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Carlotta Sanna: "Ho la Sindrome di Down e Insegno all'Asilo" - INTERVISTA

Abbiamo incontrato Carlotta Sanna, 20enne affetta da sindrome di Down, atleta e... insegnante presso un asilo. Il suo messaggio per la community di Roba da Donne: "Gli ostacoli si superano"! Ecco invece quello per la mamma di Ferrara che ha ritirato il suo bambino dall'asilo, proprio per la presenza di un'assistente affetta da sindrome di Down come lei.
Carlotta Sanna
Carlotta Sanna – Fonte: Facebook @Carlotta Sanna
Questo contenuto fa parte della rubrica “Le interviste di RDD”

Viviamo in un mondo in cui si parla tanto di diversità, integrazione, non mancano grandi proclami e pure qualche buonismo. Eppure la diversità continua a fare paura e a creare diffidenza. Così è bello, tra tanti esempi negativi, poter raccontare una storia fatta non solo di parole, ma soprattutto di fatti. E infatti è stato bello, per noi di Roba da Donne, incontrare Carlotta Sanna e raccontare la sua storia. I fatti? Sono presto detti: Carlotta ha 20 anni e abita a Quartu Sant’Elena, in Sardegna, è affetta da sindrome di Down e… da un anno e mezzo assistente in una scuola dell’infanzia.

Ebbene sì. Carlotta ce l’ha fatta. Ha realizzato il suo sogno e… sono bastati i primi minuti di chiacchierata con lei per capire che se lo merita davvero. Il nostro appuntamento, purtroppo – maledetta distanza! -, avviene al telefono. Di Carlotta cogliamo subito un pizzico di timidezza, che non le impedisce tuttavia di essere chiarissima e determinata nel racconto delle sue esperienze, della sua vita.

Il suo, in qualche modo, è il racconto di una privilegiata e lei lo sa. Ci dice: “Sono fortunata!”. Noi pensiamo anche qualcosa in più: è stata brava, determinata. ha saputo lottare e ora chissà che la sua storia non possa essere di aiuto ad altri.

Diplomata con il massimo dei voti al liceo socio psicopedagogico, da un anno e mezzo circa Carlotta lavora nell’asilo Sacro Cuore di Cagliari come assistente. Sentirla parlare del suo lavoro è un piacere: un misto di soddisfazione, voglia di fare e di fare meglio e gioia che si riversa in un quotidiano in cui non ci sono troppe lamentele per svegliarsi e mettersi “in carrozza”. Anzi.

Mi piace moltissimo. Lavoro a stretto contatto con i bambini – ci racconta –: disegniamo insieme, li aiuto a pitturare, durante la mensa sto vicino a loro se hanno bisogno di aiuto per tagliare la carne, inventiamo insieme filastrocche… Insomma, facciamo tantissime attività. Per i bambini non è assolutamente un problema. E nemmeno per i genitori, nel tempo abbiamo stretto un rapporto molto bello. Non ho mai incontrato difficoltà in questo senso.

Anche questo fa di Carlotta una ragazza fortunata, vista la triste notizia delle scorse settimane di una mamma di Ferrara che ha ritirato la sua bimba da un nido proprio per la presenza di un’assistente affetta da sindrome di Down. La vicenda, in breve, è questa: la mamma aveva iniziato l’inserimento al nido con la sua piccola, ma il terzo giorno non si è presentata. Motivo, “quella ragazza lì”. Ossia l’educatrice affetta da sindrome di Down. Che è sì stata circondata dall’affetto dei colleghi e dei genitori degli altri bimbi, ma comprensibilmente è rimasta molto ferita dalle parole della mamma.

Carlotta, a te non sono mai capitate esperienze simili?
Io sono sempre stata molto fortunata: né oggi né nell’infanzia mi sono mai dovuta scontrare con pregiudizi, battute, affermazioni buttate lì tanto per fare. Anzi, ho sempre trovato accoglienza e integrazione.

Nondimeno, Carlotta – che ha molto a cuore l’integrazione, così come i rapporti personali, e lo si intuisce già dal suo modo educato e gentile di porsi al telefono nella nostra intervista – non è rimasta indifferente all’accaduto. Sia per vicinanza umana, sia perché Carlotta è, appunto, educatrice in una scuola dell’infanzia.

Credo che quella mamma non avrebbe dovuto permettersi di essere tanto dura con la mia collega. Sono certa che lei sia perfettamente in grado di svolgere al meglio i suoi compiti. Non c’era nessuna ragione per ritirare la bambina. Anzi, in questo modo è stata privata del valore della diversità e di una grande occasione di crescita.

Tra i piccoli che segui alla scuola dell’infanzia , c’è anche un bambino affetto da sindrome di Down, vero?

Sì, gli altri bimbi sono meravigliosi con lui. E insieme ci relazioniamo davvero bene.

Le giornate di Carlotta Sanna scorrono così, in modo del tutto normale o, per dirla con le sue parole, “senza aneddoti particolari: le mie sono tutte giornate piuttosto ordinarie”, passate tra il lavoro all’asilo e le ore in palestra. Carlotta, infatti, è anche una ginnasta. E che ginnasta: nella sua carriera, iniziata dieci anni fa, ha vinto in totale cinque medaglie. Quella che la inorgoglisce (e la commuove) maggiormente, come dimostrano anche le numerose foto e gli status Facebook dedicati all’esperienza, è l’oro nel corpo libero ai Giochi Mondiali Special Olympics di Los Angeles.

Carlotta, c’è qualche aneddoto particolare che ti piace ricordare della tua esperienza a Los Angeles?

Aneddoti particolari no. Se non che ho provato una gioia immensa, forse la più grande di sempre, quando ho vinto l’oro. E di tutti i momenti bellissimi ed emozionanti dell’America, questo è il principale, quello che non dimenticherò mai.

Tanto che ora stai pensando di scriverci un libro…

Sì, mi piacerebbe scrivere una sorta di diario in cui raccontare tutto ciò che mi è capitato nel corso di questa splendida avventura e le emozioni fortissime che mi ha regalato. E anche per far capire che gli ostacoli, nonostante la diversità, si possono superare e si possono ottenere grandi soddisfazioni. 

Dalle parole di Carlotta trapela gioia per tutto ciò che fa, un immenso attaccamento alla vita e una grande passione per le relazioni interpersonali. Oltre a un’inscalfibile determinazione nel far capire a tutti il valore della diversità.

Qual è Carlotta la tua visione della diversità e del suo valore?

Anzitutto voglio fare una premessa: io non dico che la sindrome di Down sia una cosa da nulla. Ma sono estremamente convinta che siamo tutti uguali e possiamo fare tutto, e anche di più. Io continuerò ad andare avanti per la mia strada, a fare ciò che mi piace e a dimostrare questa mia convinzione.

Noi siamo con Carlotta. Non per retorica, ma perché nella sua giovane età questa ragazza esprime felicità, saggezza, empatia e tanta, tanta forza. Un esempio per tutti, per noi, per ogni volta in cui ci preoccupiamo di piccolezze. Carlotta lo dice e lo conferma, sia con le parole che nella vita: “Gli ostacoli si superano”.

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