Cyber flashing: non è normale, è molestia. Come difendersi

Chi riceve immagini sessuali senza consenso non è vittima di uno scherzo innocuo ma di una vera e propria molestia: cosa è il Cyber Flashing e come difendersi.

In Italia è successo almeno al 16% delle donne, nel Regno Unito addirittura a una ragazza su quattro tra i 25 e i 35 anni. E le percentuali continuano a salire. Stiamo parlando delle ragazze e donne che ricevono immagini di nudo non richieste sul web, un fenomeno che tende a essere sottovalutato ma che può essere molto pericoloso e sempre più invasivo.

Con le nuove tecnologie, infatti, nascono nuove forme di molestia, ancora più difficili da combattere. È il caso del cyber flashing, che sfrutta le funzionalità di Apple per poter molestare donne e ragazze in forma totalmente anonima.

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Cos’è il cyber flashing?

Con il termine Cyber Flashing si indica un nuovo tipo di molestia online, messa in atto attraverso Airdrop, che consiste nell’invio sul web (cyber) di immagini oscene a contenuto sessuale non richieste, tipicamente delle dick pic, che come veri e propri “flash” appaiono sul dispositivo di persone che si trovano in prossimità del molestatore.

Se utilizziamo il termine «molestie» è perché è proprio di questo che stiamo parlando, non di semplici episodi di esibizionismo. La legge italiana, all’articolo 660 del Codice Penale, definisce così il reato di molestia:

Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero col mezzo del telefono, per petulanza o per altro biasimevole motivo, reca a taluno molestie o disturbo è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a euro 516.

Stando a questa definizione, quindi, il cyber flashing non è un’innocuo scherzo, ma un vero e proprio reato e, come tale, deve essere trattato.

Nel nostro paese non è presente una legislazione specifica, ma alcuni Stati hanno invece introdotto una fattispecie di reato legata alle molestie online e in particolare hanno introdotto delle norme ad hoc per sanzionare chi «costringe un altro soggetto a guardare una immagine di carattere sessuale». La Scozia lo ha fatto già del 2010 e Singapore e alcuni Stati Americani, come il South Carolina e il Texas, hanno seguito l’esempio scandinavo.

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Cyber flashing: come funziona?

Questo tipo di molestia colpisce in particolare chi possiede uno smartphone Apple: le foto non richieste, infatti, vengono inviate sfruttando una funzionalità nativa degli iPhone e del sistema operativo Macintosh chiamata Airdrop.

Questa applicazione, attraverso le sue impostazioni di base, permette condividere contenuti istantaneamente e anonimamente con chiunque abbia un dispositivo dello stesso brand e, quindi, di inviare a chiunque in qualunque momento immagini in forma totalmente anonima. Ma non finisce qui: chi le riceve, prima di decidere se accettare o meno il download, è costretto a visualizzare le immagini in anteprima.

Il totale anonimato di questa pratica ha generato una serie di abusi in strada, sui mezzi pubblici e in luoghi aperti al pubblico. L’aspetto più inquietante – e preoccupante – è che il molestatore non è solo anonimo, ma anche vicino alla vittima: questa tecnologia, infatti, non funziona se i dispositivi sono lontani più di 9 metri. Chi riceve la foto, quindi, sa che chi l’ha inviata può essere chiunque si trovi a meno di quella distanza intorno a lei.

Nemmeno gli altri dispositivi, però, sono totalmente al sicuro: l’invio di contenuti non richiesti, infatti, può avvenire tramite Bluetooth, sebbene l’utilizzo di questa tecnologia si sia ridimensionato nel tempo e, parallelamente, anche il suo utilizzo ai fini di molestie.

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Come prevenire e combattere il cyber flashing

Il primo passo per proteggersi dal cyber flashing è modificare le impostazioni del proprio smartphone, impedendo totalmente la ricezione di contenuti tramite Airdrop o limitando la possibilità di ricevere immagini ai soli contatti presenti in rubrica. In questo modo, sarà impossibile per i molestatori sfruttare la semplice prossimità per inviare contenuti non richiesti a perfette sconosciute. Come farlo? È molto semplice:

  1. Apri “impostazioni”;
  2. Seleziona “generali”;
  3. Scegli “Airdrop”;
  4. Seleziona “ricezione non attiva” per bloccare tutti i contenuti oppure “solo contatti” per permettere solo ai numeri salvati in rubrica la possibilità di accedere a questa funzionalità.

Per ottenere il massimo della sicurezza dal tuo smartphone, è bene mantenerlo sempre aggiornato, impostando l’opzione che permette l’aggiornamento automatico o ricordandosi di verificare periodicamente.

Questo, però, non è che un altro aspetto della lotta al cyber flashing. È altrettanto fondamentale non minimizzare questi episodi, perché classificandoli come semplice “goliardia” si perde di vista quello che invece è il punto fondamentale: si tratta di vere e proprie molestie e, come tali, sono pericolose e vanno segnalate.

Ricordiamo sempre che chi invia questo tipo di contenuti espliciti non sa chi c’è dall’altra parte dello smartphone: se alcune persone riescono a cancellare semplicemente la foto ricevuta, reagendo con una risata o con una scrollata di spalle, questa non è e non deve essere la normalità.

Non solo dall’altra parte dello schermo potrebbe esserci, ad esempio, una survivor o dei minori, ma nessuna e nessuno di noi dovrebbe essere costretto a vedere immagini di nudo senza aver prima fornito il proprio esplicito consenso.

Non è difficile immaginare il senso di vulnerabilità, e di paura, di chi riceve una foto esplicita non richiesta mentre è da sola in metro o alla fermata dell’autobus, ma anche il profondo disagio di chi, in pieno giorno, si ritrova a dover guardare forzatamente un’immagine a carattere sessuale.

Ricordiamoci che non è normale che sia normale, e diciamolo ad alta voce. 

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Articolo originale pubblicato il 4 Giugno 2021

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