Sono un paio di stagioni che la collezione di Moschino diventa un caso subito dopo la presentazione.

La cultura Pop rimane sempre alla base. Che poi, nessuna novità, semplicemente un ben studiato ritorno alla filosofia di Warhol e della Factory.

Dopo McDonald’s e Spongebob, questa volta le passerelle di Moschino, con abiti firmati Jeremy Scott, si tingono di rosa.

Sulle note di Barbie Girl si è aperta la sfilata p/e 2015 e chi era alla fashion week ha potuto assistere ad un tripudio di glitter, tubini colorati, tailleur scollati e abitini corti, in puro stile Barbie, appunto.

Borse a forma di scarpe, Specchio Cover per iPhone con logo type Mattel, pochette a forma di cuore e capelli cotonati, meglio se biondo platino.

Un inno alla Barbie, la bambola più amata degli anni ’80 e ’90, dalle forme perfette, casa perfetta e chiaramente un uomo perfetto al suo fianco.

(Foto: Web)
(Foto: Web)

È stato come ripescarla da un vecchio cassetto, aver tolto la polvere con un soffio, e pettinato la sua lunga chioma.

In molti criticano le scelte di Scott, io invece le trovo geniali, figlie del tempo che viviamo.

Quello del consumismo e del fast food, ma anche della nostalgia dei tempi che furono.

Tutto ciò che è stato acquista fascino.

In fondo gli hipster e intellettuali vari, che urlano al plastico, che osannano il minimal, dovrebbero ricordarsi che il revival e l’amore per il tempo che fu, è ciò che Woody Allen ha raccontato benissimo in un film come Midnight in Paris.

(foto: Web)
(foto: Web)

E il ricordo di chi ora ha in mano il mondo e il suo futuro è targato anni ’80/’90.

Trovo che una collezione completa come quella di Scott per Moschino sia un lavoro incredibile e coerente.

Un gioco che però potrebbe benissimo adattarsi alla vita quotidiana con abitini dai maxi pois, zainetti e secchielli in pelle trapuntata e un tripudio di glitter.

Barbie torna a far tendenza e non cadiamo nei soliti clichè pseudo- femministi.

Si può essere donne vere anche con una giacca rosa  e tacco 13.

Elle Woods è già icona.

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