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Come invecchia una diva: Monica Bellucci, "la menopausa è una liberazione"

È bellissima e non ha affatto paura di invecchiare; ecco come si diventa Monica Bellucci, che a 54 anni parla della menopausa come di "una liberazione".

È una delle sex symbol indiscusse del cinema mondiale dell’ultimo ventennio, e ancora oggi, alla soglia dei cinquant’anni abbondantemente superata, Monica Bellucci continua a far girare la testa a milioni di uomini, a essere ammirata da altrettante donne e ricercata dai più prestigiosi brand di moda e di estetica, pronti a tutto per accaparrarsi il suo volto magnetico e il suo corpo, espressione piena e conturbante della meravigliosa bellezza mediterranea.

Ha superato un divorzio, quello da Vincent Cassel, padre delle sue bimbe, con eleganza e signorilità, senza mai darsi in pasto al gossip o mostrare la volontà di portare avanti guerre e battaglie pubbliche nei confronti dell’ex marito, e nonostante sia una beniamina di Francia ormai da anni, Monica non ha mai dimenticato l’amore per la sua Umbria e, più in generale, per il suo paese, tanto da scegliere di dare i natali a Deva e Léonie proprio a Roma.

Monica Bellucci non ha paura di invecchiare, e rientra in quella schiera di donne che, sarà perché la fortuna le ha geneticamente baciate ed è stata particolarmente benevola, accetta serenamente lo scorrere del tempo, rifiutando recisamente l’idea del ricorso al bisturi e abbracciando consapevolmente l’idea della menopausa e del corpo che cambia.

Come da lei stessa affermato nel corso di un’intervista rilasciata nel maggio 2018 a Vanity Fair, in cui ha detto chiaramente che il maturare è un arricchimento personale, sotto ogni punto di vista.

 L’invecchiamento del corpo è proporzionale al ringiovanimento dell’anima. Bisogna vederlo come un’evoluzione. Con l’età si dà più valore alle cose, si dà più valore al rapporto con lo specchio, non ci si guarda più ogni due minuti. Questo fa di noi delle persone migliori, perché la scala di valori muta. Se una donna a 50 anni si veste come una di vent’anni c’è un problema che nessuna crema potrà mai risolvere. Bisogna imparare che anche se passa il tempo non si diventa più vecchie e neanche meno sexy.

Facile, verrebbe da dire, per lei che vanta un corpo e un viso da urlo; eppure, Monica non è ossessionata dalla bellezza a tutti i costi e, come detto, accetta consapevolmente l’idea di un aspetto che cambia, ma non necessariamente “peggiora”.

Il tempo trasforma fisicamente, è vero, ma puoi tirare fuori altre cose al di là di quello che rappresenta il corpo, dipende da come ti vedi. Se devo dare una spiegazione dell’evoluzione del mio percorso è un misto tra quello che ho desiderato e la fortuna di quello che mi è arrivato. Oggi ho la consapevolezza che la bellezza che si modifica è un regalo, perché ci sono ancora.

Per questo, l’attrice di Città di Castello ha qualcosa da dire ha chi ha imposto una sorta di stigma sociale alle donne che raggiungono la menopausa, precipitandole nella sensazione di essere “meno donne” o di valere meno rispetto a prima.

Ci hanno tirato su facendoci pensare che siamo collegate, forse troppo, alle nostre ovaie. Ci hanno detto che nel momento in cui non procreiamo più è come essere morte, ci hanno detto che la menopausa è una malattia grave, ma invece è la libertà assoluta perché non siamo più schiave degli ormoni. Viviamo la sessualità con maggiore controllo. Non abbiamo più l’impulso ormonale che dirige, siamo noi a dirigere, e questo fa la differenza. C’è un momento di sbandamento, poi il corpo si mette a posto da solo, non succede niente di grave, va tutto bene, anzi tutto meglio. La creatività si sposta su altre cose e anche il cervello va su nuovi orizzonti. È in quel momento che diventiamo pericolose!

Con modi garbati e mai urlati, Monica porta avanti una battaglia da femminista di nuova generazione, dove ogni donna deve prendere consapevolezza del proprio essere e ribellarsi a quanto la società, vittima di retaggi culturali difficili da estinguere, si aspetta da loro.

Alle donne si chiede troppo: essere madri, lavoratrici, badanti e non c’è un’organizzazione sociale giusta per supportarle. Le donne sono stanche fisicamente. Per poter essere madri al meglio hanno bisogno di tempo, perché devono allattare, prendersi cura dei piccoli. Se vogliamo avere dei figli in una società sana, quando le donne decidono di dedicarsi solo all’essere madri dovrebbero essere pagate, avere una mensilità, perché quello che fanno è un lavoro sociale, è il lavoro più importante, invece dopo tre mesi ancora oggi molte donne interrompono l’allattamento per tornare a lavorare.

Anche e soprattutto per poter fornire loro gli strumenti per imparare a riconoscere il proprio valore di donne, Monica dice di insegnare alle sue figlie a “sentirsi belle”.

 Sono stata in mezzo alle donne più belle del mondo e sentivo che a volte non riuscivano a esprimere la loro bellezza al massimo. Bastava dire la cosa sbagliata ed emergeva una fragilità tremenda come se nessuno glielo avesse mai detto che erano belle, come se non sapessero di esserlo. Ritrovare questo filo conduttore interno che indipendentemente da quello che pensano gli altri aiuta a sentirsi in equilibrio è fondamentale. La conoscenza di se stessi, a prescindere da quello che dicono gli altri e l’accettare la vita e il corpo che cambiano, permettono di aprirsi ad altre cose che arrivano, a volte anche più belle di quelle che si hanno già.

Su se stessa, invece, che idea ha la Monica Bellucci cinquantaquattrenne, ancora oggi icona mondiale del cinema?

Voglio vivere tanto, almeno fino a che le mie figlie avranno bisogno di me, il mio obiettivo è diventare una vecchia signora e voglio arrivarci al meglio, anche con le rughe. Bisogna smettere di dire che le rughe sono brutte. Le rughe sono belle. Anna Magnani diceva ‘ci ho messo tanto per averle’ e sono d’accordo con lei. Sono le nostre cicatrici interne, ci danno la prova che abbiamo superato momenti difficili.

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