"Girl Power", il film sulla rivoluzione degli adolescenti che aiuta anche gli adulti

Su Netflix, il delizioso adattamento cinematografico del romanzo di Jennifer Mathieu che getta uno sguardo su una generazione pronta a combattere contro sessismo, razzismo, omofobia e bullismo facendo dell'unione e della solidarietà tra oppressi le proprie carte vincenti.

Adolescenti discriminati di tutto il mondo unitevi: che siate ragazzine problematiche, apparteniate a minoranze etniche, siate nere o bianchissime, secchione o lavative, ma anche ragazzi in fiore o reginette della scuola, il messaggio di Girl Power – La rivoluzione comincia a scuola, film Netflix (disponibile dal 3 marzo) tratto dal romanzo omonimo scritto da Jennifer Mathieu, è chiaro. Le donne devono prendersi i propri spazi sin da giovanissime e nel farlo devono far attenzione a non lasciare indietro nessuno. È solo insieme che ci si salva.

È ora che alle “o” siano sostitute le “e”: non è più tempo di opposti ma di sintesi. Vecchie categorie vanno riposte nelle soffitte della storia per lasciare il campo sgombro per un modo nuovo di intendere il femminismo. Dovremmo essere tutti femministi, proprio come ha indicato Chimanda Ngozi Adichie: “dobbiamo cambiare quello che insegniamo alle nostre figlie. Dobbiamo cambiare anche quello che insegniamo ai nostri figli“. Come dimostra anche la madre di Vivian, la protagonista del film, che da adolescente era una fan delle Bikini Kill, band punk femminista degli anni Novanta che durante i concerti esortava le ragazze a farsi avanti. “Girls to the front!”, urlava Kathleen Hanna invitandole a farsi largo tra gli uomini e a occupare tutto lo spazio possibile sotto il palco.

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Femminismo intersezionale: dalla parte di lesbiche, trans, disabili, nere

Parte dal movimento Riot Grrrl, la sedicenne Vivian, per approdare – post-millenial quale è – a un femminismo intersezionale attento a ché ogni tipologia di oppressione sia combattuta nello stesso momento: sessismo, razzismo, omofobia, bullismo non sono che diverse facce di quella cultura patriarcale che vede l’uomo eterosessuale bianco in cima alla piramide alimentare e che va a tutti costi superata, in nome di un mondo inclusivo e più giusto. Potere alla ragazze, dunque. Il futuro è nelle loro mani.

Girl Power

Perché vedere Girl Power

Ancora una volta è da una penna femminile, quella di Jennifer Mathieu giornalista e insegnante di inglese, che nasce una storia di diritti e di battaglie per conquistarli.

Nell’adattamento cinematografico diretto da Amy Poehler, alla sua seconda prova dietro la macchina da presa, l’empowerment della giovane Vivian Carter viene trattato in maniera da arrivare alla più larga fetta possibile di spettatori di Netflix: facile, ma senza abdicare alla complessità del tema trattato, il linguaggio scelto non annoia e non banalizza, anche grazie alle brave attrici che compaiono sullo schermo.

Un film da vedere con figlie e figli adolescenti, ma anche da soli per gettare uno sguardo su una generazione, la Z o Post Millenial, che non è tutta solo Instagram e Tik Tok, ma che anzi utilizza i social media in maniera spesso molto più consapevole dei propri genitori.

Girl Power
Lauren Tsai e Hadley Robinson in Girl Power (Fonte: Colleen Hayes/NETFLIX © 2020)

La scheda del film

Girl Power racconta la storia di Vivian, studentessa di 16 anni che vive in una piccola città degli Stati Uniti. Il passato di sua madre, che da giovane faceva parte del movimento punk underground Riot Grrrl, le è d’ispirazione per avviare una rivoluzione femminista all’interno del suo liceo, dove sessismo, razzismo, omofobia e bullismo sono all’ordine del giorno.

Diretto da Amy Poehler, che si ritaglia la parte della madre di Vivian, il film della Netflix (disponibile dal 3 marzo), vede nel cast Hadley Robinson, Lauren Tsai, Alycia Pascual-Pena, Patrick Schwarzenegger (il figlio attore e modello di Arnold Schwarzenegger e Maria Shriver) e Nico Hiraga.

Il romanzo di Jennifer Mathieu da cui è tratto il film è edito in Italia da Mondadori.

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