Come siamo soliti misurare l’età canina? Ci hanno sempre insegnato che basta moltiplicare per 7 gli anni solari vissuti da ogni cane, qualunque sia la sua razza.

Ma uno studio pubblicato sulla rivista Cell System cambia moltissimo lo scenario: occorre una formula da eseguire con la calcolatrice scientifica (a meno che non ricordiate come avvengano le funzioni logaritmiche) per stabilire con esattezza quanti siano gli anni del vostro amico a quattro zampe. Questa formula è:

Età del cane =16∗ln(Anni del cane)+31

In questa formula, l’età del cane indica il valore corrispettivo dell’età canina in anni umani (cioè quanti anni avrebbe il cane se fosse un essere umano). Anni del cane indica invece gli anni solari effettivamente vissuti dal cane. Chiaramente ln indica la funzione che richiede la ricerca del logaritmo naturale di un numero. Invece 16 e 31 rappresentano due coefficienti che gli scienziati hanno ottenuto mettendo a confronto un ugual numero di cani (scelti tra una razza ben specifica, come vedremo) e di esseri umani.

Ma come hanno fatto gli scienziati a giungere a questa conclusione sull’età canina? Gli studiosi del National Human Genome Research Institute, parte del National Institutes of Health, e collaboratori dell’Università della California di San Diego, Uc Davis e della University of Pittsburgh School of Medicine sono ricorsi all’epigenetica, un processo mediante il quale si verificano modifiche nel genoma, in quanto marcatore biologico per studiare il processo di invecchiamento. E hanno scoperto in buona sostanza che le prime otto settimane di vita di un cane labrador sono paragonabili ai primi nove mesi di vita di un neonato umano. Anche perché, in realtà, gli studiosi non erano esattamente interessati ai cani, ma hanno pensato che confrontando quando e quali cambiamenti epigenetici segnano determinati periodi di sviluppo nell’uomo e nei cani, avrebbero ottenuto una visione specifica anche e soprattutto dell’invecchiamento umano.

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La progressione delle età avviene nello stesso modo in tutti i mammiferi: all’interno di questa progressione avvengono specifici eventi biologici che gli scienziati hanno studiato grazie a un cambiamento epigenetico chiamato metilazione. Nella metilazione, i gruppi metilici (-CH3) delle cellule dei mammiferi sono attaccati a sequenze di Dna. Nell’uomo i modelli di metilazione cambiano nel tempo e misurano l’età di un individuo, venendo chiamati orologi epigenetici. Analogamente accade con topi, con i lupi e con i cani. Questi ultimi invecchiano in modo molto simile agli esseri umani, perché presentano ambiente, dieta, esposizione chimica e modelli fisiologici e di sviluppo assimilabili a quelli degli uomini.

Così i ricercatori hanno pensato di prelevare campioni di sangue da 104 cani, in gran parte labrador, di età (in anni solari) compresa tra le quattro settimane e i 16 anni. Al centro dello studio anche 320 persone, di età tra 1 e 103 anni. Cani e uomini sono stati quindi confrontati, scoprendo che l’età media di un labrador, 12 anni, corrisponde esattamente all’età media di un uomo come stimata a livello mondiale, 70 anni. Dato che lo studio è stato condotto sui labrador, i ricercatori pensano che in futuro si renderà necessario effettuare altre ricerche analoghe coinvolgendo differenti razze canine, poiché, in base alla razza cui appartiene, ogni cane potrebbe avere una diversa aspettativa di vita.

Cosa che in effetti era stata pensata già qualche anno fa, come riporta un articolo di GreenStyle, da una ricerca guidata da Daniel Promislow, docente di genetica all’Università della Georgia. In base a questa ricerca, i cani di piccola taglia sarebbero i più longevi perché meno esposti a rischio di tumori. E inoltre, in base a questo studio, basato sulla predisposizione alle malattie di ogni razza canina, per esempio, ogni anno vissuto da un bulldog equivarrebbe a 13 anni umani, oppure ogni anno vissuto da un bassotto equivarrebbe a 4 anni umani. Quella della proporzione 7:1 sembra restare quindi una sorta di strana leggenda metropolitana che tutti conosciamo, forse perché presente su vecchi libri di matematica degli anni ’60.

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