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Casablanca: vive bloccato in aeroporto come nel film The Terminal

Come Tom Hanks, in The Terminal, un 34enne originario dello Sri Lanka è bloccata in aeroporto da oltre un mese a causa di alcuni problemi burocratici. Dal 03 luglio scorso è costretto a sostare nella zona di transito del terminal Mohammed V di Casablanca.
Fonte Web
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Ragazze, avete presente il film The Terminal? La pellicola di Steven Spielberg risale al 2004 e racconta le vicende di Viktor Navorski (interpretato da Tom Hanks) costretto a sostare per giorni all’interno dell’Aeroporto John F. Kennedy di New York a causa di passaporto privo di validità, dal momento che nel suo Paese nativo (l’immaginaria Krakozhia) è avvenuto un colpo di stato. Una storia romanzata, ben s’intende, ma che si basa su una storia vera e che sembra si stia riproponendo nuovamente anche in questi giorni.

Un uomo di 34 anni originario dello Sri Lanka, infatti, dal 3 luglio non può lasciare l’aeroporto di Casablanca. Proprio come l’immaginario Viktor Navorski, T.A.S. (queste le iniziali del protagonista di questa vicenda, del quale al momento non è ancora stato reso noto il nome completo) è costretto a sostare nella zona di transito del terminal Mohammed V.

Fino a pochi giorni fa l’uomo si è attrezzato alla meno peggio: ha dormito dove ha potuto, un po’ per terra, un po’ nelle panchine destinate ai turisti. Ha mangiato nei bar dello scalo internazionale, provvedendo alle propri necessità con i soldi contanti che aveva portato con sé. Questa situazione, tuttavia, è destinata ad aggravarsi dal momento che la liquidità dell’uomo sta finendo rapidamente.

La storia di T.A.S. è stata divulgata nei giorni scorsi dalla versione magrebina dell’Huffington Post, che ha spiegato come l’uomo sia bloccato in aeroporto a causa di una serie di inghippi burocratici. A nulla sono serviti l’intervento dell’Alto commissariato dei rifugiati e quello del Consiglio nazionale dei diritti dell’uomo: la situazione non si è ancora sbloccata.

Il 34enne, infatti, era fuggito dallo Sri Lanka nel 2011 e successivamente si era stabilito in Kenya. Con il visto rinnovato regolarmente anche quest’anno, aveva quindi deciso di partire per una vacanza a Malaga facendo scalo prima a Dubai e poi a Casablanca. Ma questo viaggio si è rilevato un vero calvario.

Arrivato in Spagna, infatti, la polizia ha rifiutato i documenti dell’uomo, giudicandoli falsi. Stando a quanto ha riportato l’Huffington Post, sebbene T.A.S. abbia fatto richiesta di asilo politico, la domanda gli è stata rifiutata e il 34enne non ha neanche potuto avvalersi di un interprete. Rispedito a Casablanca, ultimo aeroporto di provenienza, l’uomo si trova ora in uno stato di limbo da oltre un mese.

Ma neanche in Marocco la sua situazione è migliorata: esattamente come in Spagna, infatti, non gli è stato permesso di entrare nel Paese, né tantomeno di ottenere asilo politico. Dal 03 luglio T.A.S. attende necessariamente di essere rinviato a Colombo, in Sri Lanka. Tuttavia, secondo le leggi marocchine vigenti, uno straniero può restare in zona d’attesa fino ad un tempo massimo di 20 giorni.

Dal momento che è già trascorso oltre un mese dall’inizio di questa vicenda, si spera che la situazione venga risolta quanto prima. Stando sempre a quanto riportato dall’Huffington Post, l’uomo teme fortemente di dover tornare in Sri Lanka dal momento che ha ancora dei problemi in sospeso con la giustizia locale.

Attualmente, comunque, il gruppo antirazzista di difesa e di accompagnamento dei migranti (Gadem), ha preso in carico la situazione di T.A.S. e ha chiesto alle autorità marocchine di concedere asilo politico all’uomo, dal momento che presenta segni di torture fisiche sul corpo subite nel corso degli anni.

Non ci resta che attendere l’epilogo di questa intricata vicenda. In The Terminal tutto si concludeva al meglio, ma sappiamo che la vita reale non sempre corrisponde alle aspettative dei film. Non ci resta che attendere gli ulteriori sviluppi ragazze.