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Sbattezzo: la scelta (e l'iter) di chi rinuncia al sacramento del battesimo

Il battesimo è l’unico sacramento che, dal momento che si fa da molto piccoli, non è una scelta della persona, e tanti lo trovano imposto e non desiderato. Chi si ritiene ateo, o non si riconosce figlio della Chiesa cattolica per motivi personali, culturali o politici, oggi può essere “sbattezzato”.
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Si può rinunciare alla religione cattolica e scegliere di sbattezzarsi? Sempre più persone stanno prendendo la decisione di fare lo “sbattezzo”, ossia un procedimento burocratico abbastanza semplice e gratuito, attraverso il quale si comunica alla parrocchia di voler rinunciare al sacramento del battesimo e di conseguenza allontanarsi dalla Chiesa Cattolica. I motivi che spingono a questa scelta possono essere diversi: vediamo come funziona e come è possibile farlo.

Cos’è lo sbattezzo?

Lo sbattezzo, più precisamente chiamato dalla Chiesa apostasìa, è un procedimento con il quale si rinuncia al sacramento del battesimo, e si abbandona così la Chiesa Cattolica. Si tratta di una scelta che può essere dettata da diverse ragioni. Le persone scelgono principalmente lo sbattezzo perché sono atee o agnostiche, e pertanto per un motivo di coerenza con ciò in cui credono. Altre motivazioni possono essere:

  • per rivendicare la propria possibilità di scelta. Il battesimo viene fatto per volontà dei genitori, poiché in quel momento il bambino è troppo piccolo per prendere la decisione. Tuttavia, crescendo, una persona può sentire di aver ricevuto il sacramento come un’imposizione e scegliere di rinunciarvi;
  • per contrapporsi alla realtà ecclesiastica. Spesso la Chiesa, così radicata nella cultura, in Italia ancora di più per la presenza del Vaticano, si introduce nella vita quotidiana. Basti pensare ad esempio alle messe e alle apparizioni del Papa in tv, o al suono delle campane, che riecheggia in tutto il paese;
  • perché si appartiene a gruppi che la Chiesa rifiuta, prima fra tutte la comunità LGBTQ;
  • per rivendicare la propria identità. Essere un cristiano battezzato è parte dell’identità, e se una persona non riconosce in se stessa questa parte, può scegliere di distaccarsene;
  • ragioni politiche. Il Vaticano è uno Stato, con una propria gerarchia e potere. Qualcuno può scegliere di non non voler sottostare allo Stato del clero.

Sbattezzo e scomunica

Per la Chiesa l’apostasìa è, dal punto di vista dottrinale, un peccato mortale, mentre secondo il codice penale rappresenta un delitto. Come conseguenza, lo sbattezzato viene scomunicato e pertanto escluso dai sacramenti e privato delle esequie ecclesiastiche salvo pentimento. Avviene infatti la cosiddetta scomunica latae sententiae, ossia il provvedimento più grave attribuito ai delitti penali, che viene applicato per un delitto in quanto tale, senza che venga necessariamente esplicitato.

È la stessa pena ad esempio che viene data dalla Chiesa in caso di aborto volontario. Secondo il clero, un sacramento è annullabile solo da Dio, pertanto lo sbattezzo e la scomunica che ne consegue possono solo escludere la persona da qualunque rapporto con la Chiesa. Come detto in precedenza, lo sbattezzato non ha più diritto a ricevere ulteriori sacramenti. Inoltre come conseguenza dello sbattezzo avviene l’esclusione dall’incarico di padrino o madrina per battesimo e confermazione e la necessità della licenza del vescovo per l’ammissione al matrimonio canonico.

I dati sullo sbattezzo in Italia

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Fonte: Web

Il movimento dello sbattezzo ha origine in Italia negli anni ‘80, con la nascita dell’Associazione per lo Sbattezzo, e ha iniziato a diffondersi quando nel 1995 l’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (UAAR) ha dato il via a una vera e propria campagna, anche giudiziaria, in aiuto al diritto di potersi dichiarare non più figli della Chiesa. Per ottenere il riconoscimento dello sbattezzo, l’UAAR ha fatto ricorso al Garante, che nel 1999 si è espresso con un provvedimento sostenendo che il battesimo non si può eliminare poiché è un episodio effettivamente avvenuto, ma ognuno può rendere nota la propria volontà di non riconoscerlo e allontanarsi dalla Chiesa cattolica.

Dopo una campagna continuata per anni, e che prosegue tutt’ora online, sui social network e con eventi in piazza, l’associazione ha reclutato diversi seguaci. Tuttavia, è solo negli ultimi anni che questo fenomeno ha raggiunto in Italia dei numeri sempre più alti. Il boom di richieste di sbattezzo è avvenuto, secondo i dati raccolti dall’UAAR nel 2015, quando i download del modulo per lo sbattezzo sono stati in totale 47.726. Questo non significa che tutti poi abbiano proseguito con l’iter, ma dimostra una crescita nell’interesse degli italiani che vengono a conoscenza della possibilità di rinunciare al battesimo e ai futuri sacramenti.

Procedura e modulo per lo sbattezzo

Richiedere e ottenere lo sbattezzo è una procedura abbastanza semplice e gratuita, ma è necessario conoscere la parrocchia nella quale è avvenuto il battesimo. Come abbiamo detto in precedenza, lo sbattezzo non elimina dai registri il battesimo, ma permette di non riconoscerlo.

Per prima cosa bisogna scrivere una lettera raccomandata con allegato un documento d’identità. Nel modulo si chiede di non far più parte della Chiesa Cattolica. Questa lettera può essere consegnata a mano al parroco con la sua firma di avvenuta ricezione e una copia da tenere come ricevuta, o inviarla alla parrocchia con ricevuta di ritorno. È possibile trovare online il modulo di richiesta da compilare, nel sito dell’UAAR.

Il parroco invia la richiesta alla Cancelleria della Curia Vescovile e dopo un periodo di circa 15/20 giorni si riceve la lettera firmata in cui si certifica l’avvenuto sbattezzo. È importante sapere che il parroco non può in alcun modo rifiutare lo sbattezzo. In caso contrario si può ricorrere al Garante della privacy, all’autorità giudiziaria, o all’UAAR.

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