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Twerking: i 5 twerk più famosi e l'origine di un ballo controverso

Ha origini antiche, ma il twerking è stato definitivamente sdoganato di recente: ormai è tutto un moltiplicarsi di esibizioni e corsi, di celebrities e non.

Una danza provocante sì, ma che si insegna anche nelle scuole. Perché il fascino del twerking ha stregato tutti, compresi ballerini e coreografi, non solo star del mondo dello spettacolo, come Miley Cyrus, Serena Williams e Nicki Minaj. In tante si cimentano con questa attività anche per bruciare grassi e fare movimento, nelle palestre di tante città italiane, dove ormai spopolano questi corsi.

Ma è innegabile che il twerking sia anche un fenomeno social e virale, con tanto di hashtag #pempemchallenge, sulle note della canzone di Elettra Lamborghini, una delle esecutrici più note nel nostro Paese.

Twerking: cosa significa e origine

L’origine del twerking va cercata in Costa d’Avorio, tra le danze tribali, la danza del ventre (con cui condivide alcune movenze, benché il baricentro sia più spostato all’indietro) e i riti per la fertilità. Questi riti prevedevano, tra i loro movimenti, proprio lo scuotere energicamente i glutei. Con la deportazione degli schiavi dall’Africa settentrionale agli Stati Uniti, quei passi si diffusero anche a New York, nei club e sempre più sulle piste da ballo, per le strade, nei videoclip fino ad approdare sui social, in rete, nelle scuole e persino nel dizionario.

Decisiva è stata l’esibizione hot di Miley Cyrus agli MTV Video Music Awards del 25 agosto 2013. In seguito a quell’apparizione il termine twerk è stato aggiunto al dizionario Oxford Dictionary Online con la definizione: “ballare in un modo sessualmente provocante che coinvolge i movimenti di spinta dell’anca in una posizione accovacciata”. Più incerta, invece, l’origine della parola. Potrebbe essere un mix delle parole “twist” (girare) e “jerk” (scuotere): infatti si tratta proprio di agitare il sedere con forza, ma anche sensualità, in tutte le direzioni.

I twerk più famosi

1. Elettra Lamborghini

Il twerking è il marchio di fabbrica di Elettra Lamborghini, che ha portato queste sexy movenze anche nei suoi videoclip musicali, in cui si esibisce provocante e disinibita. Non a caso il suo album, uscito il 14 giugno, si intitola proprio Twerking Queen. Nella tracklist anche Pem Pem, nel cui video la ricca ereditiera balla scatenata e come lei tantissime ragazze, che sui social si cimentano da settimane con la #pempemchallenge, imitandola a suon di musica.

2. Miley Cyrus

Galeotto fu il twerking di Miley Cyrus, in due pezzi color carne, sul palcoscenico degli MTV Video Music Awards del 2013, sulle sulle note di Blurred Lines. Con lei anche Robin Thicke. Da quel momento in poi il twerking è stato definitivamente sdoganato e la sua storia antica si è calata sempre più nel presente e nella moda, diventando un vero e proprio fenomeno.

3. Serena Williams

Anche la campionessa di tennis Serena Williams ama il twerking e si è cimentata più volte in questa danza, che la appassiona sin da bambina. Ha anche dato delle lezioni in un video girato per la rivista Self, in cui spiega come muoversi: un vero e proprio tutorial.

4. Nicky Minaj

Grande popolarità al twerking è stata data certamente anche da un’altra star, Nicki Minaj, che in tutti i suoi video musicali e live mostra orgogliosa il suo corpo e si muove a ritmo di twerking. Uno su tutti: quello del brano Anaconda.

5. Gaia Torchia

Star e non solo. Ormai quella del twerking è una vera e propria tecnica di ballo insegnata nelle scuole e a cui sono dedicati campionati a livello europeo e mondiale. Una delle campionesse italiane più apprezzate è Gaia Torchia, che ha partecipato sia all’European Twerk Champion 2018 che all’Italian Twerk Champion 2017.

Twerking: le controversie tra sessismo e femminismo

La critica più feroce mossa nei confronti del twerking è la sua forte carica erotica e il suo ricondursi esplicitamente ad atti sessuali. C’è chi lo ritiene solo un modo di ballare, chi lo vede come un modo volgare di attirare l’attenzione maschile su di sé e sul proprio corpo. Le opinioni, come è giusto che sia, sono variegate e provengono sia da uomini che da donne.

A proposito di uomini: ha fatto molto scalpore quanto successo nel corso della cerimonia di consegna del Pallone d’Oro Femminile 2018, vinto dalla calciatrice Ada Hegerberg. La 23enne, che gioca da attaccante nella squadra francese Olympique Lione e nella nazionale norvegese, si è sentita rivolgere dal presentatore una domanda alquanto fuori luogo. Battuta venuta male o battuta sessista denigratoria? Sul palco Martin Solveig le ha chiesto se sapesse fare twerking. Momento di gelo tra i due, superato solo col “No” secco dato dalla Hegerberg come risposta.

Noemi Tebaldi, che a Bologna insegna twerking in una scuola, riconosce quanto a volte il pregiudizio venga dalle donne stesse, come ha potuto notare per esempio nelle mamme delle sue allieve: “Dicono loro che un giorno avranno la carriera lavorativa rovinata dai video in cui ballano twerk. Mi ha aiutata tantissimo nell’accettazione del mio corpo e della mia femminilità, la motivazione è l’unica vera forza per combattere il pregiudizio”.

Nel 2015 Beth Summerour su medium.com in un articolo intitolato Il mio diritto di twerkare ha scritto proprio: “Le donne di tutte le razze hanno il diritto di twerkare. Abbiamo il diritto di esprimerci come esseri sessuali senza doverci poi vergognare. Abbiamo il diritto di chiamarci femministe. E abbiamo anche la responsabilità di porre fine alla pervasiva cultura esclusivista del femminismo”.

E a chiamare in causa il femminismo è stata anche Annie Lennox, la voce degli Eurythmics, che in un’intervista con l’emittente radiofonica NPR ha detto: “Il twerking non è roba da femministe. Non è liberatorio, non dà potere. È solo una cosa sessuale che porti in scena“, sottolineando con fare critico l’iper sessualizzazione di cantanti come Beyoncé e Miley Cyrus.

A farle eco Sinead O’Connor che in una lettera indirizzata proprio all’ex Hannah Montana ha scritto: “Il business della musica se ne fotte di te e di tutte noi. Ti fanno prostituire e ti fanno pensare che questo sia il modo intelligente di fare arte, che è quello che vuoi“.

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