Quell’abbraccio che manca, quella distanza che dobbiamo necessariamente rispettare. Gli anziani che vivono nelle RSA non ricevono più “contatti” da molto tempo. Da qui nasce l’iniziativa dello staff della casa di riposo “Domenico Sartor” di Castelfranco Veneto, in provincia di Treviso.

Con l’ausilio di materiali plastici hanno realizzato una sorta di separè che hanno rinominato “La Stanza degli Abbracci“, in cui i visitatori esterni possono incontrare gli ospiti della struttura. Molti anziani non ricevevano un abbraccio dal marzo scorso, dal primo lockdown nazionale.

“Abbiamo pensato di creare uno spazio completamente isolato, una stanza che consenta ai parenti di avvicinarsi ai loro familiari con delle barriere protettive in vetro e in alluminio a tutta altezza, e in tutta sicurezza” – questa l’idea concretizzata dalla direttrice del centro Elisabetta Barbato.

Per accedere alla stanza, i parenti devono attendere fuori dalla struttura e seguire un dettagliato protocollo di igiene e sicurezza. L’ingresso è consentito per piccoli gruppi, i quali devono comunque tenere la mascherina e igienizzarsi spesso le mani.

La solitudine degli affetti: gli anziani ai tempi del Coronavirus

Le residenze per gli anziani sono tra i luoghi più a rischio. Infatti, a partire dal 24 marzo 2020, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) – in collaborazione con il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale – ha avviato una survey specifica sul contagio da COVID-19 nelle Residenze sanitarie assistite (RSA).

L’indagine ha evidenziato il numero dei decessi per Regione nelle RSA dal 1° febbraio: i numeri più impressionanti, 3793 in Lombardia, 1658 in Piemonte, a seguire 1136 in Veneto.

Fonte: www.epicentro.iss.it

Oltre al rischio rappresentato dal contagio da Covid, però, gli anziani possono essere afflitti da grande solitudine in questo periodo, ragion per cui la situazione nelle Rsa è veramente molto delicata.

Il vicesindaco di Castelfranco, Paolo Polidori, a tal proposito ha dichiarato:

“Vanno valutate tutte le vie possibili per togliere da un dramma enorme le nostre persone anziane all’interno delle case di riposo. Questo anche perché le prospettive per il futuro non sono rosee. Già da mesi i parenti non possono visitare i loro cari e questo chissà per quanto tempo ancora. Ci adopereremo per trovare dei fondi, in sinergia con l’azienda sanitaria, la politica e tutte le parti coinvolte per dare sollievo ai nostri cari e alla situazione devastante in cui si trovano.”

Non la pensa allo stesso modo Attilio Fontana, Presidente della Regione Lombardia, che lo scorso mese ha emanato una nuova ordinanza vietando le visite nelle Rsa Lombarde. Il testo dell’ordinanza ribadisce che:

“L’accesso alle strutture delle unità di offerta residenziali della rete territoriale da parte di familiari/caregiver e conoscenti degli utenti ivi presenti è vietata, salvo autorizzazione del responsabile medico, ovvero del Referente Covid 19 della struttura stessa e, comunque, previa rilevazione della temperatura corporea all’entrata e l’adozione di tutte le misure necessarie ad impedire il contagio.”

Le cure invisibili: la terza età non è fine vita, ma vita e progetti

Questa decisione ha generato diverse contestazioni: una fra tutte la protesta del rapper Frankie Hi Energy che vive più da vicino l’esperienza di avere un proprio caro in una Rsa.

In Lombardia hanno decretato lo stop alle visite nelle RSA. Vi racconto la mia esperienza. Mia suocera Anna è ospite da...

Pubblicato da Frankie hi-nrg mc su Venerdì 16 ottobre 2020

La sua protesta è arrivata chiara e forte, anche sui giornali locali come La Provincia di Verona. Secondo il cantante, il governo della Regione Lombardia si dimostra per l’ennesima volta incapace di gestire le specificità di questa crisi e sta condannando migliaia di anziani alla depressione e alla morte in solitudine.

Ringrazio @laprovinciadicremona per aver dato spazio alla mia protesta. Vietare le visite in RSA anche dove avvengono in...

Pubblicato da Frankie hi-nrg mc su Sabato 17 ottobre 2020

Alcune RSA lombarde, come “La Pace” a Cremona, ha cercato di ovviare al problema istituendo un percorso totalmente all’aperto per le visite ai degenti. Infatti, è possibile vedere i propri cari attraverso un vetro, mentre loro sono all’interno.

Fonte: laprovinciacr.it

Completamente differente dal Presidente lombardo è Luca Zaia che già da inizio ottobre ha promosso in Veneto l’utilizzo di tamponi rapidi per i visitatori delle Rsa. Il contatto fisico con i familiari può davvero aiutare i pazienti che si trovano nelle Rsa a godere di un maggiore benessere mentale ed emotivo.

La discussione continua nel gruppo privato!