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Galleria: ‘Una donna che viaggia deve superare molti ostacoli, alcuni dentro di lei’

'Una donna che viaggia deve superare molti ostacoli, alcuni dentro di lei'

Cos'è la Rete Nazionale delle Donne in cammino che riunisce più di 40 mila donne in tutta Italia? Ce ne parla Ilaria, che l'ha fondata
Questo contenuto fa parte della rubrica “Le interviste di RDD”

Bisogna avere un caos dentro di sé per generare una stella danzante. Con questo aforisma di Nietzsche Ilaria Canali descrive il suo progetto, la Rete delle Donne in cammino, comunità social articolata in tutta Italia che raccoglie circa 40 mila persone e che rappresenta la prima community social al femminile sul tema dei cammini come un luogo non solo di ispirazione, ma anche di progettazione e condivisione.

Le donne di Ilaria camminano, sì, ma si scambiano anche idee, progetti, ambizioni e speranze per il futuro, in un dialogo continuo con se stesse e con la natura in cui, durante i loro peregrinaggi, sono immerse; queste donne attraversano infatti luoghi meravigliosi della nostra penisola, contando sempre le une sulle altre, in un vero inno alla solidarietà femminile che è principio basilare del vivere in comunità troppo spesso dimenticato ai nostri tempi, dove invidie e competizioni serpeggiano e le donne, già culturalmente minate da decenni di ferreo patriarcato, faticano ancora a emergere per qualità e virtù.

È una stella danzante, la Rete, per Ilaria perché, ci spiega, “una buona idea ha una luce meravigliosa come quella di una stella danzante, ma la sua nascita non è un processo lineare e razionale, ma fatto, come nel mio caso, di progressive intuizioni, intrise di emozioni e sentimento. Un caos dunque? Forse, ma diciamo anche che caotica è soprattutto la situazione che le donne vivono in Italia dove, ancora oggi, c’è un contrasto stridente tra le potenzialità che siamo in grado di esprimere e le occasioni che la realtà ci offre per realizzarle”.

Si parla spesso di gender gap, ma in Italia le donne vivono anche un dream gap, un deficit nella capacità di sognare e desiderare da parte delle donne. Ed è proprio in relazione a questo che ho intravisto nel camminare, come esperienza di riconnessione con noi stessi e canale espressivo di desideri, uno strumento innovativo per promuovere un riscatto delle donne.

Da dove nasce la Rete delle Donne in cammino? Nel dicembre del 2018 Ilaria lancia l’invito a organizzare un meeting nazionale dedicato alle donne in cammino e dopo solo tre mesi, l’8 marzo del 2019, la Rete trova la sua prima, vera fondazione, a Milano, in un incontro alla Fiera Fà la cosa giusta. Oggi, pur se con così poco passato alle spalle, la Rete raccoglie migliaia di donne in tutto il Paese e, ci spiega ancora Ilaria, “è un ecosistema di comunicazione che si esprime attraverso la pagina social principale, Rete Nazionale Donne in Cammino, cui è connessa la comunity social Ragazze in Gamba e tutte le diramazioni locali e regionali.

Infatti per ogni regione esiste un gruppo social specifico cui partecipare. Se ad esempio una persona desidera scoprire i cammini nel Lazio e connettersi ad altre donne in cammino della regione, non deve far altro che iscriversi nel gruppo regionale dedicato, che in questo caso sarà ‘Donne in cammino Lazio’, e fare una richiesta o proporre un’escursioneQuesto sistema di aggregazione libera e spontanea delle donne che desiderano camminare sta dimostrando che per vivere i cammini occorre davvero molto poco: qualche indicazione operativa, una ‘mano amica’ che ti dia un’ispirazione e un gruppo di amiche reali o potenziali con cui condividere le emozioni.

Perché si sa: essere insieme e in sintonia ha il potere di amplificare le sensazioni e dare pienezza a ogni esperienza. Questo è ciò che aiuta a fare la rete principalmente.

Ogni giorno le donne stesse fanno nuove proposte, che spaziano dalla promozione dei territori e dei cammini alla ricerca di compagne di viaggio con cui fare un’escursione insieme nel week end o in un lungo pellegrinaggio sulla Via Francigena, la Via di Francesco, il Cammino di Santiago, il Cammino Materano, il Cammino di Benedetto e la Via degli Dei. Ma dagli itinerari della community non sono esclusi anche cammini meno battuti come il Cammino delle Terre Mutate, che attraversa le zone colpite dal sisma nel Centro Italia.

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In che modo pensate che il vostro progetto possa contribuire all’empowerment femminile?

La parola ‘empowerment’ letteralmente significa ‘potenziamento’, e potenza è una parola che non riesce a esprimere la grazia e la magia intrinseca in un processo di crescita personale. Ecco perché nella Rete delle donne in cammino si parla invece di ‘fioritura’ della persona, ispirandoci anche a dei ragionamenti filosofici che ultimamente vengono efficacemente promossi da Tlon, di cui sono una fan, e da varie conferenze dei TED TALKS / TED WOMEN.

Il progetto sta già contribuendo in modo molto concreto alla creazione di presupposti che possono portare a una forza maggiore dell’impronta dei passi delle donne in cammino. Mi riferisco in particolare al corpus narrativo delle esperienze di viaggio raccontate dalle donne in cammino, una letteratura di settore che costituisce un veicolo di promozione molto efficace non solo per i territori, ma anche per chi questi territori li vive scrivendoli. La voce narrante si fa essa stessa territorio e paesaggio. Sono le donne in cammino a diventare protagoniste come e più dei paesaggi che attraversano.

Ogni loro testimonianza viene assorbita dalle persone che partecipano alla community delle ‘ragazze in gamba’ come un’ispirazione, un’idea, un nuovo sogno da realizzare per altre donne in cammino, e in questo passaparola potentissimo di motivazione ed energia si realizza un processo collettivo di autoaffermazione, valorizzazione e legittimazione della voce delle donne.

Non solo di quelle in cammino, ma di tutte”.

La Rete non è un progetto chiuso solo per esperti e per “addetti ai lavori”. I gruppi della rete nazionale infatti includono tantissime persone ancora “alle prime armi”, anche uomini. “Che magari vorrebbero camminare – dice Ilaria – ma non hanno il tempo di farlo e tuttavia vivono il camminare in modo riflesso grazie alle esperienze raccontate dagli altri e hanno la percezione di un orizzonte alternativo cui attingere per vivere la propria vita con uno stile più naturale, più intraprendente e libero”.

Pur così giovane, la Rete ha già organizzato tantissime iniziative e collaborato con numerose realtà grazie a delle partnership con il Parco Regionale dell’Appia Antica, con I.TA.CA’, Earth Day Italia, UNPLI Unione Nazionale Pro loco d’Italia, Jane’s Walk Italia e con l’APT Madonna di Campiglio. Fra gli eventi organizzati ci sono stati cammini, incontri, festival e cause solidali importanti come la promozione del Cammino nelle Terre Mutate o i cammini inclusivi come La Via Francigena contromano e contro i pregiudizi dell’associazione Disabili in Corsa.

Abbiamo partecipato a vari Festival dedicati organizzati in tutta Italia: al Villaggio per la Terra a Roma per la Giornata Mondiale della Terra, all’Università di Bologna con IT.A.CA’ Festival del Turismo Responsabile, a Lecco per il Festival Immagimondo, il Festival Europeo delle Vie Francigene per il quale sono diventata una delle testimonial, la Biennale dello Spazio Pubblico all’Università di Roma, i Suoni delle Dolomiti a Madonna di Campiglio in Trentino, Camminare-il Festival del Social Walking a Milano di ViaggieMiraggi e infine siamo attese in Sardegna al Festival Scirarindi e a Ferrara al Convegno della Società Italiana Antropologia Applicata.

Abbiamo aderito alla Giornata del Camminare dello scorso 13 ottobre promossa da FederTrek e molte donne in cammino si sono attivate organizzando delle proposte escursionistiche: sono state 20 su 130 le proposte organizzate da donne quest’anno e promosse anche dalla nostra Rete“.

Ma il lavoro non si ferma qui: Ilaria sta infatti facendo, attraverso la Rete, un’intensa opera di “talent scouting” alla ricerca di donne in cammino che abbiano voglia di raccontare la propria esperienza, avvalendosi anche di Radio Francigena per parlare settimanalmente delle loro storie.

Siamo già arrivati a 33 racconti con i quali stiamo costruendo un puzzle caleidoscopico di storie di cammini al femminile. Un patrimonio di esperienze da divulgare e che auspicalmente potrebbe diventare un libro per diffondere buone pratiche ed esempi a cui ispirarsi. Infine abbiamo creato la t-shirt ufficiale della Rete dedicata alle #RagazzeinGamba della community realizzata grazie all’aiuto di RRTrek Il Rifugio Roma.

Per il futuro abbiamo in programma la realizzazione di una piattaforma di comunicazione dedicata ai cammini e altri progetti sperimentali che uniranno cammini, arte, cinema, musica e letteratura di viaggio. Ci sarà anche un’attenzione alla formazione escursionistica e turistica e avvieremo dei progetti innovativi sul fronte della promozione territoriale avvalendoci dell’expertise della rete“.

Nel frattempo, Ilaria ci ha “prestato” alcune delle storie di queste donne in cammino, che noi abbiamo raccolto in gallery.

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