Lavorare all'estero: i migliori Paesi e 8 consigli - Roba da Donne

Lavorare all’estero è una buona idea? Nella maggior parte dei casi, uscire dall’Italia per trovare lavoro in un altro Paese si rivela un’esperienza nel complesso positiva. Non è così per tutti, infatti lavorare in una città straniera ha pro e contro, ma spesso e volentieri la scelta non è del tutto arbitraria, e si è costretti dalle condizioni italiane ad andarsene.

Vediamo tutti i motivi per cui si sceglie o ci si ritrova a lavorare all’estero, dove e come conviene cercare lavoro e la situazione più difficile per quanto riguarda le donne.

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Lavorare all’estero: perché?

La fuga dei cervelli è un problema che affligge l’Italia ormai da decenni, italiani con titoli di studio validi e ottime prospettive per la preparazione lavorativa. Prospettive che tuttavia non vengono facilmente soddisfatte, così che sempre più persone, giovani laureati ma anche professionisti con carriere già avviate, trovano opportunità buone solamente all’estero.

Esistono comunque altri motivi che possono spingere a lavorare all’estero, che riguardano in parte la mancanza di occasioni migliori in Italia, ma anche per volontà di fare un’esperienza formativa senza eguali.

Lavorare all’estero comporta infatti diversi vantaggi, che spesso vanno a superare le paure iniziali e gli svantaggi che comunque può causare questa situazione. Lasciare la propria casa, la famiglia e le amicizie, per trasferirsi fuori dal proprio Paese non è facile, e solitamente causa ansie e preoccupazioni. Tuttavia, lavorare in ambienti diversi da quello in cui si è abituati, con mentalità differenti può trasformarsi in un’esperienza molto positiva, di crescita personale.

Oggi molte persone sono spinte a lavorare all’estero perché ci sono più possibilità, ma anche per una volontà di cambiare ambiente. Scegliere di lavorare fuori dal proprio Paese significa aprire la propria mentalità, conoscere nuove culture, riuscire a superare le proprie paure e diventare indipendenti.

Doversela cavare da soli in un posto che non parla la stessa lingua, specialmente se non si conosce nessuno, è spaventoso quanto eccitante ma comunque estremamente formativo. Inoltre, una carriera o solamente un periodo di lavoro all’estero è un plus incredibile nel curriculum, che apre più porte non solo fuori ma anche in Italia.

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Donne e lavoro all’estero

Se è vero che le opportunità in certi Paesi sono maggiori rispetto all’Italia, per le donne la situazione non è così felice nemmeno all’estero. Il Centro Altreitalie, che si occupa proprio di emigrazioni degli italiani, ha riportato nel 2014 una ricerca a riguardo. Lo studio dimostra che il 51% delle donne riesce a ottenere un contratto a tempo indeterminato contro il 59% degli uomini. Ma il dato più significativo riguarda le posizioni di dirigenti o manageriali, dove solamente il 10% delle donne ne ricopre una all’estero, contro il 27% degli uomini.

In Italia la situazione rimane comunque peggiore, infatti secondo il rapporto pubblicato dall’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) nel 2019 le donne con un lavoro pagato rappresentano il 45,3%, mentre gli uomini il 66,5%. Il gap tra uomini e donne è diminuito rispetto agli scorsi anni, ma maggiormente per via del calo di occupazione che ha colpito anche il genere maschile. Uno dei problemi principali per una donna oggi sembra essere, oltre alla possibilità di ottenere posizioni “ai piani alti”, è quello di riuscire a trovare un impiego corrispondente al proprio titolo di studio.

Secondo il rapporto XIX Indagine Condizione Occupazionale dei Laureati di Almalaurea, le donne da diversi anni hanno un rendimento migliore a scuola e nello studio rispetto agli uomini. Studiano di più, sono più costanti, fanno più esperienze all’estero, formative e culturali, hanno i voti migliori. Tuttavia, continua ad esserci un divario quando si tratta di trovare lavoro dopo gli studi. Infatti, sempre in questa indagine è riportato che il tasso di occupazione è pari all’81% per le donne e all’89% per gli uomini. Inoltre, dopo 5 anni dalla laurea, i contratti di dipendenti a tempo indeterminato riguardano il 61% degli uomini e solamente il 52% delle donne.

Le differenze riguardano anche gli stipendi, che ad oggi risultano ancora molto inferiori rispetto a quelli degli uomini, circa il 20% di differenza. Queste disparità si riflettono molto anche sulla volontà e la motivazione delle donne a cercare un impiego valido. Infatti secondo il report dell’IstatLivelli di Istruzione e Ritorni occupazionali” tra il numero di Neet troviamo il 25,4% di donne e il 21,5% degli uomini, con il 60,8% delle donne interessate a trovare lavoro e il 78,5% di uomini.

Lavorare all’estero: dove conviene?

Nonostante le migliori possibilità, trovare lavoro all’estero non è comunque un’impresa facilissima, la domanda è tanta ma così anche la richiesta. È necessario quindi informarsi bene prima di prendere la decisione su dove andare a lavorare. Salvo infatti le persone che si trasferiscono dopo aver ricevuto già un’offerta di lavoro, che allora sanno già quale sarà la loro meta, chi cerca lavoro all’estero deve considerare dove conviene maggiormente in termini di qualità del lavoro e anche della vita.

Secondo le statistiche stilate ogni anno da Expat Insider i Paesi scelti dalle donne per espatriare non sono del tutto uguali a quelli scelti dagli uomini. Ad esempio, delle donne intervistate molte si trovano meglio a lavorare in Messico e Cambogia, perché hanno un orario di lavoro più ristretto e malleabile, stipendi buoni e ottime possibilità per crescere in diversi settori lavorativi. Inoltre, anche la vita è migliore in questi luoghi. Vediamo dove conviene di più lavorare all’estero, a tutti e soprattutto alle donne.

Germania

Tra i Paesi europei, la Germania si colloca ai primi posti come scelta per andare a lavorare all’estero. Oltre ad avere ottime opportunità, il metodo di lavoro è ben diverso da quello italiano. Si punta non solo al merito, ma anche a dare un’occasione a tutti coloro che hanno le capacità e i titoli giusti. Gli orari di lavoro ottimi permettono di bilanciare meglio la vita personale con quella lavorativa, e gli stipendi sono molto buoni, anche per le donne.

Vivere in Germania presenta pro e contro: se da una parte è una delle Nazioni più vicine all’Italia, pertanto è facilmente raggiungibile, d’altro lato la lingua è più complicata dell’inglese e va imparata bene. In Germania l’accoglienza degli stranieri dipende molto dalla zona in cui si sceglie di stabilirsi. Certamente Berlino è una delle città europee più accoglienti, innovative e all’avanguardia in tutti i settori.

Gran Bretagna

Soprattutto per le donne, ma anche per gli uomini, lavorare in Gran Bretagna offre diversi vantaggi. Dalla lingua inglese, conosciuta da più persone, ai rapporti con l’Italia di molte aziende. La vita a Londra è più cara e frenetica, ed è meglio partire ben preparati. Se invece si opta per città meno caotiche della capitale, le opportunità sono davvero tante, e la qualità della vita per un lavoratore estero è ottima.

Bahrein

Nel rapporto sulle donne expat nei primi posti troviamo il Bahrein, dove c’è il 93% di donne con un impiego a tempo pieno. Il guadagno, secondo le persone intervistate, è maggiore rispetto alla stessa posizione lavorativa in Italia, e nonostante le 40 ore settimanali, si trova il tempo per la vita privata e sociale. Tanto che le donne che lavorano lì si ritengono soddisfatte.

Australia

Se per tutto il secolo scorso l’America era il luogo dove famiglie e giovani emigravano in cerca dell’occasione di ricominciare la propria vita in condizioni migliori, oggi l’Australia è il Paese prescelto. Gli USA rimangono sempre una buona meta per lavorare, ma l’Australia offre molte più opportunità per tutti. La qualità della vita ottima e gli stipendi alti, oltre ai bellissimi panorami che questa terra offre, fanno dell’Australia uno dei posti in cui conviene di più lavorare all’estero.

Canada

Uno dei Paesi in cui ci si può trovare meglio in assoluto è il Canada, meritocratico e colmo di opportunità. Spazio a lavori che non richiedono la laurea, ma molta attenzione e accoglienza anche per professionisti di settore. Come medici, ingegneri o altro, che in Italia faticano a trovare un impiego che sia in linea con il loro titolo di studio.

Inoltre in Canada le persone sono abbastanza accoglienti e socievoli, pertanto sia per chi cerca un luogo dove fare anche conoscenze, sia chi vuole mantenere la sua privacy, questo grande Stato fa per tutti. L’unica pecca per qualcuno può essere il clima rigido, ed è per questo che tanti optano per Paesi più caldi ma meno indicati per trovare lavoro.

USA

Complice la lingua inglese, un passato di emigrazioni e l’ideale del “sogno americano”, secondo le statistiche gli USA rimangono ancora nelle posizioni più alte dei Paesi nei quali lavorare. Per farlo però è meglio partire con una base solida, magari già con un lavoro tra le mani. In America infatti non è così facile come sembra fare carriera.

Sicuramente le opportunità e gli investimenti su chi ha un buon titolo di studio sono maggiori. Ma bisogna fare i conti con il visto, i prezzi di alloggi e il costo della vita. E soprattutto fare attenzione ad avere un lavoro con un’assicurazione medica. Una volta trovato il lavoro migliore, lavorare negli USA è molto consigliato da chi l’ha sperimentato.

Come cercare lavoro all’estero

Per cercare lavoro all’estero in maniera efficace, non è sufficiente sfogliare pagine web di offerte, anche se questo è uno dei primi passaggi da fare. Uno dei metodi infatti più semplici e utili, anche per comprendere quali sono le opportunità, in quali settori e in quali Paesi, è quello di iniziare la ricerca di annunci online. Esistono motori di ricerca dedicati, gruppi e pagine FB, in particolare LinkedIn è uno dei portali con una grande offerta estera, anche per posizioni importanti manageriali.

Da casa si può continuare la ricerca anche tramite conoscenze e luoghi di formazione o lavoro. Ad esempio, l’azienda dove già si lavora può avere proposte per spostarsi all’estero, oppure l’Università può offrire percorsi e opportunità valide fuori dall’Italia, più legate al proprio titolo di studio. Si può proseguire la ricerca anche direttamente sul luogo, attraverso alcuni sistemi utili. Innanzitutto, se non si ha un’idea chiara di dove si vuole andare, si può provare a seguire qualcuno. Un’amica, un collega o familiare, che si trovano già all’estero e che possono dare appoggio e supporto sulla direzione da prendere per trovare lavoro.

Cercare lavoro in modo produttivo significa anche preparare il proprio curriculum al meglio e contattare direttamente le aziende che interessano. E, se possibile, presentarsi dal vivo al datore di lavoro, cosa che risulta sempre apprezzata e fa spiccare di più tra i candidati. Insomma, le modalità per cercare lavoro all’estero sono diverse. Bisogna conoscere la lingua, unire molta ricerca al coraggio di partire e fare colloqui di lavoro, consegne di curriculum e un po’ di strada prima di trovare il lavoro migliore.

8 consigli per le donne che vogliono lavorare all’estero

Se in Italia le donne laureate o con titoli di studio e formazione importanti sono in numero maggiore degli uomini in diversi settori, la loro preparazione non ha lo stesso riscontro nel trovare un lavoro. Sono sempre di più le donne che preferiscono lavorare fuori dal loro Paese. Un’esperienza personale di grande crescita, che, se si superano le difficoltà iniziali e si trova la dimensione giusta, può cambiare la vita radicalmente, in meglio.

Vediamo 8 consigli per le donne che vogliono lavorare all’estero.

1. Informarsi il più possibile

Sicuramente la prima cosa che viene in mente di fare prima di prendere la decisione di trasferirsi all’estero per lavoro è quella di informarsi. L’informazione è fondamentale per comprendere innanzitutto dove andare, non solo in che nazione o città, ma anche in quale quartiere è preferibile stabilirsi, i prezzi medi di affitti e il costo della vita.

Gli stipendi, le possibilità riguardanti il settore scelto. Per informarsi correttamente è bene non fare affidamento solamente su Google, ma cercare pagine e persone che possano dare un riscontro il più veritiero possibile sulle aziende ricercate e sui Paesi in cui ci si vuole trasferire.

2. Cercare aiuto

Importante è anche non avere paura di farsi aiutare prima di partire ma anche e soprattutto una volta arrivate a destinazione. Le donne sono spesso portate dalla cultura sessista a pensare che solamente i veri uomini si costruiscono da soli la carriera senza aiuto, il paradigma del cosiddetto self-made man. In realtà, per avere successo in qualsiasi cosa è molto più intelligente sapere se e quando è bene farsi aiutare. Lavorando all’estero non si può più fare affidamento sul contatto ravvicinato di amici e parenti, ma non si deve per forza essere sole.

Esistono tante altre donne in Italia e nel mondo che stanno vivendo la stessa esperienza, o che hanno fatto lo stesso percorso. Avere un esempio di qualcuno che ha superato le difficoltà iniziali e che può dimostrare come si può fare è di grande supporto. Dal 2015 è stato creato il blog, precedentemente pagina Facebook, Donne che Emigrano all’estero, un portale di donne italiane emigrate all’estero, che possono quotidianamente postano le loro storie, articoli e consigli su qualsiasi argomento, anche ad esempio come fare una ricetta tipica di un certo Paese, che può rivelarsi utile nella vita quotidiana.

3. Limitare la dipendenza sugli altri

Non significa voler fare tutto da sole, ma comprendere che a fare questa scelta è la persona stessa. Così come la decisione deve arrivare da dentro, anche riuscire a superare le paure e risolvere i piccoli inconvenienti quotidiani deve diventare un’abitudine personale.

Le donne in particolare rischiano di vedersi spuntare continui aspiranti principi azzurri con l’idea che una donna da sola all’estero non possa farcela. Ma non è così, basta solo partire preparate, avere la consapevolezza che sarà difficile ma non impossibile, e farsi aiutare da chi può.

4. Non farsi frenare dalla paura

Ciò che più frequentemente frena una persona, soprattutto se donna, a partire è la paura. Se anche gli uomini hanno paura a lasciare la propria comfort zone o di fallire, le donne devono anche preoccuparsi della propria sicurezza, e di trovare un lavoro all’estero che dia loro le stesse possibilità che dà ad un uomo. L’importante è non lasciare che la paura fermi una donna dal realizzare l’obiettivo di andare a lavorare all’estero.

Per essere più sicure di trovare l’ambiente giusto è bene come abbiamo detto informarsi attentamente. Inoltre, la paura di fallire o non farcela non deve assolutamente essere un freno. Il fallimento può avvenire anche dietro casa, ma questo non significa che non bisogna provarci. E soprattutto, si rischia di fallire solamente se non si parte preparate, e anche in questo caso, le possibilità sono infinite, ma non si conoscono se non si parte.

5. Non smettere di imparare

Un errore da non commettere è pensare di sapere già tutto il necessario. E soprattutto, che ciò che si è imparato in Italia valga in qualsiasi altro posto. Quando si va a lavorare all’estero è bene avere una mentalità aperta pronta a imparare tutto ciò che il Paese e il luogo di lavoro hanno da offrire. Si può sempre imparare da corsi di formazione, corsi di lingua, ma anche dagli altri. Vivere il più possibile la quotidianità di un luogo è il modo più semplice ed efficace per imparare e ambientarsi.

6. Pensare a tutto prima di partire

Tutti questi consigli si possono riassumere con il fatto di pensare più o meno a tutto prima di partire. La spontaneità è un tratto importante, specialmente per chi vuole prendere una decisione spaventosa come lavorare all’estero, perché permette di non farsi fermare dalle paure. Tuttavia, l’organizzazione è fondamentale, perché consente di prevenire tanti piccoli inconvenienti e superare gli ostacoli con più consapevolezza.

Un esempio è per chi si trasferisce per lavoro con i propri figli: un consiglio utile è informarsi prima ancora di partire su un luogo che offra i servizi migliori anche per loro. Inoltre, è bene sapere già in partenza che non sarà possibile prevedere tutto in anticipo e che qualcosa andrà sicuramente storto. Se si parte con una mentalità aperta e pazienza, si riuscirà a superare qualsiasi cosa.

7. Gestire le finanze

L’economia negli altri Paesi è diversa, anche positivamente, tuttavia nel momento di transizione dall’Italia all’estero si può incorrere in alcuni squilibri. Infatti solitamente i Paesi con migliore qualità della vita risultano anche più costosi. Questo è dovuto al fatto che lì gli stipendi medi sono più alti, così come il patrimonio personale.

Di conseguenza è bene gestire in modo corretto le finanze, sia in partenza che nei primi periodi in cui si sta iniziando a guadagnare. Un consiglio è informarsi sui prezzi ad esempio degli alloggi e dei viveri, in supermercati e ristoranti, per capire qual è il luogo in cui conviene maggiormente investire, anche secondo le proprie finanze personali.

8. Non farsi intimidire

Purtroppo anche all’estero una donna può ritrovarsi facilmente in situazioni dove esiste ancora divario tra uomini e donne sul posto di lavoro. Esattamente come in Italia, una donna deve lavorare di più per far valere le proprie capacità, a partire dal colloquio di lavoro, che cambia rispetto a quello svolto da un uomo, fino anche dopo l’assunzione.

L’importante è sempre innanzitutto comprendere quanto un’azienda o un datore di lavoro valgano, e se ci sono effettive possibilità di ottenere i giusti riconoscimenti. Prepararsi il più possibile toglie qualsiasi possibilità di farsi intimidire, così come avere la confidenza nelle proprie capacità e conoscenze.

Articolo originale pubblicato il 28 Agosto 2020

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