È stata Direttrice di Vogue Australia per 25 anni e poi è stata rimpiazzata: come risposta, Kirstie Clements ha scritto “The Vogue Factor”, il libro in cui denuncia la sconcertante  vita delle modelle, costrette all’anoressia per poter lavorare, soprattutto se la loro aspirazione è sfilare secondo i canoni parigini. La taglia “giusta” per poter salire sulle passerelle è la 34:l’unico modo per poter entrare in quei capi disegnati per manichini senza forma, è digiunare!

La Clements, nel suo libro, spiega che le modelle mangiano piccoli pezzi di stoffa per placare i morsi della fame! Conferma anche la diceria secondo la quale le modelle ingoierebbero dei batuffoli di cotone imbevuti di succo d’arancia per potersi sentire sazie! Lei stessa ricorda che, durante una campagna pubblicitaria in Marocco, una modella fu costretta a digiunare per tre giorni consecutivi: alla fine, era così debole che non riusciva a restare in piedi! Era già noto a molti che le modelle sono costrette ad assumere diuretici, lassativi, cocaina e anfetamine per poter restare magre ma, confessa l’ex Direttrice di Vogue, alcune si nutrono attraverso flebo per via endovenosa. 

the vogue factorIl mondo della moda insorge contro queste “diffamanti accuse” ma il libro sta riscuotendo un enorme successo, per fortuna: l’informazione, in questi casi, non è mai troppa. Ci sono tantissime adolescenti che sognano di diventare modelle prendendo come esempio le donne che sfilano in passerella con la taglia 34: ma a quale prezzo? Istigazione all’anoressia: questa è l’unica conclusione che si può trarre da queste scioccanti rivelazioni. L’anoressia è ormai un termine noto, ma possiamo davvero dire di conoscere in profondità questo grave disturbo alimentare? Sentiamo spesso di modelle ridotte in fin di vita a causa del loro sottopeso, Isabelle Caro è solo una delle tante donne vittima del mondo della moda: ma la società come si regola? Gli stilisti continuano a dire che la loro intenzione è promuovere un’immagine sana della donna, ma in passerella continuano a sfilare donne senza forma. La stessa Clements si difende da chi la accusa di rivelare questi “segreti” solo ora che è stata buttata fuori da Vogue Australia, affermando che lei è sempre stata una dei tanti direttori di Vogue a combattere contro l’anoressia: ma allora, perché tutto questo continua ad esistere? Perché la moda continua a ridurre in pelle e ossa delle ragazze solo per uno stupido canone di bellezza? Perché le modelle accettano di rientrare in questo canone?

Ma soprattutto, come si può definire uno scheletro “canone di bellezza”?

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