Symbolic reward, la cosiddetta "ricompensa simbolica" ha davvero valore?

La symbolic reward ha davvero il potere di migliorare le nostre prestazione? Gli studi ci dicono che può aiutare, ma in quali contesti?

Uno dei temi che sta attirando particolare attenzione nel campo delle neuroscienze e dell’economia comportamentale è quello della ricompensa simbolica o symbolic reward. L’unione tra economia e psicologia ha sempre interessato moltissimi studiosi e sta vivendo un periodo di forte escalation sopratutto negli ultimi anni.

L’economista americano e vincitore del premio Nobel per l’economia nel 2017 Richard Thaler ci ha parlato di spinta gentile: un modo per intervenire sul nostro comportamento in positivo, senza manipolarlo, ma aiutandoci a prendere decisioni migliori. Nella sfera di queste decisioni, ritroviamo anche la ricompensa: essere ricompensati influisce in modo positivo sul nostro comportamento.

Se generalmente siamo predisposti a pensare che maggiore sarà la ricompensa materiale e/o monetaria, maggiore sarà la qualità della nostra prestazione, diversi studi dimostrano il contrario.
Per esempio, le ricompense materiali basate sulla propria performance hanno un effetto di controllo ed esercitano pressione, il che è controproducente, mentre la partecipazione ad un’attività in modo volontario e guidata dal divertimento e dal piacere influisce positivamente sulla performance.

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Alcuni studi sulla ricompensa simbolica

Il team Behavioural insights ha notato, per esempio, che multare un genitore per aver preso da scuola il proprio figlio in ritardo non li faccia essere puntuali le volte successive. Persiste la tendenza a presentarsi in ritardo nonostante la sanzione, persiste anche se hanno maggior tempo libero a disposizione. È stato rivisto quindi, il meccanismo di multa e/o punizione per rieducare, mettendone in dubbio anche l’efficacia.

Il team riporta la presenza di alcuni studi che dichiarano come le persone aiutano gli altri per il puro scopo di aiutare o perché sentono un senso d’ obbligo reciproco. Notando quindi, come le persone possano essere motivate anche da incentivi non finanziati.

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I ricercatori si sono chiesti se le persone possano essere motivate dal nulla, o meglio, non avere uno scopo, un fine. Ne è un esempio il mondo del crowdfunding che ha avuto un’incredibile crescita sopratutto con il web.

Per crowdfunding si intende quel meccanismo basato esclusivamente sulla ricompensa, cioè il ritorno che si ottiene in cambio al proprio supporto in una campagna di raccolta fondi. Le persone quindi, donano altruisticamente il proprio denaro, non ricevendo nulla in cambio o al massimo delle ricompense simboliche.

Questo tipo di symbolic reward system produce benessere al nostro corpo, perché si percepisce che il proprio intervento, seppur piccolo, possa aiutare concretamente qualcuno.

Lo studio di Jana Gallus sulla symbolic reward

Una delle prime studiose ad occuparsi del meccanismo del sistema simbolico delle ricompense è stata Jana Gallus. La ricercatrice ha effettuato il suo studio sul campo del web, coinvolgendo gli internauti che popolano Wikipedia, esaminando l’effetto che possono dare i premi simbolici, dati per la modifica di un certo numero di pagine.

I risultati indicano come questi premi, seppur simbolici, hanno aumentato del 20% la fidelizzazione a lungo termine.

Perché questo meccanismo funziona così bene? Perché l’azione è disinteressata, e cioè senza uno scopo, un interesse, quindi la ricompensa seppur simbolica, dà significato al lavoro delle persone.

È vero anche il contrario. Altri studi dimostrano come per qualcuno sia motivante anche non ricevere nessun elogio: Robert Dur e colleghi hanno scoperto come per alcuni artisti è più motivante non ricevere alcun ringraziamento e, quindi, come l’ aumento delle prestazioni è maggiore tra coloro che non ottengono la ricompensa.

Il mancato riconoscimento del lavoro svolto spinge gli artisti a fare sempre di più, stimola la creatività.

Symbolic reward: vale lo stesso per il grazie?

Sin da piccoli, una delle regole auree per essere un bambino educato è dire sempre grazie. Tuttavia, tendiamo a sottovalutare l’incoraggiamento che può avere questa parola verso alcune persone.

È stata effettuata una ricerca presso la scuola secondaria Somerset Challenge. La scelta di prendere in esame una scuola, non è casuale. La demotivazione degli insegnanti può essere un elemento di forte intralcio alla loro carriera professionale. Per l’insegnante, è difficile avere costantemente un’atteggiamento positivo al progredire della sua carriera.

I ricercatori hanno pensato quindi, di inviare una mail in cui li ringraziavano per il lavoro svolto durante il semestre con delle richieste, come una riflessione sulla loro esperienza d’insegnamento, ecc. Hanno incluso poi un messaggio di ringraziamento indipendente, senza alcun testo d’accompagnamento.

È risultato che il messaggio più efficace era proprio quello che conteneva solo grazie. Insomma, non dovremmo mai dare per scontato questa parola, sopratutto per l’effetto positivo che ne deriva.

Symbolic reward nella realtà sociale, funziona?

Questo non significa che la ricompensa simbolica sia una norma o che possa essere valida in tutti i contesti. Come se un datore di lavoro ricambiasse l’operato dei dipendenti solo con un grazie. Questo tipo di ricompensa è fortemente utilizzata nel volontariato, nei contesti amicali e familiari.

Numerose sono le ricerche effettuate sulle ricompense monetarie, in minore quantità invece, sono presenti quelle sulla ricompense simboliche. Una ricerca condotta in questo senso, è quella pubblicata nel 2018 dal nome: Are non-monetary rewards effective in attracting peer reviewers? A natural experiment.

Dai risultati relativi alla variante del sesso, emerge che quando la ricompensa della competizione è abbastanza grande, le donne sono uguali agli uomini per la loro disponibilità di partecipare e vincere la competizione, con una maggiore, seppur leggera, reattività delle donne.

L’ipotesi mossa dagli scienziati è che questa reattività sia dovuta al fatto che le donne lottano ancora per l’emancipazione e per essere riconosciute allo stesso livello degli uomini. Pertanto, un premio che riconosca le capacità e gli sforzi, seppur simbolico, avrebbe un valore maggiore per loro.

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Lo stesso principio è valido per le minoranze. A causa delle differenze linguistiche, culturali e di origini, hanno un accesso ineguale alle risorse, alle opportunità e anche alle ricompense sociali.

Non esistono studi su un eccessivo utilizzo del symbolic reward, tuttavia la necessità di una donna o di un membro di una minoranza di essere riconosciuti per il valore che comporta il loro lavoro, ha portato o può portare ad un accontentarsi solo delle ricompense simboliche? Esiste forse un legame tra tutti coloro che vengono discriminati nel mondo lavorativo e le ricompense simboliche?

Se è vero che questo tipo di ricompensa migliora il comportamento e fa sentire meglio se stessi, forse però, è anche vero che non è sempre sufficiente.

Articolo originale pubblicato il 13 Maggio 2021

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