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Cacciata dalla piscina per il costume che indossa, il fidanzato si sfoga su Facebook

Questa ragazza viene cacciata dalla piscina per il costume da bagno che indossa. Il fidanzato si sfoga con un lungo post su Facebook: "Così si alimenta la cultura dello stupro".
Fonte: facebook @tyler newman

Gli Stati Uniti sono un paese di grandissime contraddizioni, dove a volte si fanno battaglie di enorme portata per il rispetto dei diritti civili di chiunque e poi si caccia una ragazza da una piscina per via del costume da bagno che indossa.

Beninteso, esistono limiti oggettivi alla decenza e una certa misura del buon gusto che dovremmo tener presenti nella scelta di alcuni dei nostri outfit, ma nel caso di Tori Jenkins, protagonista suo malgrado di questa storia, onestamente tutto poteva essere fuorché che fosse fuori luogo rispetto all’ambiente in cui si trovava, per l’appunto una piscina.

Eppure, lo staff responsabile dello Smoky Crossing Apartments, un residence del Tennessee, non l’ha pensata esattamente così, dato che ha giudicato il suo costume da bagno poco appropriato e “colpevole” di suscitare imbarazzo nel resto della clientela, in particolar modo verso i bambini e gli adolescenti che affollavano la piscina. Dopo neanche tre minuti di permanenza, la ragazza è stata caldamente invitata a coprirsi oppure a pagare una multa a dir poco salata, qualcosa come 300 dollari. Davvero una bella somma, soprattutto se pensiamo che stiamo parlando di un costume da bagno intero e assolutamente coprente, anche se il personale del residence ha spiegato le ragioni dell’invito a coprirsi dicendo che lo slip fosse un tanga, del tutto inadatto alla situazione.

Tori ha dapprima tentato di risolvere la questione in maniera molto diplomatica, recandosi nell’ufficio principale per avere delucidazioni, ma anche lì una dipendente le ha chiesto di poterle scattare una foto per mostrarle quanto inappropriato il suo outfit fosse. È anche stata invitata a guardarsi allo specchio. “So come sono, l’ho comprato io questo costume, non è un tanga”, ha replicato la ragazza. Che per tutta risposta si è sentita dire: “Se non hai figli, non puoi capire”. Come se la sua presenza, e il suo costume, mettessero in qualche modo a disagio i ragazzini presenti in piscina.

“È proprio da qui che comincia la cultura dello stupro”, ha scritto il fidanzato di Tori, Tyler Newman, una volta rientrati a casa, sfogandosi con un lungo post su Facebook. E ha ragione: se si parte dal presupposto che debba essere la donna a sentirsi in dovere di “coprirsi”, di mostrare il meno possibile del proprio corpo per evitare di eccitare gli uomini, non si compiono veri passi avanti verso l’educazione al rispetto altrui, né si pongono le basi giuste per insegnare al cosiddetto sesso forte, fin dall’adolescenza, che un vestito più scollato o un costume da bagno non legittimano molestie, insulti o, peggio, violenze.

Tanto più, come ha spiegato lo stesso Tyler nel post, che stiamo parlando di una piscina, di un costume da bagno (intero, per giunta!) e di una caldissima giornata estiva.

Non ho mai visto veramente la molestia sessuale e / o la “cultura della stupro” fino ad oggi allo Smoky Crossing Apartments. Oggi la mia fidanzata si è trovata a dover cambiare costume da bagno, coprendosi con i pantaloncini o lasciando la piscina del residence per cui paghiamo 1000 dollari mensili (senza utenze e wi-fi). Tori è stata accusata di indossare un costume da bagno con tanga e si è sentita dire che c’erano lamentele circa il modo in cui era vestita già 3 minuti dopo il nostro arrivo. Entrambi ci siamo seduti increduli con cinque nostri amici, alcuni dei quali sono ospiti del residence e altri no. Così, Tori ha deciso di andare nell’ufficio della, per affrontare con cortesia e tranquillità il problema in un ambiente più privato. Nell’ufficio, la responsabile (che per ora non intendo nominare) ha insistito affinché potesse scattare foto a Tori per mostrarle “quanto improprio” fosse il suo costume da bagno e le ha anche detto di guardarsi allo specchio. Quando la mia fidanzata ha risposto con “So com’è, l’ho comprato io, non è un perizoma”, la responsabile le ha detto che se non aveva figli non poteva capire. Le ha detto che non avrebbe voluto vederla nelle vicinanze dei suoi figli. Quando Tori ha spiegato che sì, ha davvero un culo più grande di un sacco di gente e che il 95% delle cose che indossa le si incastra nel fondoschiena quando cammina, la donna ha detto a Tori che un “normale costume da bagno copre tutto il culo” e ancora una volta ha sottolineato di ritenere inappropriato il corpo della mia fidanzata. Le ha detto che io non potevo spalmarle la crema solare sulle parti del  corpo che non riesce a raggiungere da sola perché sosteneva che invece le avrebbe raggiunte benissimo. Le ha detto che il suo corpo, essendo più curvy di altri, è “troppo inappropriato” per i bambini per essere mostrato. Le è stato detto “ci sono molti ragazzi adolescenti in questo complesso, e non c’è bisogno di eccitarli”. 

Insomma, un vero e proprio esempio di body shaming in piena regola.

Ma il post di Tyler continua, con un’amara presa di coscienza.

Oggi è stato detto alla mia fidanzata che è meno importante rispetto a come si sente un uomo vicino a lei. Le è stato detto di essere meno importante di una pulsione sessuale maschile. Penso che sia la donna più bella del mondo, ma io la rispetto anche. Non avrei mai permesso che lei né nessun’altra donna si sentisse inferiore per via del suo aspetto. È così che continua a crescere la cultura della stupro.
Non ho mai visto la mia fidanzata imbarazzata al punto da non riuscire nemmeno a guardare i suoi migliori amici in faccia. Non l’ho mai vista piangere come ha fatto oggi nel nostro appartamento. Mai vista volersi isolare così. Tutto perché alcuni stronzi ignoranti pensano di poter controllare la dimensione e la forma del suo corpo. Non ho mai visto una donna così non rispettata.
Tenete a mente che le regole della Pool Rules indicano che “un abbigliamento appropriato deve essere indossato in ogni momento”. Nessuna eccezione.
Ho incluso alcune immagini di quello che indossava, che è un costume intero. Per favore se state pensando di andare al complesso di appartamenti Smoky Crossing, non lo fate. Per questo motivo e molti altri. Sono sinceramente ancora sotto shock per quello che ho visto oggi. Quando sono sceso per chiedere informazioni alla donna che aveva offeso così la mia fidanzata, sono stato sommerso da un sacco di occhiatine e bisbigli. La donna che ha distrutto la mia fidanzata “non era presente in ufficio” quando sono andato là per discutere l’incidente. Ma non sarà certo l’ultima volta che sentiranno parlare di questa storia.
Il punto: la mia fidanzata viene costretta a coprirsi nella piscina del nostro residence perché “eccita i ragazzi adolescenti”, è uno scherzo. Non lo sopporto. La mia fidanzata dovrebbe essere libera di indossare un costume da bagno senza essere sessualizzata e svilita. Non dovrebbe sentirsi violata.

A poco, evidentemente, sono servite le giustificazioni dello staff del residence, riportate da indy100, che ha assicurato, tramite un portavoce, che a Tori non è mai stato chiesto di lasciare la piscina, ma solo di indossare un asciugamano, e che la richiesta è arrivato dopo che al personale erano giunte alcune lamentele da parte degli altri ospiti della struttura. Inutile dire che nel comunicato lo staff si affretta anche a ribadire di essere assolutamente contrario a ogni forma di molestia, violenza o body shaming. Intervento che, sfortunatamente per loro, è sembrato tardivo e poco sincero; noi siamo dalla parte di Tori e Tyler, e come loro pensiamo che tutto ciò sia davvero inaccettabile.

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