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Come Scoprire i Bugiardi Secondo la Scienza: Ecco i Segnali da Non Ignorare

Non sarebbe bellissimo poter disporre di una macchina della verità? Di un software in grado di svelarci chi mente e chi ci dice la verità? Proprio a questo scopo un determinato e intraprendente team all'università del Michigan sta cercando di porre soluzione, venite a scoprire con noi a cosa stanno lavorando.
Fonte: Web
Fonte: Web

A chi di voi non piacerebbe avere un rilevatore di menzogne a portata di mano? Una macchina della verità che sia in grado di farci capire se la persona che ci troviamo davanti ci dice la verità o ci sta mentendo?

Data l’impossibilità ad essere tutti dei  Cal Lightman inLie to Me“, il famoso telefilm statunitense in cui uno studioso esperto in comunicazione non verbale, infallibile nel capire quando una persona non dice la verità, si mette al servizio della giustizia, non ci resta che affidarci al nostro istinto o in questo caso alla scienza.

L’università del Michigan ha infatti creato e studiato un apposito lie-detecting un autentico software in grado di rilevare bugie e bugiardi grazie ad uno studio approfondito dei  gesti,  delle parole e della mimica facciale degli esaminati.

Si è sempre pensato che chi mente tenda solitamente a distogliere lo sguardo dal suo interlocutore, nei 118 video in cui sono stati attentamente osservati i movimenti dei bugiardi, ne è uscito che questi sono i migliori nel sostenere una conversazione guardando dritto negli occhi chi si trovano di fronte senza dover quasi mai guardare oltre. Questo è accaduto per la maggior parte degli intervistati (70%), che univano al tutto un’eccessiva gesticolazione e l’uso nel racconto della terza persona, non riferendosi quasi mai a loro stessi e usando il più delle volte parole onomatopeiche di riempimento (40%).

Questo nuovo software  lie-detecting è infallibile al 75% contro il 50% che riesce a scovare il solo giudizio  umano.

Come sottolinea il capo ricercatore del progetto, la professoressa Rada Mihalcea, negli esperimenti in laboratorio è difficile riuscire a far mentire qualcuno senza un reale motivo, si può chiedere di far credere qualcosa a qualcuno o di comunicare il falso, ma è nel mondo reale che la posta in gioco si alza e di motivi per mentire ne vengono fuori a milioni.

“Gli esseri umani sono poco abili a riconoscere una bugia. Semplicemente, non è il tipo di attività in cui riusciamo bene. Esistono moltissimi indizi che gli esseri umani forniscono involontariamente quando mentono, ma noi non prestiamo abbastanza attenzione per riconoscerli. Non contiamo ad esempio quante volte una persona dice io, o quanto spesso alza lo sguardo al cielo, perché siamo concentrati su un livello di comunicazione superiore”.

Quello che si spera di ottenere è il miglioramento del lie-detecting  tanto da poter essere utilizzato come metodo valido, accurato,  veritiero e preciso, nei settori come il diritto, durante le udienze, nei processi giudiziari o che possa essere utile alle forze dell’ordine per la raccolta di testimonianze o durante gli interrogatori e infine che il suo utilizzo si possa estendere negli studi psichiatrici nei centri di salute mentale. Sarebbe un’innovazione straordinariamente rivoluzionaria e sopratutto estremamente utile.

Il team universitario ha analizzato anche 120 video del The Innocence Project website, un’organizzazione no profit che s’impegna nella difesa delle persone ingiustamente condannate.  Da questi video sono riusciti a conteggiare i diversi gesti utilizzando uno schema di codifica standard per le interazioni interpersonali,  da cui sono emersi  nove diversi movimenti tra quelli della testa, gli occhi, la fronte, la bocca e le mani.

Il prossimo passo è riuscire a far  fare ai computer ciò che ora è effettuato dai ricercatori, ovvero la classificazione di tutti i gesti, della mimica e delle parole degli esaminati, un sistema molto simile a quello utilizzato dalle università Finlandesi.

Tutto il progetto non sarebbe stato possibile se non grazie al contributo e finanziamento del National Science Foundation, John Templeton Foundation and Defense Advanced Research Projects Agency.

Non ci resta che continuare a credere e sperare nella riuscita di questo fondamentale progetto e chissà magari richiede anche lo sviluppo di un app a basso costo per noi poveri comuni mortali!

In attesa che tutto questo si concretizzi non ci resta che fare molta attenzione a chi ci parla dritto negli occhi senza mai battere ciglio, arricchisce discorsi con un’eccessiva gesticolazione e non parla mai di se stesso in prima persona abusando di onomatopeiche, suoni e strani vocaboli.