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Le ragioni delle donne che non abortiscono per stupro o incesto

Cinque donne raccontano perché hanno scelto l'aborto: perché non si sentivano pronte, per una malattia gravissima, per ragioni che noi non possiamo giudicare.

Le recenti leggi iper-restrittive sull’aborto appena approvate in Alabama e Georgia hanno posto nuovamente l’attenzione (in realtà mai sopita, vedasi anche il Congresso di Verona) sul dilemma dell’interruzione di gravidanza, con tutta la serie di implicazioni etiche, morali, civili che ne conseguono.

Perché, se da un lato ci sono le ragioni dei Pro-Life, spinte nella gran parte dei casi da questioni religiose, dall’altro ci sono quelle delle donne che si vedono privare del diritto a scegliere del proprio corpo, spesso raggiunto dopo anni di battaglie civili, o reclamato anche in nome di chi, nel mondo, ancora non ne gode.

Le leggi appena passate nei due stati americani di fatto vietano l’aborto tout court: quella della Georgia impedendo l’interruzione dal momento in cui si avverte il battito del cuore – cosa che avviene spesso prima che le donne stesse sappiano di essere incinte – quella dell’Alabama invece anche in caso di stupro e incesto. Resta salva l’opzione del pericolo di vita per la gestante, ma il fatto non è certo consolatorio, anzi…

Perché la verità, fermo restando il fatto che ciascuno sia libero di avere la propria opinione purché non leda il rispetto altrui, e che di fronte a situazioni drammatiche come quella in cui una donna si trova ad abortire bisognerebbe avere il buon gusto (e buon senso) di non giudicare, è che le donne non abortiscono solo se stuprate o abusate, ma anche per altri motivi, tutti insindacabili.

Il che non vuol dire “dobbiamo essere tutti d’accordo” ma, appunto, che non siamo nella posizione di giudicare. La CNN ha raccolto in un articolo le storie di cinque donne che hanno scelto l’interruzione di gravidanza pur senza essere state stuprate o senza essere vittime di incesto.

Erica, il suo bambino non sarebbe vissuto a lungo

Fonte: CNN courtey Erica Goldblatt Hyatt

Durante il secondo trimestre, Erica Goldblatt Hyatt ha saputo che suo figlio aveva una patologia rara e che probabilmente non sarebbe arrivato a termine. Era il suo primo bambino.
Gli è stata diagnosticata la sindrome da ostruzione delle vie aeree congenite, la sua trachea non si è formata. Aveva anche un’anomalia cromosomica, la trisomia 16, che spesso conduce a un aborto spontaneo.
Erica e suo marito si sono consultati con i chirurghi fetali, dato che alcuni neonati possono essere sottoposti a un intervento chirurgico dopo la nascita, ma il caso del loro bambino era troppo grave.
I medici le hanno detto che se il loro bambino non fosse morto per insufficienza cardiaca nel grembo materno, sarebbe nato cerebralmente morto.

La coppia ha lottato, pregato e deciso di porre fine alla gravidanza. Erica ha deciso di parlare della sua esperienza per tutte le incomprensioni che circolano sui motivi per cui si scelga di interrompere una gravidanza.
Lo devo a mio figlio che è morto, lo devo a lui per onorare la sua memoria – ha detto – E lo devo alle donne che non sono pronte a parlare“.

Erica ha abortito a circa 20 settimane nel 2012.
Sono passati sette anni e da allora ha avuto tre figli sani. Svolge attività di consulenza, alcune delle quali prevedono l’aiuto alle donne che hanno interrotto le gravidanze.

Non era pronta per avere altri figli

Questa donna, anonima, era già madre di due bambini quando ha scoperto di essere rimasta di nuovo incinta.
Abbiamo avuto due figlie a distanza molto ravvicinata, e ci è voluto un po’ per ritrovarci, non eravamo davvero sicuri di poterne gestire un’altra“, ha detto.

Suo marito è stato colto dal panico quando è venuto a sapere della gravidanza, e insieme hanno deciso che non fosse il momento giusto. Hanno avuto il terzo figlio quando si sono sentiti pronti.

Casey, il contraccettivo non ha funzionato

Fonte: CNN courtsey of Casey Duran

Anche quando pratichi sesso sicuro, a volte accade qualcosa e i metodi contraccettivi ti deludono.
Casey Duran aveva 24 anni e guadagnava 15 dollari all’ora quando ha scoperto di essere incinta di sei settimane. Usava metodi contraccettivi, e aveva chiesto al partner di usare il preservativo.
Sapevo di non essere pronta e ho cercato di proteggermi nei modi migliori che pensavo – ha raccontato – ma può succedere. È successo, nonostante tutto

Penso ancora a quanto sarebbe diversa la mia vita se non avessi avuto accesso ad un aborto sicuro. Mi piacerebbe ricevere assistenza, crescere un bambino con uno stipendio minimo, usando un sistema pubblico che ci viene spesso negato perché i legislatori pensano che le donne come noi approfittino di quel sistema.

È stata una mia decisione e non devo spiegarla

La decisione di abortire è personale e molte donne, anche se pubblicano post sui social, desiderano non dover dare giustificazioni. Come è accaduto a Kristin Mink, che ha abortito anni fa e non vuole spiegare perché.

Sono mamma di 2 bambini fantastici, per i quali sono molto grata – ha scritto in questo post – ho anche abortito anni fa e non sono affari vostri. Sono la stessa persona ora che ero allora, solo ho fatto scelte diverse in circostanze diverse.

Kait, cresciuta fra gli abusi

Fonte: CNN courtesy Kait Payne

I genitori di Kait Payne avevano 17 e 18 anni quando l’hanno avuta. Si sono sposati dopo la sua nascita e hanno divorziato al suo secondo compleanno.
Hanno avuto una relazione estremamente tossica e malsana e mio padre è stato fisicamente violento con mia madre – ha spiegato la ragazza – Sono stata cresciuta per lo più da mia nonna, una madre single con un’istruzione elementare“.
Kait aveva 16 anni quando è rimasta incinta. Era ad una festa e aveva bevuto alcol per la prima volta. Lei e il suo ragazzo uscivano insieme da un mese e hanno fatto sesso.
Ha acconsentito ad avere un rapporto quella notte, ma ha detto che ora, da adulta, capisce che era troppo ubriaca per dare veramente il consenso. Il suo ragazzo le ha detto che il preservativo si è rotto.

Sapevo sin da piccola che non volevo vivere così per sempre e non volevo assolutamente che i miei figli crescessero come sono cresciuta io.

Ha condiviso la sua storia pubblicamente per la prima volta con il suo tweet #YouKnowMe, 10 anni dopo aver abortito.
L’ho sempre tenuto nascosto perché è un argomento tabù – ha detto – Ma visto i cambiamenti in Alabama ed essendo madre di una bambina, non potevo più tacere.”

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