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Ragazze nel mondo: una sposa bambina ogni 7 secondi, 50mila morte di parto ogni anno

Ogni 7 secondi nel mondo c'è una nuova sposa bambina, che presto potrebbe diventare una delle 50 mila minorenni che muoiono ogni giorno di parto. I matrimoni precoci allontanano le ragazze da scuola, dalla realizzazione personale, le espongono a pericoli e mettono a repentaglio le loro vite. È ora di fare qualcosa di concreto.
Fonte: web

 

Gli appelli e le mobilitazioni di ONG, associazioni e dei leader dei più importanti Stati al mondo si sono moltiplicati nel corso degli anni, ma sembrano essere ancora insufficienti per arginare ed eliminare del tutto le situazioni di disagio, violenza, barbarie cui milioni di bambine, spesso neppure adolescenti, sono sottoposte quasi quotidianamente nei loro Paesi di origine ma anche in Occidente. I dati che emergono dall’ultima International Day of the Girl Child, la Giornata Mondiale dei Diritti delle Bambine e delle Ragazze (11 ottobre 2017), istituita tramite Risoluzione ONU 66/170 del 19 dicembre 2011, e da altre associazioni internazionali mostrano come sia necessario più che mai promuovere i diritti delle donne e l’emancipazione di molte giovanissime ancora relegate al ruolo di semplici schiave sessuali, di spose bambine o di semplici procreatrici. Nessuna prospettiva professionale, per loro, nessuna istruzione, questi milioni di bambine e ragazze sono destinate a essere date in sposa prestissimo, spesso a uomini molto più grandi di loro, per fare figli e occuparsi della casa.

1. Ogni 7 secondi una sposa bambina

Fonte: web

Ogni 7 secondi una ragazza di meno di 15 anni di età viene data in sposa a uomini spesso molto più grandi di lei, a causa della povertà o di pratiche sociali discriminatorie, con conseguenze devastanti sulla vita delle giovani e su quella dei loro figli, come riporta un dossier di Save the Children. Quella nella foto, Rawan, è morta a soli 8 anni per le lesioni interne riportate durante la sua prima notte di nozze con il marito quarantenne. Il suo non è un caso isolato, purtroppo le bambine o adolescenti che perdono la vita per questo sono molte.

Le stime più recenti riportate da Unicef indicano che, a livello globale,  70 milioni di donne tra i 20 e i 24 anni – ovvero una su tre  all’incirca- si sono sposate prima dei 18 anni: di queste, 23 milioni sono diventate mogli addirittura prima di aver compiuto 15 anni.
Complessivamente, con l’esclusione della Cina, quasi 400 milioni di donne di età compresa tra 20 e 49 anni si sono sposate in minore età. Equivale al 40% del totale.
In India, uno dei Paesi al mondo con il maggior numero di ragazze sposate prima di compiere i 18 anni, il tasso di matrimoni precoci è diminuito a livello federale e in quasi tutti gli Stati, passando dal 54% del 1992-1993 al 43% del 2007-2008, soprattutto dopo l’approvazione del Child Marriage Prohibition Act del 2006, sostenuto da Unicef; da quel momento si è cercato di portare avanti un piano di sviluppo e l’attuazione di una strategia nazionale sui matrimoni precoci, mirante a coordinare i programmi e le politiche per affrontare sia le cause che le conseguenze di questo fenomeno, lavoro che Unicef ha portato avanti con lo sviluppo dei Piani di azione nazionali, in accordo con la gran parte degli stati federali indiani, che ha creato veri e propri “club” di ragazze che sono stati formate sul tema dei diritti dell’infanzia e su come stimolare le comunità locali ad avviare un dialogo sulla fine dei matrimoni precoci.
Tuttavia, il numero di matrimoni con spose bambine resta alto, soprattutto in molti paesi, come il Bangladesh dove, anche in virtù della legalizzazione dei matrimoni con giovanissime, le cifre sono ancora, purtroppo, importanti.

2. La situazione africana

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Secondo UNFPA, il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione, tra il 2011 e il 2020, più di 140 milioni di ragazze diventeranno spose bambine. Un articolo di John Graham, Country Director di Save the Children in Etiopia, riporta alcuni dati allarmanti sul numero di spose bambine in Africa, una tendenza che non solo non sembra diminuire, ma anzi pare destinata ad aumentare in futuro. Se le cose rimarranno così, il numero di matrimoni precoci, che nel 2010 era di 14,2 milioni, aumenterà di oltre il 14% entro il 2030, arrivando a quasi 15,1 milioni.  Sono 720 milioni le donne date in sposa ancora bambine, contro i 156 milioni di uomini. L’Africa ha il più alto tasso di matrimoni precoci, 14 dei 20 paesi con il più alto tasso nel mondo sono in Africa. L’Africa sub-sahariana è una delle regioni più interessate dal problema, con 1 ragazza su 3  data in sposa prima dei 18 anni.

3. Le conseguenze dei matrimoni precoci

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Tra i risvolti drammatici legati ai matrimoni precoci, impossibile non evidenziare gli aspetti legati alle possibili gravidanze delle bambine/ragazze: 70 mila quelle che perdono la vita ogni anno, a causa di complicazioni durante la gravidanza, che rappresenta per questo la seconda causa al mondo di morte per le ragazze, dopo i suicidi: i bambini che nascono da madri adolescenti hanno invece il 50% di probabilità in più di morire nei primi giorni dopo il parto, e il 15% di probabilità in più di soffrire di malnutrizione cronica se anche le loro giovani mamme risultano malnutrite prima e durante la gravidanza. Sono tutti dati ricavati dal reportage di Save the Children. Tali numeri sono confermati anche dal rapporto Every woman’s right”, il quale evidenzia che le ragazze sotto i 15 anni hanno cinque probabilità in più di morire durante il parto rispetto alle donne di 20 anni, sottolineando che nel mondo la gravidanza è la principale causa di morte per le ragazze di età compresa fra 15-19 anni, ma anche da Unicef, che spiega che, nel mondo, sono circa 50.000 le morti per queste cause ogni anno.

4. Nessuna istruzione per le spose bambine

Fonte: unicef

Altro aspetto di non poco conto, è il fatto che le bambine destinate a sposarsi in giovane età non riescano a ricevere un’istruzione appropriata, contribuendo irrimediabilmente alla privazione di risorse importanti per l’economia del paese di origine, data dalla mancanza della componente intellettuale femminile, provocando un grosso impatto economico nella vita della comunità stessa.

Nonostante l’incidenza del fenomeno delle “spose bambine” sia diminuita nel corso degli ultimi 30 anni, i matrimoni precoci restano diffusi in diverse regioni del mondo, soprattutto nelle zone rurali e tra i ceti più poveri.

Alcune spose bambine sono i soggetti più emarginati e vulnerabili della società, spesso costrette a una vita di totale isolamento, allontanate troppo presto dalla famiglia di origine, escluse dall’istruzione, deprivate anche della possibilità di poter andare a scuola e di avere relazioni con i coetanei e con il resto della comunità. Ad esempio, come riportano i dati di Save the Children, solo in Etiopia l’80% delle spose bambine non ha ricevuto alcun tipo di istruzione e l’81% non sa leggere. Solo il 3% delle ragazze sposate di età compresa tra 15-19 hanno avuto accesso a scuola, contro il 34% delle ragazze non sposate.
Helle Thorning-Schmidt, Direttore Generale di Save the Children International, in occasione del suo intervento al “Women’s Forum on inequality and sustainable growth“, organizzato a Roma durante la Presidenza italiana del G7, ha dichiarato: “Oggi, nel mondo, 62 milioni di ragazze sono escluse dall’educazione e più di 3 milioni di donne e dei loro bambini potrebbero essere salvati ogni anno investendo nella sanità e nella nutrizione“.

 

5. Lo sfruttamento minorile delle bambine nel mondo

Fonte: unicef

A causare l’allontanamento da scuola delle bambine, però, non sono solo i matrimoni precoci, ma un atteggiamento di discriminazione generalizzato in molti paesi, che tende a favore ancora i figli maschi.

Secondo Unicef, uno dei primi motivi per cui le bambine sono escluse dall’istruzione riguarda la povertà familiare: per una famiglia a basso reddito, infatti, ogni figlio che va a scuola rappresenta una spesa per il bilancio familiare, e al contempo un aiuto in meno per le incombenze domestiche. Se poi la scuola diventa un costo netto, per via delle tasse di iscrizione o delle spese per i libri, l’uniforme o i pasti, spesso una famiglia si trova a scegliere quali figli debbano continuare a studiare e quali no, ed è probabile che, di fronte a un fratello e a una sorella, i genitori preferiscano concedere l’istruzione al figlio maschio, convinti che questo sia l’unico investimento che renda a lungo termine. Le bambine sono sfavorite anche da circostanze esterne al mondo della scuola, ad esempio la mancata registrazione anagrafica alla nascita, che si traduce spesso in una successiva impossibilità di essere ammessi nel sistema educativo nazionale. E le bambine costituiscono la maggior parte dei circa 50 milioni di esseri umani afflitti da questa condizione di “inesistenza legale“. Insomma, sono vere e proprie bambine fantasma. A proposito di matrimoni precoci e gravidanze, spesso ad aggravare la situazione concorrono leggi arretrate che vietano a una ragazza che ha dato alla luce un figlio di tornare a frequentare la scuola.

Fra le ragioni per cui la famiglia può preferire che una bambina non vada a scuola vi sono anche le preoccupazioni per la sua sicurezza o per l’onorabilità familiare: se a scuola si dovessero verificare episodi di bullismo o punizioni corporali degli allievi, ma anche se mancano insegnanti donne o servizi igienici separati, i genitori – soprattutto se di cultura tradizionalista – tendono a ritirare le figlie da scuola.  Quando i maestri invece applicano discriminazioni sessiste, ad esempio tramite norme punitive o derisorie nei confronti delle bambine, quando i testi di studio abbondano di stereotipi sui ruoli dei maschi e delle femmine, o semplicemente ignorano gli interessi culturali e sociali delle alunne, allora possono essere loro stesse a decidere di abbandonare la scuola, non trovando un terreno fertile per costruire le proprie ambizioni e, soprattutto, un luogo dove sono rispettate.

Inutile ricordare, da ultimo, il peso non indifferente di conflitti civili, guerre ed emigrazioni rispetto all’istruzione di queste bambine.

6. Le vittime dei conflitti

Fonte: web

Conflitti e movimenti migratori forzati, lo dicevamo, espongono ulteriormente le ragazze e le bambine a povertà estrema, abusi, violenze, sfruttamento, negando loro l’opportunità di andare a scuola e accedere a servizi sanitari di qualità.

Il rapporto di Save the Children conferma che, in un contesto di guerra, la probabilità che le bambine possano perdere la vita è 14 volte superiore rispetto agli uomini nelle stesse situazioni. In Siria, in particolare, 5,8 milioni di bambini vivono ancora sotto i bombardamenti, 2,3 milioni di minori sono fuggiti dal Paese e le bambine e le ragazze vengono spesso costrette dai propri genitori a sposare uomini più grandi perché non possono più occuparsi di loro, generandone la disperazione che in alcuni casi le porta addirittura al suicidio.

7. Le pratiche di mutilazione genitale

Infibulazione, il grido di dolore delle bambine "cucite"

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28 paesi dell’Africa sub-sahariana praticano ancora l’infibulazione, che , secondo quanto riporta l’Organizzazione Mondiale, interessa circa 130 milioni di donne e 3 milioni di bambine ogni anno.  Le mutilazioni genitali femminili diffuse nel mondo, sono pratiche legate alla tradizione, non alla religione come molti pensano: infibulazione ed escissione della clitoride, infatti, non sono menzionate dal Corano.

I dati, in realtà, non riguardano solo le ragazze musulmane in effetti: in Niger, ad esempio, il 55% delle donne e delle ragazze cristiane è infibulata, contro il solo 2% delle musulmane.

 

8. La prostituzione minorile

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Nel 2017 la piaga della prostituzione minorile continua a interessare tutti i Paesi del mondo e non solo zone arretrate.

9. L'ignoranza culturale sul ruolo della donna

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Allo stesso tempo sono ancora molte le superstizioni e le discriminazioni culturali che hanno come vittima la donna, a partire dal loro ingresso simbolico nell’età adulta, con l’arrivo delle mestruazioni.

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