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Mondiali di Calcio Femminile 2019: la grande avventura delle azzurre

Le azzurre ai Mondiali di calcio femminile in Francia esordiscono con una brillante vittoria contro l'Australia. Ora sotto con la Giamaica. E pazienza se qualcuno critica il loro modo di giocare solo perché "donne" o se c'è chi sostiene che il capitano Sara Gama non sia italiana.

Mondiali di Calcio Femminile 2019: la grande avventura delle azzurre

Mondiali di Calcio Femminile 2019: la grande avventura delle azzurre
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Non capisco perché solo una ha la mano sul cuore e non è italiana”.

“Quella sarà anche nata in Italia, avrà la cittadinanza italiana, parlerà italiano ma, mi dispiace, non è italiana. Non ne possiede né le caratteristiche né i cromosomi”.

“Come fa a essere italiana?”

“Te pareva che la giocatrice africana della nazionale italiana di calcio femminile non la mettessero in primissimo piano?”

E te pareva, invece, che di fronte a una cosa bella come la qualificazione ai Mondiali di calcio femminile della nostra Nazionale non venisse fuori il solito, becero razzismo di quart’ordine?

Nel mirino, nemmeno a dirlo, Sara Gama, una cascata di riccioli neri sotto una pelle color cioccolata, soprattutto grinta da vendere e tanta, tanta esperienza che ne hanno fatto il capitano della Juventus e delle azzurre.

Non è un “premio al politically correct”, per quanti ancora non avessero capito che Sara – nata a Trieste 30 anni fa da madre triestina e padre congolese – è italiana sotto tutti i punti di vista: giuridico, affettivo, culturale. E che non ci sarebbe nemmeno bisogno di specificarlo, ma evidentemente qualcuno che si ostina a pensare il contrario c’è.

La fascia di capitano è un premio, semmai, alla professionalità, alla dedizione, al carattere, a una carriera iniziata 13 anni fa e che ha avuto il suo giusto coronamento nella partecipazione, con la squadra, al Mondiale francese.

Eppure, chi per gelosia, per invidia, o per semplice ignoranza, la ritiene la solita “straniera” messa volutamente in primo piano per far vedere quanto gli italiani siano tutti belli e bravi e antirazzismo, proprio non ce la fa ad accettare il concetto; e magari, bello tronfio e fiero dei suoi commenti sui social, si aspettava pure la risposta di Gama. Che è arrivata, sì, nella maniera più elegante possibile.

Le risposte sempre sul campo e tra di noi. Al lavoro.

Ha scritto infatti lei, da vero capitano, dribblando le polemiche come fa con le avversarie in quella difesa che presidia con tanta decisione.

Diciamoci la verità, un po’ ce lo aspettavamo pure che sulla partecipazione dell’Italia femminile al Mondiale le critiche sarebbero piovute, vuoi perché il calcio delle donne si conosce poco o niente, e quindi, come spesso accade, di fronte all’ignoranza di un argomento c’è chi proprio non riesce a far bella figura e a tacere, vuoi perché all’orgoglio del maschio italico “frittatona di cipolle, familiare di birra gelata, tifo indiavolato e rutto libero” un pizzico brucia di dover tifare per il cosiddetto “sesso debole”, quello che, secondo Collovati, “fa vomitare quando parla di tattica”.

E allora, se non si parla di razzismo, si parla di disparità di genere: di quelli che “Dovrebbero proporre un bello spettacolo per avere pubblico e quindi soldi, e per ora quello che propongono è imbarazzante per chi ama il calcio“, “il calcio femminile fa semplicemente schifo” e “sono ridicole“.

Pazienza, di fronte a tanta malignità gratuita noi preferiamo continuare a pensare che, laddove non sono riusciti gli uomini, buttati fuori negli spareggi mondiali dalla Svezia e che il Mondiale di Russia 2018 lo hanno visto da spettatori, speriamo possano riuscire le donne; ché; in fondo, la Coppa del Mondo ha sempre la solita faccia, e vincerla sempre il solito sapore.

Così, dopo l’esordio vincente con la fortissima Australia, quotata fra le maggiori aspiranti alla vittoria finale, nella gara d’esordio, le ragazze del ct Milena Bertolini accantonano le polemiche e le taglienti lingue sessiste per dedicarsi solo al prossimo impegno, quello del 14 giugno contro la Giamaica, alle 18:00 a Reims.

Il girone del gruppo C è poi completato dal Brasile, altro avversario temibile, che le ragazze sfideranno il 18 giugno a Valenciennes; è un gruppo giudicato tutt’altro che facile, il loro, ma ci sono delle ottime premesse visto il brillante percorso di qualificazione compiuto, con le azzurre che hanno staccato il biglietto per la Francia come prime del proprio girone, il gruppo 6, davanti al Belgio, con un bottino di 7 vittorie e 1 sola sconfitta.

Agli ottavi di finale accederanno le prime due di ciascun girone e le quattro migliori terze classificate.

Ma chi sono le ragazze che lotteranno per il sogno mondiale, e per portare a casa la coppa? Noi abbiamo provato a conoscerle meglio in gallery, dove vi raccontiamo anche il loro percorso mondiale.

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