Sarebbero gravissime le condizioni di Nasrin Sotoudeh, avvocata iraniana impegnata a garantire il rispetto dei diritti umani, in carcere dal giugno 2018 e condannata alla pena di 33 anni di reclusione e 148 frustate.

Nasrin ha intrapreso uno sciopero della fame da agosto, ma dopo 40 giorni le sue condizioni sarebbero peggiorate a tal punto da richiede lo spostamento dal carcere di  Evin al Taleghani Hospital di Tehran; la donna si trova ora in terapia intensiva per una grave insufficienza cardiaca.

Nasrin é molto debole e la sua salute sta peggiorando ogni giorno.

Fa sapere il marito dell’attivista, Reza Khandan.

Nel frattempo non si fermano le mobilitazioni per chiedere la scarcerazione dell’avvocata, sottoposta a due processi iniqui, che ha deciso di portare avanti lo sciopero della fame dopo lo scoppio della pandemia di Covid-19, per richiedere il rilascio di tutti i prigionieri politici detenuti nelle carceri iraniane. Sembra che lo scorso marzo, in piena pandemia, il governo di Tehran abbia deciso di rilasciare temporaneamente 85.000 detenuti dopo il verificarsi di alcuni disordini nelle carceri dovuti alla paura di diffusione del virus, senza però concedere lo stesso ai prigionieri politici.

Amnesty International è fra le ONG più attive che si stanno battendo per liberare Nasrin, e la sua petizione può essere firmata a questo link.

Sette i reati che sono stati imputati a Nasrin,  quattro dei quali basati sulla sua opposizione all’obbligo del velo: fra questi, spiccano l’incitamento alla corruzione e alla prostituzione, il disturbo dell’ordine e dell’opinione pubblica e l’“impegnarsi apertamente in atti peccaminosi… Apparire in pubblico senza un hijab“.

Manal al-Sharif, la ragazza che finì in carcere perché voleva guidare

La nuova condanna, sancita nel 2018, si aggiungeva a quella già emessa nel settembre del 2016, che stabiliva per Nasrin altri cinque anni di galera. Gli anni che dovrebbe scontare in carcere sono dunque, complessivamente, 38.

La decisione, come detto, ha suscitato molto scalpore e indignazione diffusa.

Sotoudeh ha dedicato tutta la vita a difendere i diritti delle donne e a chiedere l’abolizione della pena di morte: è semplicemente oltraggioso che le autorità iraniane la puniscano per questo. Il verdetto di colpevolezza e la condanna di oggi confermano la reputazione dell’Iran come crudele oppressore dei diritti delle donne.

Ha dichiarato Philip Luther, direttore delle ricerche sul Medio Oriente e sull’Africa del Nord di Amnesty International.

Purtroppo i giudici iraniani non hanno fatto altro che applicare l’articolo 134 del codice penale, il quale stabilisce la possibilità di emettere una sentenza più alta di quella massima prevista, nel caso in cui l’imputato abbia più di tre imputazioni a carico. Nel caso di Nasrin il giudice, Mohammad Moghiseh, ha applicato proprio il massimo della pena per ognuno dei sette capi d’accusa, 29 anni in tutto, aggiungendovi altri quattro anni per arrivare ai 33 definitivi.

L’Irna (l’Agenzia di stampa della Repubblica iraniana), si legge sul sito di Amnesty International, ha riferito quanto detto dal giudice Moghiseh ai giornalisti, ovvero che Nasrin Sotoudeh era stata condannata a sette anni, cinque per “associazione e collusione per compiere reati contro la sicurezza nazionale” e due per “offesa alla Guida suprema”, nonostante non sia molto chiaro se questi sette anni si riferiscano a un ulteriore capo d’accusa separato.

I governi che hanno influenza sull’Iran dovrebbero chiedere il rilascio di Nasrin Sotoudeh – ha proseguito Luther – La comunità internazionale, in particolare l’Unione europea, dovrebbe prendere pubblicamente una posizione forte contro questa vergognosa condanna e intervenire urgentemente per assicurare il rilascio immediato e incondizionato della detenuta.

Come detto, dal 13 giugno del 2018 Nasrin è detenuta presso il carcere di Teheran, ma oggi il timore è che il suo gesto di protesta possa costarle la vita e, purtroppo, rimanere vano.

In gallery abbiamo parlato meglio di lei e del suo lavoro umanitario.

Chi è Nasrin Sotoudeh, condannata a 33 anni di carcere e a 148 frustate
Fonte: instagram @ardeshir.z
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