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Comprare Questa Borsa Rende più dell'Oro: Ecco Quale secondo uno Studio!

D'ora in poi, quando compreremo una borsa (una ben specifica, poi vi diremo quale) non dovremo più sentirci donne con le mani bucate, bensì attentissime e geniali investitrici che pensano al proprio futuro. Come mai? Lo dice uno studio: scopriamolo insieme!
borsa Hermès Ostrich Birkin
Fonte: Web

Spesso ci tratteniamo dall’acquisto di una (ennesima) borsa dicendoci che ne abbiamo già tante – troppe -, che in fondo non ne abbiamo bisogno e che dovremmo risparmiare soldi per cose che realmente servono, o serviranno. E capita pure di chiudere il discorso pensando: “Ah, se avessi l’equivalente delle mie scarpe e borse in oro…”. Invero, care amiche, è meglio avere borse che oro. Incredule? Anche noi, ma pare che sia proprio così. E a dirlo è uno studio, non una fashion blogger improvvisata.

In realtà, per dirla tutta, il discorso non vale per tutte le borse, ma per una singola, specifica borsa. Ossia la Birkin di Hermès: un modello come quello in foto costa all’incirca 20mila dollari, circa 18.500 euro. Una cifra da capogiro, certo, ma che potrebbe rivelarsi un ottimo investimento finanziario secondo lo studio portato avanti da Baghunter: stando alla ricerca, sarebbe persino meglio comprarsi una Birkin che non investire in oro!

A partire dal suo lancio sul mercato nel 1984, la borsa diventata ormai un’icona è cresciuta di valore di oltre il 500%, un dato con cui l’oro non può proprio competere, anche perché in tutti i suoi 32 anni di vita la borsa firmata Hermès non ha mai ceduto quote. Con un incremento medio costante del suo valore pari al 14% annuo, la celeberrima – e desideratissima – Birkin è uno degli investimenti più sicuri su cui si possa puntare di questi tempi.

Il fondatore di Baghunter, Evelyn Fox, descrive la situazione con queste parole:

C’è una differenza tra il lusso e l’ultra lusso. Mentre il mercato del lusso soffre dei periodi di crisi economica, il mercato dell’ultra lusso risulta impermeabile alle congiunture economiche che possono impattare negativamente su altri settori come per esempio le vendite al dettaglio di fascia alta. Per questo motivo, la potenziale volatilità cui sarà sottoposta l’economia nel corso del 2016 probabilmente avrà effetti leggeri se non nulli sui collezionisti dell’ultra lusso.

Per la loro analisi, gli esperti di Baghunter hanno preso in considerazione tre fattori: l’indice S&P 500 e, appunto, oro e Birkin bag di Hermès, scelti perché ritenuti rappresentativi di distinte ma comunque diffuse forme di investimento. L’indice S&P 500 riflette in toto il mercato dei titoli e l’oro è l’acquisto più diffuso tra chi investe in commodity; la Birkin, infine, rappresenta un investimento tangibile e da collezione.

Tra il 1980 e il 2015, l’indice S&P 500 ha reso in termini di valore nominale l’11,66%, il che equivale a una rendita reale media dell’8,65%. Tuttavia, questi dati non tengono in adeguata considerazione le fluttuazioni del mercato nello stesso periodo e danno dunque per scontato che gli investitori non abbiamo né comprato né venduto per 35 anni. L’indice S&P 500, per esempio, ha raggiunto un picco di rendita massimo nel 1995 pari al 37,20%, ma è anche sceso a -36,55% nel 2008.

Nel medesimo intervallo di tempo, l’oro ha reso mediamente l’1,9% annuo, percentuale che equivale a una rendita media reale del -1,5%. Anche in questo caso il dato non tiene conto della fluttuazione dei prezzi dell’oro, che in realtà ha raggiunto il suo picco massimo nel 2011 col valore di 1.571,52 dollari (1.447,90 euro) ma nel 2001 è sceso al suo minimo di 271,04  dollari, vale a dire 250 euro circa.

Guardando infine alle borse Birkin di Hermès, il loro valore è cresciuto di anno in anno con un aumento medio del 14,2%. A differenza dell’indice S&P 500 e dell’oro, il valore delle Birkin non ha mai subito fluttuazioni al ribasso e si è sempre confermato fortemente in crescita. Il picco è stato raggiunto nel 2001, con un innalzamento del 25%, mentre la crescita minore è stata registrata nel 1986, quando il valore della borsa è cresciuto “solo” del 2,1%.

Bene, care amiche, d’ora in poi quando compreremo una borsa – anzi, la borsa – non dovremo sentirci delle inutili shopaholic compulsive, bensì delle attente investitrici che pensano con anticipo alla salute delle loro finanze. Che ne dite, vi piace come idea?