l’uomo. Ma le statistiche dicono che sono casi rarissimi, che questi problemi riguardano quasi sempre le donne, proprio perché spesso abbandonano o allentano il lavoro per stare con i propri figli.

“In Inghilterra – dice Barbara Reeves – c’è idea di fondo che le donne se la cavino alla grande dopo il divorzio, forse per via della percentuale sempre più alta di separazioni. Ma vale solo per le mogli dei ricchissimi. La reale situazione della maggior parte delle donne è che spesso hanno tirato su case, cresciuto figli e supportato i loro partner mentre le loro carriere si sono fermate, o comunque hanno rallentato di molto”.

Nigel Shepherd, esperto di mediazione fra le parti litiganti di un divorzio, ci tiene a chiarire questo equivoco: “C’è questa percezione, tutta maschile, della ex moglie che ti porta via tutto. Come ogni percezione generica è trita e ritrita. Sono le donne quelle che ne escono peggio, ma non penso sia il sistema legale a penalizzarle. Piuttosto, è la loro maggior difficoltà di ripresa economica dopo il divorzio che riflette una grande diseguaglianza nella società”.

Emma Cooper, la donna intervistata all’inizio dell’articolo, ha esteso a tutte le donne un appello disperato:

Ho abbandonato il mio lavoro per seguire mio marito intorno al mondo a causa della sua carriera. E ora non riesco a trovarmi un lavoro io stessa. Se dovessi dare un consiglio alle donne che stanno pensando di sposarsi, direi questo: non rinunciate mai, mai, mai alla vostra indipendenza economica. Non importa quanto possa sembrare difficile, cercate di mantenere un appiglio anche minimo, di restare sempre a galla nel mondo del lavoro. Potrebbe fare la differenza tra affondare e nuotare.