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Galleria: Il grande rispetto di Alberto Sordi per le donne

Il grande rispetto di Alberto Sordi per le donne

In una carriera lunga 50 anni e fino alla morte Alberto Sordi mantenne sempre un gran riserbo sulla sua vita privata; segno del profondo rispetto che portava alle donne. Come quella volta in cui risposte a Verdone...

Non mi sposo perché non mi piace avere gente estranea in casa”.

Questa caustica battuta è entrata ormai a far parte del linguaggio comune per quanti, più o meno ironicamente, danno a intendere di voler prendere le distanze dal matrimonio.

A pronunciarla Alberto Sordi, non in uno dei tanti film con cui, in quasi cinquant’anni di carriera, ha dipinto in maniera verace, talvolta goliardica e scanzonata, altre malinconicamente, l’italiano medio, ma in un’intervista, con cui ha consegnato alla storia una frase diventata iconica e rappresentativa del personaggio stesso.

Attenzione però: sbaglia chi pensa a Sordi come a un misogino diffidente nei confronti delle donne, perché, come lui stesso ebbe modo di spiegare in una successiva occasione, lui quella frase la disse perché consapevole che, con il suo lavoro, non avrebbe mai avuto tempo a sufficienza da dedicare alla famiglia.

E allora meglio non sposarsi, meglio non fare figli, piuttosto che avere una famiglia da vivere solo a metà; se ci si pensa, è un grande atto di altruismo preservare altre persone dal vivere nella completa solitudine – come forse sarebbe successo a un’ipotetica moglie – riservando quel destino solo per sé.

In effetti, Alberto Sordi ebbe sempre un grandissimo rispetto per le donne, di qualunque genere: sia che fossero le sue parenti più vicine, come la mamma, Maria Righetti, o le sorelle Savina e Aurelia, figure chiave di tutta la sua vita, sia che si trattasse delle sue conquiste amorose, di cui non fece mai parola, sia, infine, che fossero semplici sconosciute.

Il rispetto di Sordi andava alla figura della donna in generale, indipendentemente che questa ricoprisse o meno un ruolo nella sua vita privata: un esempio estremamente significativo della grande signorilità dell’attore romano lo diede Carlo Verdone quando, nel 2013, presentando il documentario realizzato con il fratello Luca e ispirato proprio a lui, Alberto il Grande, per il decennale della morte, raccontò un aneddoto:

Una volta, in macchina con lui, mi scappò una battuta: in un camping svedese vicino Punta Ala c’era una bellissima ragazza, bionda, con gli hot pants, e vicino a lei la madre, con un sedere grosso così. Io mi permisi di dirgli ‘Albè, se ti dessero 5 milioni c’andresti con quella di sinistra, ovvero la madre?’. Non l’avessi mai fatto: si voltò e mi disse ‘Non t’azzardare mai più a fare queste battute’, serio. ‘Non mi piacciono ‘ste battute’. Allora capii che c’erano dei paletti oltre i quali non si poteva andare.

Che forse per moralismo, per eccesso di pudore, o semplicemente per discrezione e riservatezza, Alberto Sordi non diede mai in pasto alla cronaca la sua sfera più intima, non fece nulla per alimentare pettegolezzi sul suo privato né fornì mai materiale per la cronaca rosa.

Tanti i flirt che gli sono stati attribuiti, una sola grande storia d’amore accertata: con Andreina Pagnani, più grande di lui di 14 anni, conosciuta ai tempi del doppiaggio e con cui pensò davvero di poter dare l’addio al celibato.

Dopo di lei, solo tante voci, tante storie presunte, di cui Alberto però non ha mai fatto parola né, tantomeno, vanto.

Anche questo è stato un grande segno di rispetto da parte sua: in un mondo e in un’epoca dove i divi facevano a gara per accaparrarsi le prime pagine dei giornali rosa e per gli uomini era motivo d’orgoglio guadagnarsi la nomina di tombeur des femmes, Sordi rappresentò un’eccellente eccezione alla smania di protagonismo di molti: misurato, lontano dall’atteggiamento del “piacione”, non sentì mai il bisogno di snocciolare elenchi delle sue conquiste  né in dovere di dare spiegazioni sulla propria sessualità, dato che non pochi, negli anni, azzardarono l’ipotesi che fosse gay.

Ci penserà il nipote Igor Righetti, nel 2017, a fare i nomi delle presunte fiamme dello zio, ma questa è tutta un’altra storia che, probabilmente, avrebbe fatto storcere il naso allo zio.

In gallery abbiamo riassunto la carriera di Alberto Sordi, scomparso nel 2003.

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