Audrey Hepburn e i suoi segreti di bellezza - Roba da Donne

Quelle parole sulla bellezza di Audrey Hepburn che furono lette al suo funerale

La bellezza di Audrey Hepburn è un fatto oggettivo. Ma quello che l'attrice pensava su essa, sebbene soggettivo, ha diritto di essere tramandato ai posteri. Soprattutto ora che il suo mito rivivrà in una serie tv, voluta dal figlio italiano Luca, e in una mostra, in arrivo nel nostro Paese.

Il mito di Audrey Hepburn rivivrà presto in una serie scritta dal figlio Luca Dotti, avuto dallo psichiatra italiano Andrea nel 1970, e dal giornalista Luigi Spinola, le cui riprese sono state fissate per il 2020.

Ma anche in una mostra che l’altro figlio, Sean Ferrer, sta portando in giro per il mondo e che, dopo aver fatto tappa a Bruxelles e Amsterdam, arriverà in Italia, precisamente a La Spezia, dove resterà fino al 1° marzo.

Intimate Audrey ripercorrerà i momenti più privati della diva di Colazione da Tiffany, dall’infanzia con la madre, la baronessa olandese Ella van Heemstra, fino all’amore per la danza classica e arrivando al matrimonio col primo marito – padre di Sean – Mel Ferrer, e ai tempi del lavoro come ambasciatrice Unicef.

Del resto, Audrey è considerata una delle donne più affascinanti della storia del cinema di tutti i tempi. La bellezza, la grazia, l’eleganza erano solo alcuni aspetti della sua enorme personalità. Nell’immaginario collettivo, Audrey Hepburn è un’icona, elogiata per la sua semplicità, per il suo essere naturalmente chic. Ma cosa faceva per essere così? La sua bellezza nascondeva dei segreti?

Sono stati naturalmente in tanti a chiederglielo, giornalisti o semplici curiosi. Così fu lei stessa a scrivere una breve nota, riportata da Restaurars: Audrey Hepburn avrebbe spiegato così come si fa a essere belle come lei. Chi si aspetta riti magici o miracolose routine resterà deluso. Come gran parte degli aforismi diffusi dalla protagonista di Colazione da Tiffany nell’era dei social network, c’è una grande filosofia alla base del suo pensiero, che parla di umanità, di dedizione agli altri, di amore per il prossimo. Non a caso, archiviata la carriera di attrice che pure la portò al successo mondiale, rendendola l’icona di stile ed eleganza che ancora oggi milioni di donne ammirano e prendono come ispirazione, nel 1988 fu nominata ambasciatrice ufficiale dell’UNICEF e, da quel momento e fino alla sua morte, si dedicò assiduamente al lavoro umanitario, tanto da ricevere, nel 1992 la Medaglia presidenziale della libertà (Presidential Medal of Freedom), e nel 1993 il Premio umanitario Jean Hersholt (Jean Hersholt Humanitarian Award).

La nota di Audrey sulla bellezza, che poi venne letta al funerale dell’attrice, dopo la morte avvenuta il 20 gennaio 1993, contiene consigli preziosi che spiegano quanto sia più importante far emergere la propria bellezza interiore: solo così si potrà ottenere quella esteriore. Per leggere l’intero testo, sfogliate la gallery.

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