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Galleria: Chi è Nasrin Sotoudeh, condannata a 33 anni di carcere e a 148 frustate

Chi è Nasrin Sotoudeh, condannata a 33 anni di carcere e a 148 frustate

L'avvocato iraniano Nasrin Sotoudeh rischia 33 anni di carcere e 148 frustate per aver difeso i diritti delle donne a non portare il velo. Le ONG si stanno già muovendo per salvarla, mentre il mondo definisce la sua condanna sconvolgente e vergognosa.
Questo contenuto fa parte della rubrica “Storie di Donne”

Vergognosa, sconvolgente.
Così l’opinione pubblica sta definendo la condanna a 33 anni di carcere e 148 frustate di Nasrin Sotoudeh, avvocato iraniano impegnato a garantire il rispetto dei diritti umani, sottoposta a due processi gravemente iniqui e in carcere dal giugno 2018.

Sette i reati che sono stati imputati a Nasrin,  quattro dei quali basati sulla sua opposizione all’obbligo del velo: fra questi, spiccano l’incitamento alla corruzione e alla prostituzione, il disturbo dell’ordine e dell’opinione pubblica e l’“impegnarsi apertamente in atti peccaminosi… Apparire in pubblico senza un hijab“.

La nuova condanna si aggiunge a quella già emessa nel settembre del 2016, che stabiliva per Nasrin altri cinque anni di galera. Gli anni che dovrebbe scontare in carcere sono dunque, complessivamente, 38.

Come naturale, la sentenza di Teheran ha suscitato molto scalpore e indignazione diffusa, soprattutto nelle principali ONG, come Amnesty International, che ha promulgato un appello per convincere il Capo della magistratura iraniana, Ebrahim Raisi, a rivedere la pesantissima condanna.

Sotoudeh ha dedicato tutta la vita a difendere i diritti delle donne e a chiedere l’abolizione della pena di morte: è semplicemente oltraggioso che le autorità iraniane la puniscano per questo. Il verdetto di colpevolezza e la condanna di oggi confermano la reputazione dell’Iran come crudele oppressore dei diritti delle donne.

Ha dichiarato Philip Luther, direttore delle ricerche sul Medio Oriente e sull’Africa del Nord di Amnesty International.

Purtroppo i giudici iraniani non hanno fatto altro che applicare l’articolo 134 del codice penale, il quale stabilisce la possibilità di emettere una sentenza più alta di quella massima prevista, nel caso in cui l’imputato abbia più di tre imputazioni a carico. Nel caso di Nasrin il giudice, Mohammad Moghiseh, ha applicato proprio il massimo della pena per ognuno dei sette capi d’accusa, 29 anni in tutto, aggiungendovi altri quattro anni per arrivare ai 33 definitivi.

L’Irna (l’Agenzia di stampa della Repubblica iraniana), si legge sul sito di Amnesty International, ha riferito quanto detto dal giudice Moghiseh ai giornalisti, ovvero che Nasrin Sotoudeh era stata condannata a sette anni, cinque per “associazione e collusione per compiere reati contro la sicurezza nazionale” e due per “offesa alla Guida suprema”. Tuttavia, non si capisce se questi sette anni si riferiscano a un ulteriore capo d’accusa separato.

I governi che hanno influenza sull’Iran dovrebbero chiedere il rilascio di Nasrin Sotoudeh – ha proseguito Luther – La comunità internazionale, in particolare l’Unione europea, dovrebbe prendere pubblicamente una posizione forte contro questa vergognosa condanna e intervenire urgentemente per assicurare il rilascio immediato e incondizionato della detenuta.

Come detto, dal 13 giugno del 2018 Nasrin è detenuta presso il carcere di Teheran. La comunità internazionale farà di tutto affinché la sua atroce pena non venga mai attuata, e per farla tornare libera il prima possibile, anche se il compito sembra tutt’altro che facile.

In gallery abbiamo parlato meglio di lei e del suo lavoro umanitario.

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