Se solo all'uomo sono concesse partner più giovani: il paradigma Bellucci-Cassel | Roba da Donne

La misura del pregiudizio che colpisce le donne che scelgono un partner più giovane è tutta racchiusa nella vicenda Bellucci-Cassel.

Per chi non stava attento: dopo 14 anni di matrimonio Monica Bellucci e Vincent Cassel si separano, sembra per infedeltà di lui. Vincent trova immediata consolazione tra le braccia sottili di una modella diciottenne, Monica reagisce rilasciando una dichiarazione che trasuda sarcasmo: “Mi ci vedreste accompagnata a un ventenne!? Suvvia, lo guarderei come si guarda un figlio” (e queste, come ricorderanno le fanatiche di Sex and the city, sono anche le parole con cui Samantha liquida Jarrod prima di andarci a letto e dare inizio alla relazione più tormentata della stagione).

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Le persone spirituali lo definirebbero di fast-karma, mia nonna si limiterebbe a osservare che ‘nell’acqua che non vuoi bere, ti ci affoghi’, fatto sta che pochi mesi dopo sarà la stessa Bellucci a farsi vedere abbracciata a un modello hipster con qualche lustro in meno.

Ora: assodato che Monica ha 18 anni più del suo compagno, mentre Vincent è di 30 anni più vecchio della seconda moglie, contro chi credete si sia scagliata l’ironia della rete? Esatto.

Eppure Monica Bellucci non è che l’ultima di una lunga serie di donne, che vanno da Cleopatra alla Regina Vittoria, dalla Marchesa de Mertuil a Léa, da Madonna a Brigitte Macron, colpevoli come lei di essersi accompagnate a uomini più giovani.

“Se nemmeno questa crestomazia di donne è riuscita a impedire la riprovazione sociale, come posso sperare di riuscirci io? ” sospira Roberta, cinquantenne con un debole per uomini che nascevano quando lei si diplomava.

Capisco il suo disagio: quando nella coppia è l’uomo a essere più anziano, questo viene considerato nell’ordine naturale delle cose (quante pacche sulle spalle ha ricevuto Mick Jagger per la sua paternità tardiva!), mentre quando è la donna a essere più grande, il minimo che le tocca è essere fatta oggetto di analisi antropologica.

Secondo gli psicoterapeuti, infatti, la percentuale di coppie anagraficamente sbilanciate a favore di lei sta progressivamente aumentando. Superato l’imperativo biologico di prosecuzione della specie, sempre più uomini scelgono di accompagnarsi a donne mature trovando nella relazione equilibrio, solidità finanziaria e vivacità sessuale, mentre le donne riceverebbero in cambio leggerezza, propositività e rassicurazioni sul loro potenziale seduttivo (e testosterone, aggiungo).

Per contro, l’uomo con una compagna più grande dovrà confrontarsi con una vita e una personalità più strutturate, mentre la donna correrà il rischio di avere un fidanzato che non ha mai visto Mediterraneo di Salvatores e non capisce battute di Indietro Tutta (scusa Roberta, lo so che avrebbe dovuto rimanere tra noi).

Ma torniamo al paradigma Bellucci-Cassel.

Provata dal clamore mediatico che ha fatto seguito al suo “coming out,” Monica ha dovuto spiegare in un’intervista che il suo attuale compagno è un trentasettenne dotato di prole, lavoro e responsabilità, mentre Vincent si è potuto godere la paternità attempata senza doversi giustificare con nessuno (“e adesso corriamo pure il rischio di ritrovarcelo a fare il papà-blogger”, chiosa Roberta).

Così, mentre la Bellucci entra nel novero delle cougar, Roberta mi spiega il segreto delle coppia anagraficamente incoerenti:

“I segreti in realtà sono due. Il primo: dopo i trentacinque si diventa tutti più o meno della stessa età. Il secondo: né io né il mio uomo sappiamo se tra qualche mese staremo ancora insieme. Ma d’altronde, chi è che lo sa?”

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