Per alcune star è diventato un tratto distintivo, ma tutti abbiamo provato a farlo, almeno una volta, magari ritrovandoci a sculettare imbarazzati.

Stiamo parlando del twerking, un ballo sensuale almeno quanto controverso: femminista sì o no? Liberatorio sì o no? E, soprattutto, possiamo farlo senza appropriarci della cultura che lo ha creato?

Twerking: cos’è e cosa significa

Secondo il dizionario Cambridge, il twerking è

uno stile di danza che prevede il piegarsi in basso e il movimento del sedere e dei fianchi.

È un tipo di ballo molto sensuale, caratterizzato da rapide e ripetute spinte dell’anca e “vibrazioni” dei glutei effettuate mentre ci si piega sul proprio asse verticale come per effettuare uno squat.

Storia ed evoluzione del twerking

L’origine del twerking va cercata in Costa d’Avorio, tra le danze tribali, la danza del ventre (con cui condivide alcune movenze, benché il baricentro sia più spostato all’indietro) e i riti per la fertilità. Questi riti prevedevano, tra i loro movimenti, proprio lo scuotere energicamente i glutei.

Con la deportazione degli schiavi dall’Africa settentrionale agli Stati Uniti, quei passi si diffusero anche a New York, nei club e sempre più sulle piste da ballo, per le strade, nei videoclip fino ad approdare sui social, in rete, nelle scuole e persino nel dizionario.

Decisiva è stata l’esibizione hot di Miley Cyrus agli MTV Video Music Awards del 25 agosto 2013. In seguito a quell’apparizione il termine twerk è stato aggiunto al dizionario Oxford Dictionary Online con la definizione: “ballare in un modo sessualmente provocante che coinvolge i movimenti di spinta dell’anca in una posizione accovacciata”.

Più incerta, invece, l’origine della parola. Potrebbe essere un mix delle parole “twist” (girare) e “jerk” (scuotere): infatti si tratta proprio di agitare il sedere con forza, ma anche sensualità, in tutte le direzioni.

Come si fa a twerkare?

La posizione base del twerking prevede di stare in piedi con i piedi alla larghezza delle spalle, le ginocchia leggermente piegate e la schiena leggermente inarcata in avanti. Questa posizione è anche conosciuta come “squat”. Per mantenere l’equilibrio, è possibile mettere le mani sui fianchi o distendere le braccia in avanti.

Il movimento fondamentale del twerking coinvolge i fianchi e i glutei. Dalla posizione di squat, quindi, si muovono rapidamente i fianchi verso l’alto per poi lasciali abbassare. Il movimento verso l’alto è solitamente più veloce, creando un effetto “tremolante”.

Una volta padroneggiato il twerk di base, è possibile aggiungere ulteriori movimenti. Il twerk con torsione, ad esempio, prevede il movimento alternato delle natiche verso l’alto: questa mossa richiede più coordinazione ma può aggiungere varietà e movimento al ballo.

Twerking famosi nella cultura pop

1. Elettra Lamborghini

Il twerking è il marchio di fabbrica di Elettra Lamborghini, che ha portato queste sexy movenze anche nei suoi videoclip musicali, in cui si esibisce provocante e disinibita. Non a caso il suo album, uscito il 14 giugno, si intitola proprio Twerking Queen. Nella tracklist anche Pem Pem, nel cui video la ricca ereditiera balla scatenata e come lei tantissime ragazze, che sui social si cimentano da settimane con la #pempemchallenge, imitandola a suon di musica.

2. Miley Cyrus

Galeotto fu il twerking di Miley Cyrus, in due pezzi color carne, sul palcoscenico degli MTV Video Music Awards del 2013, sulle sulle note di Blurred Lines. Con lei anche Robin Thicke. Da quel momento in poi il twerking è stato definitivamente sdoganato e la sua storia antica si è calata sempre più nel presente e nella moda, diventando un vero e proprio fenomeno.

3. Serena Williams

Anche la campionessa di tennis Serena Williams ama il twerking e si è cimentata più volte in questa danza, che la appassiona sin da bambina. Ha anche dato delle lezioni in un video girato per la rivista Self, in cui spiega come muoversi: un vero e proprio tutorial.

4. Nicky Minaj

Grande popolarità al twerking è stata data certamente anche da un’altra star, Nicki Minaj, che in tutti i suoi video musicali e live mostra orgogliosa il suo corpo e si muove a ritmo di twerking. Uno su tutti: quello del brano Anaconda.

5. Gaia Torchia

Star e non solo. Ormai quella del twerking è una vera e propria tecnica di ballo insegnata nelle scuole e a cui sono dedicati campionati a livello europeo e mondiale. Una delle campionesse italiane più apprezzate è Gaia Torchia, che ha partecipato sia all’European Twerk Champion 2018 che all’Italian Twerk Champion 2017.

Il twerking come pratica di fitness: i benefici

Il twerking non è solo un ballo divertente, ma un esercizio fisico che rafforza i muscoli in quasi ogni parte del corpo e permette non solo di scolpire, tonificare e rassodare i glutei, ma di rafforzare le cosce e la flessibilità dei fianchi, oltre che di bruciare fino a 500 calorie in 60 minuti.

Addirittura il twerking sarebbe anche un allenamento per il cervello: secondo Richard Powers, professore di danza alla Stanford University, infatti, richiede più potenza cerebrale rispetto ad altre forme di danza “più severe” perché spinge a prendere decisioni rapide su come muoversi.

Controversie, stereotipi e appropriazione culturale

Una delle critiche più frequenti è che il twerking non sia affatto un mezzo di empowerment né una libera riappropriazione del proprio corpo, ma l’ennesimo mezzo di ipersessualizzazione e oggettificazione femminile.

Annie Lennox, la voce degli Eurythmics, ad esempio ha detto in un’intervista con l’emittente radiofonica NPR che

Il twerking non è roba da femministe. Non è liberatorio, non dà potere. È solo una cosa sessuale che porti in scena

sottolineando con fare critico l’iper sessualizzazione di cantanti come Beyoncé e Miley Cyrus.

Noemi Tebaldi, che a Bologna insegna twerking in una scuola, riconosce quanto a volte il pregiudizio venga dalle donne stesse, come ha potuto notare per esempio nelle mamme delle sue allieve

Dicono loro che un giorno avranno la carriera lavorativa rovinata dai video in cui ballano twerk. Mi ha aiutata tantissimo nell’accettazione del mio corpo e della mia femminilità, la motivazione è l’unica vera forza per combattere il pregiudizio.

Un altro aspetto controverso è l’appropriazione culturale di una danza che, come abbiamo visto, ha una precisa origine, in Costa d’Avorio. Nel 2015, Beth Summerour su medium.com in un articolo intitolato Il mio diritto di twerkare aveva scritto

Le donne di tutte le razze hanno il diritto di twerkare. Abbiamo il diritto di esprimerci come esseri sessuali senza doverci poi vergognare. Abbiamo il diritto di chiamarci femministe. E abbiamo anche la responsabilità di porre fine alla pervasiva cultura esclusivista del femminismo.

Come ha ricordato nel 2021 la cantante Lizzo, però, la rivendicazione del twerking per tutte non deve cancellarne le origini né il colore della pelle di chi lo ha reso quel che è oggi:

Noi persone nere portiamo le origini di questa danza attraverso il nostro DNA, attraverso il nostro sangue, attraverso le nostre ossa. Abbiamo reso il twerking il fenomeno culturale globale che è diventato oggi. Voglio aggiungere qualcosa all’etimologia classica di questa danza. Perché è importante. Dalle tendenze di TikTok alle canzoni e all’umorismo, vediamo così tanta cancellazione di ciò che i neri hanno creato. Non sto cercando di fare gatekeeping, ma sto sicuramente cercando di farti sapere chi ha costruito quel maledetto cancello.

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