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Silvia e Roberto: "Viviamo felici con 15€ a settimana. Il dramma si è fatto opportunità"

Silvia e Roberto sono riusciti a trasformare il dramma della perdita del lavoro in un'opportunità per cambiare la propria vita: oggi vivono seguendo l'autoproduzione, e danno un consiglio a tutti: "La scelta è possibile, bisogna avere la forza di essere il proprio cambiamento":

Il dramma della perdita del lavoro, piaga vissuta da fin troppe persone nei tempi della precarietà e della delocalizzazione nei paesi dove la manodopera è più economica, la necessità, obbligata, di ripensare la propria vita, di adattarla alla situazione.

Silvia Savoldi e Roberto Belli hanno vissuto sulla propria pelle l’esperienza del licenziamento, della paura di non sapere come andare avanti, del timore del domani; ma ciò che per molti è un drammatico punto d’arrivo, l’ostacolo insormontabile di fronte a cui non resta altro da fare che alzare le mani, per loro è diventata un’opportunità. La svolta che forse, inconsapevolmente, cercavano per se stessi e per le proprie esistenze, vissute da yes men incanalati nella società del consumo e della tecnologia a tutto tondo. Il punto di partenza, insomma, per ricostruire, mattone dopo mattone, una vita nuova, diversa, migliore.

Eravamo assunti dalla stessa ditta – ha spiegato Silvia al Giornale di BresciaIo sono non udente e non ho la patente, quindi trovare un’altra occupazione si è subito rivelato difficile. Sono diventata una casalinga che doveva ingegnarsi ad andare avanti“.

La soluzione che hanno trovato è quella dell’autoproduzione: oggi Silvia e Roberto vivono felicemente con appena 15 euro a settimana, nutrendosi di ciò che il loro giardino produce, affidandosi ai mercatini dell’antiquariato per arredare la loro casa e all’energia fotovoltaica. Leggendo la loro storia sul Giornale di Brescia ci è venuta, spontanea, la curiosità di capire come e se sia davvero possibile vivere bene con poco più di 2 euro al  giorno. Li abbiamo incontrati per conoscere i particolari del loro stile di vita. La cosa veramente importante per ciascuno, spiegano, è riuscire a trovare il proprio equilibrio per affrontare i problemi, ed è tutta questione di scelte.

Ciascuno ha la responsabilità di scegliere come vivere la propria vita – dice Silvia – Vivere serenamente nonostante le difficoltà è una questione di scelta. Tutto sta nella capacità di trovare la soluzione ideale, quella più sentita, e questo avviene quando si smette di valorizzare il problema. Tutti hanno la possibilità di migliorare a partire da se stessi, ma non si tratta di adattarsi a un determinato stile di vita, bensì di trovare il proprio. Quindi sì, tutti possono fare qualcosa; ognuno ha la facoltà di essere se stesso esprimendo la propria originalità, il proprio talento in maniera totalmente libera“.

Come detto poc’anzi, la perdita dell’impiego rappresenta senza dubbio, per molti, un momento in cui piangersi addosso, voi vi siete rialzati alla grande costruendovi una vita nuova. Oggi considerate quel momento come la vostra salvezza? Non lo avreste mai fatto se aveste mantenuto il vostro lavoro?

Lo ammetto: io all’inizio ero un po’ spaventata, tutte le certezze erano crollate di colpo e in un momento di sconforto mi sono chiesta come sarei andata avanti, come me la sarei cavata in una situazione così, mentre Roberto, che è una persona molto forte, mi ha aiutato a rivalutare il nostro stato e, calmandomi, ho pensato a una soluzione: sperimentare l’autoproduzione. Avendo a disposizione la terra e il tempo, perché non sfruttare la possibilità di diventare io stessa la mia migliore risorsa? Così, mentre Roberto ha trovato lavori a chiamata, io ho iniziato ad applicare concretamente le mie idee, i miei sogni. Sicuramente se avessimo continuato ad avere il lavoro di prima, non ci sarebbe stato l’input che ha fatto scattare il cambiamento“.

Oggi Silvia ottiene litri di detersivo con pochi centesimi di sapone di Marsiglia, con 30 centesimi di soia produce latte e formaggi vegetali per una settimana; il giardino di casa le fornisce frutta, ortaggi ed erbe aromatiche, ciò che ha in abbondanza lo baratta con quello che le manca. Il supermercato lo frequentano raramente, “Solo – spiega Silvia – per ciò che non possiamo auto produrre, come lo zucchero, il bicarbonato, il sale, quindi le visite sono sporadiche“.

Silvia ha anche scritto un manuale, Io faccio così, che dispensa consigli preziosi a chi vorrebbe intraprendere lo stesso percorso. Questo, chiarisce, perché per molti la vera impresa è riuscire a comprendere da dove partire.

Per la maggior parte delle persone che abbiamo conosciuto, farsi le cose in casa sarebbe un’autentica impresa. Perché, secondo loro, è difficile e necessita di tempo e fatica. Ma, in realtà, autoprodurre è molto semplice e veloce, persino divertente. “Io faccio così” è un manuale di autoproduzione che spiega in modo semplice come realizzare i prodotti per la casa e per l’igiene personale utilizzando ingredienti comunissimi“.

Silvia e Roberto, però, affrontano anche il confronto con gli scettici, con chi sostiene che uno stile di vita come il loro sia impossibile da sostenere così com’è e cercano costantemente il “trucco”.

In moltissimi affermano che è veramente impossibile vivere come facciamo io e Roberto. Noi pensiamo che se davvero c’è la volontà di realizzare le cose più ‘sentite’ si agisce, si va fino in fondo, senza scuse, senza giustificazioni. Per esempio, a cosa serve desiderare la serenità e al medesimo tempo non fare nulla per concretizzarla?

La vita è un dono meraviglioso e le esperienze diventano un mezzo per imparare e per crescere. Ci sono persone che ci cercano per avere consigli, ci chiedono di svelare il segreto, ma in realtà non esistono segreti o trucchi. Se si vuole, si possono ‘abbattere’ le spese trovando un modo per risparmiare. Se ci sono delle spese per cose non necessariamente indispensabili, bisogna capire quanto si è disposti ad abbandonare i vizi, gli attaccamenti.

Per noi che abitiamo in campagna, abbiamo la terra, non abbiamo figli, non mangiamo carne né latticini e non abbiamo hobby economicamente dispendiosi, è più semplice limitarsi ad avere l’essenziale. In povere parole, il consiglio è: in base al posto in cui si vive, si valuta ciò che serve davvero e, attraverso un’accurata selezione, si scarta ciò che genera dispersione e impoverisce, nella totale libertà di scelta della persona“.

La scelta di Silvia e Roberto, frutto della necessità, almeno nella sua fase iniziale, nel tempo è però passata dall’essere una semplice questione di “risparmio” ad una vera e propria filosofia etica; oggi la coppia è consapevole che questo tipo di vita è quello che meglio si adatta a loro, ed è certa che il cambiamento sia possibile per chiunque ne abbia la volontà sincera.

Il cambiamento inizia a partire da noi stessi, dalla volontà di risolvere i problemi, dalla disponibilità di prenderci per mano e iniziare, insieme, a concretizzare il cambiamento stesso, con consapevolezza e infinito amore“.

Inutile dire che, per loro, anche la questione del rispetto dell’ambiente sia di estrema importanza:

Per aiutare il pianeta è troppo scontato ‘inquinare di meno’. Ci ritorna alla mente la vita dei nostri nonni: vivevano con lo stretto necessario, non si buttava via niente. Quando serviva qualcosa, si barattava. Invece ai nostri giorni, giusto per fare un esempio, si tende a seguire le mode, si acquistano oggetti di vario genere che spaziano tra abbigliamento, tecnologie e tante altre cose che finiscono ancora funzionanti o in buono stato nella spazzatura, per essere sostituite da cose all’ultimo grido. Tutto questo è dispendioso. Si produce in quantità esagerate persino il cibo che poi si butta con facilità. Molte persone lavorano per potersi permettere tutte queste cose e si affannano per ‘riguadagnare’ denaro che poi torna ad essere speso. E via così, fino a ‘scoppiare’. Dall’altro lato, le fabbriche producono più del necessario e ciò conduce le persone sempre più al consumismo distruttivo. Ne consegue che anche il pianeta subisce gravissimi danni. Si comprende quanto la Terra sia infinitamente preziosa e generosa. Offre a tutti noi così tante risorse, ci sostenta sopportando il veleno che oggigiorno su di essa l’umanità riversa. E il veleno che il pianeta assorbe non si ferma: ritorna indietro attraverso il cibo, la pioggia, l’aria, l’acqua. Si ‘toglie la sporcizia’, ma non si sana un fiume rimuovendo il veleno a valle, quando il veleno in questione continua ad essere immesso nella sorgente.

Per cambiare le cose bisogna cambiare se stessi, intraprendere un viaggio dentro il proprio cuore per riscoprire la gioia di vivere, facendo fruttare serenamente le proprie capacità e attuare un intervento collettivo per salvaguardare il pianeta. Uniti, si può fare tanto.