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Perché è "normale" che sempre più persone si facciano tatuare il viso

Sempre più persone si fanno realizzare dei tatuaggi sul viso. Perché sta accadendo, come mai non è più uno stigma?

I tatuaggi sul viso sono diventati qualcosa di molto comune. Mainstream li definisce un articolo dell’Independent che prova ad analizzare il fenomeno. Che in effetti ci appare molto interessante. Qualcuna di noi se ne sarà accorta per via del fatto che anche un giovane come Justin Bieber vi sia ricorso, oppure per via del nuovo fenomeno trap Young Signorino. C’è un fatto che non sarà sfuggito: nel mondo occidentale, fino a poco tempo fa era considerato insolito – e a volte anche sconveniente – tatuarsi il viso (o le mani). Cioè le parti del corpo che sono completamente visibili quando si è vestiti.

Quello del passato contro i tatuaggi sul viso poteva essere un retaggio infatti. Ma è più interessante capire come le cose siano cambiate – come del resto è accaduto a partire dagli anni ’90 con i tatuaggi in generale – e perché siano cambiate anche tra le persone che non sono nel mondo dello spettacolo. Perché noi abbiamo nominato due musicisti – e altri ce ne sarebbero da nominare – ma non si tratta di un fenomeno circoscritto allo showbiz.

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Joel Jose Molina è un tatuatore di Chicago, che nell’articolo spiega i limiti dei tatuaggi sul viso: dal suo punto di vista di artista del tattoo, non c’è molto spazio, la “tela” è troppo piccola. Tanto che nella sua carriera finora ne ha eseguiti solo tre, due su altri tatuatori e uno su un gangster venuto dalla Florida che voleva ricordare così i suoi traguardi nella vendita all’ingrosso di marijuana. Tra i personaggi più celebri con simili tatuaggi ci sono stati Mike Tyson – che non solo era un pugile di successo e molto aggressivo sul ring, è noto anche per delle questioni giudiziarie non di poco conto – e il mandante di alcuni brutali omicidi Charles Manson da poco scomparso. JonBoy, l’artista newyorkese che ha tatuato Bieber, ha affermato scherzosamente in passato che se vedesse qualcuno con dei tatuaggi sul viso

passerebbe dall’altro lato della strada.

Il fenomeno, dicevamo, del tatuaggio in generale, come attesta pure la studiosa Anna Felicity Friedman, inizia negli anni ’90, quando si iniziarono a vedere atleti e celebrità in generale con i tattoo. Poi sono nate le riviste di settore e anche i reality show sul tema. E il tatuaggio è diventato ben presto una cosa che non veniva più associata a pirati e galeotti, ma qualcosa di molto comune. Tanto che oggi non è più neppure un segno di anticonformismo, anzi.

Se vuoi essere trasgressivo – e molti rapper vogliono creare un personaggio trasgressivo – l’ultima frontiera è tatuarsi il volto – ha spiegati Friedman – Perché il tatuaggio sul volto dà loro un fascino ribelle o criminale. E fa riferimento a un animo artistico o a uno spirito libero.

29 idee per tatuaggi piccoli e particolari

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Poi si possono dare tutte le spiegazioni del mondo, come ha fatto Post Malone, che si è tatuato il viso per far arrabbiare la madre, mentre il tattoo di Anna Frank che è stato realizzato per il producer Arnoldisdead può essere visto come un modo per attirare l’attenzione del pubblico. E in molti casi parliamo di una grande attenzione social.

Naturalmente, la questione solleva delle perplessità collaterali. Un tatuaggio è per tutta la vita: siamo proprio sicuri di volerlo sul volto? E inoltre: se il tatuatore sbaglia? (Ma in effetti questo è un problema che esiste da quando i tattoo si sono diffusi, bisogna rivolgersi sempre a un professionista navigato, anche perché i rischi di un’infezione non sono pochi). Molina racconta anche un aneddoto divertente, di una 18enne che si è rivolta a lui per il suo primo tattoo, sul viso appunto. E l’artista si è rifiutato, perché la giovane non aveva altri tatuaggi sul resto del corpo.

Te lo devi guadagnare – ha risposto – È un rito di passaggio.