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Mary Shelley, la vera storia dell' autrice di Frankestein

Mary Shelley (alla nascita Mary Wollstonecraft Godwin) nasce a Somers Town, Londra nel 1797, figlia di Mary Wollstonecraft antesignana del femminismo e del saggista e scrittore politico William Godwin. Mary ha una sorella Fanny Imlay. Purtroppo la Shelley perde la madre appena dopo la nascita.
I primi anni di vita della scrittrice sono tutto sommato felici ma il padre prende la decisione di risposarsi con una vicina di casa con due figli Mary Jane Clairmont. Quest’ultima purtroppo mostrerà di preferire sempre i propri figli rispetto alle due figlie dello scrittore. Godwin ha sempre ammesso di non condividere le idee della prima moglie riguardo l’educazione delle donne e che sono raccolte nell’opera del 1792 “Rivendicazione dei diritti della donna” ma allo stesso tempo cresce la figlia Mary in modo avanzato, soprattutto dal punto di vista culturale e valorizza comunque ai suoi occhi le opere della madre.

Godwin parlando della Shelley quindicenne dice:  “Mary è straordinariamente audace, piuttosto imperiosa e attiva di mente. Il suo desiderio di conoscenza è grande e la sua perseveranza in tutto ciò che intraprende quasi invincibile”. A causa dei cattivi rapporti con la matrigna Mary viene mandata a vivere presso amici del padre, una famiglia di idee politiche radicali. Qui Mary ritrova la serenità ed un terreno fertile per poter coltivare il proprio talento di scrittrice.

L’AMORE

Nel 1814 in casa di suo padre Mary incontra il poeta e filosofo radicale Percy Bysshe Shelley, già sposato. I due iniziano una relazione che viene assolutamente disapprovata dal padre della scrittrice. La Shelley ritrova in Percy tutti gli ideali di libertà e riformismo conosciuti proprio nella sua famiglia compresa una visione del matrimonio come un “repressivo monopolio”. Il loro sarà un grande amore.

L’IDEA DI “FRANKSTEIN

Nel 1816 Mary trascorre una piovosa estate a Ginevra in compagnia del proprio compagno della sorellastra Claire e del compagno di lei Lord Byron. Nelle lunghe giornate passate in casa a chiacchierare gli argomenti sono principalmente gli esperimenti condotti nel XVIII secolo da Erasmus Darwin, il quale afferma di esser riuscito a rianimare la materia morta ed il galvanismo e la possibilità di ricomporre e ridare vita alle parti di un essere vivente. Spesso Lord Byron per divertimento propone di scrivere storie di fantasmi ed è così che Mary Shelley ha l’intuizione del suo “Frankestein”. Percy dopo aver letto una prima stesura del romanzo incoraggia la scrittrice a proseguire. Alla morte della moglie di Percy i due decidono di sposarsi. Nel maggio del 1817 Mary termina di scrivere “Frankenstein”, che viene pubblicato anonimo nel 1818 con una prefazione scritta da Percy. Mary dovrà subire l’umiliazione di non essere creduta autrice del romanzo che viene attribuito da critici e lettori a Percy Shelley.

PERIODO ITALIANO

Nel 1818 la famiglia di Mary si trasferisce in Italia terra che ben accettava gli esuli politici come di fatto erano i coniugi Shelley e Lord Byron. L’esperienza è positiva e la permanenza in Italia sarà per gli Shelley molto proficua dal punto di vista intellettuale e creativo. In quel periodo Mary scrive la novella semi autobiografica “Matilda”, il romanzo storico “Valperga” e le opere teatrali “Proserpina” e “Mida”.

VITA TORMENTATA

Purtroppo la vita di Mary Shalley è costellata dalla morte di tante persone care compresi alcuni dei suoi figli e del marito che non rientrerà da un viaggio in mare. Una leggenda narra che durante la cremazione della salma di Percy il suo cuore che faticava ad ardere viene consegnato alla povera Mary. La scrittrice morirà a 53 anni di probabile tumore al cervello dopo anni di sofferenze ma anche con  la consolazione della vicinanza dell’unico figlio rimasto in vita e di sua moglie. Vengono sepolte insieme le ceneri dei conuigi Shelley e dei propri figli.  Per il primo anniversario della morte di Mary, il figlio e la nuova decidono di aprire il cassetto della sua scrivania. All’interno rinvengono le ciocche dei capelli dei suoi figli, una quaderno compilato assieme a Percy e una copia del suo poema “Adonais con una pagina ripiegata attorno a un involto di seta contenente quel che restava del cuore di Shelley.