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Galleria: Tutte le donne (che siamo) di Virginia Raffaele: paure, debolezze e bellezza

Tutte le donne (che siamo) di Virginia Raffaele: paure, debolezze e bellezza

Tutte le donne (che siamo) di Virginia Raffaele: paure, debolezze e bellezza
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“Non c’è niente di più bello che sentire lo scroscio della risata, è un cortocircuito inspiegabile che provochi nelle persone”. Virginia Raffaele, tornata in televisione il 12 settembre con il nuovo programma Come quando fuori piove, raccontava qualche anno a Rolling Stone fa il motivo per cui ha scelto di diventare una comica. In fondo lo spettacolo era una questione di famiglia: sua nonna era un’acrobata cavallerizza e insieme ai fratelli aveva fondato persino un circo. Poi, anni dopo, i suoi nonni aprirono il luna park dell’EUR a Roma, dove lei passò tutta l’infanzia. Ne sono passati di anni da quando, a soli due anni, salì sul palco su cui si esibiva un’orchestrina e urlò una parolaccia. Risero tutti, anche se lei non capiva bene il motivo.

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Da piccola Virginia Raffaele sognava di fare la ballerina, ma ai saggi di danza la mettevano in prima fila solo perché faceva ridere tutti doppiando le canzoni. Non era quella la sua strada, anche se l’imitazione di Carla Fracci e quella sua epica esibizione con Roberto Bolle a Danza con me lasciano qualche dubbio su una passione mai del tutto messa da parte.

Dopo l’esordio a teatro, nel 2001, sono passati diversi anni prima che le sue finte Belen Rodriguez, Donatella Versace, Sabrina Ferilli la rendessero famosa al grande pubblico. Grazie a una lunga gavetta, Virginia Raffaele ha definitivamente conquistato la televisione con i suoi personaggi. Intervistata tempo fa da Io Donna, ha spiegato come nascono le sue imitazioni.

Per riuscire a “indossare” la personalità che imito parto da un lungo ascolto e da una attenta osservazione di tutti i i materiali. Presenze in tv, interviste, film. Senza giudizio personale. È uno studio per poter assorbire la voce, i timbri, il modo di muoversi, i tic. Subito dopo, parte il lavoro di fantasia e di istinto. Non mi limito a proporre solo un’immagine il più realistica possibile di chi sto imitando ma aggiungo una mia chiave di lettura, senza chiedermi se sia giusto o non giusto.

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