*** Aggiornamento del 19 luglio 2021 ***

Neanche il tempo di incassare la prima vittoria, quella di poter scegliere il proprio rappresentante legale, che la furia di Britney Spears si abbatte sul padre come mai prima.

I quit.

Ovvero “Lascio”, sono le parole dette dalla popstar in alcune storie, come riporta Ansa. Niente più musica ed esibizioni fino a quando non sarà posto termine alla conservatorship che da anni la tiene legata.

Non mi esibirò su nessun palco con mio padre che controlla quello che posso indossare, dire, fare o pensare. L’ho fatto per 13 anni. Preferisco condividere video dal mio salotto che su un palco a Las Vegas – sono le parole della cantante, che ha aggiunto, ancora in riferimento a James Spears – Ha ucciso i miei sogni. L’unica cosa che ho ora è la speranza, e la speranza è difficile da uccidere.

Ma Britney ci è andata giù duro anche con le persone che, dice, non si sono mai fatte vedere e ora, che la questione della sua battaglia legale è salita alla ribalta, la supportano contro il padre. Fra queste c’è anche un chiaro riferimento alla sorella Jamie Lynn, che qualche settimana fa aveva proprio dichiarato, sui social, di sostenere Brit nella sua lotta.

Il mio cosiddetto sistema di supporto mi ha ferito profondamente. Non mi piace che mia sorella si presenti a una premiazione e canti le mie canzoni.

Come sappiamo, a Britney è stato affidato l’avvocato Mathew Rosengart, che è anche il legale, fra gli altri, di Sean Penn e Keanu Reeves.

*** Aggiornamento del 15 luglio 2021 ***

La prima vittoria, per Britney Spears, è arrivata mercoledì 14 luglio: la cantante potrà scegliere i propri rappresentanti legali, per porre fine alla conservatorship a cui è legata da 13 anni.

Dopo la notizia la popstar ha festeggiato con un video su Instagram di se stessa a cavallo e facendo capriole in un parco pubblico, accompagnata da Black Horse And The Cherry Tree di KT Tunstall.

Arrivano, gente… Arrivano… Finalmente ho un nuovo rappresentante legale! Mi sento grata e benedetta!!!! Grazie ai miei fan che mi stanno sostenendo… Non avete idea di cosa significhi per me essere sostenuta da questi fantastici fan!!!! Dio vi benedica tutti!!!!! Pssss questa sono io che festeggio andando a cavallo e facendo le ruote oggi.

Per la prima volta Britney usa anche l’hashtag #FreeBritney, mentre il fidanzato, Sam Asghari, commenta scrivendo “Internet sta per esplodere”. A rappresentare Spears sarà ora l’ex procuratore federale Mathew Rosengart, e la sua prima mossa dovrebbe essere una petizione per porre fine alla tutela nel prossimo futuro.

*** Aggiornamento del 30 giugno 2021 ***

Continuano ad arrivare messaggi di solidarietà e di sostegno per Britney Spears, dopo l’ultima udienza in tribunale durante la quale la cantante ha parlato alla giudice Brenda Penny della situazione di conservatorship che la lega da tredici anni. Adesso, anche il primo ex storico della popstar, Justin Timberlake, ha voluto inviare il proprio sostegno alla collega ed ex fidanzata, attraverso un tweet.

Dopo quello che abbiamo visto oggi, dovremmo tutti supportare Britney in questo momento – scrive il cantante e attore, sposato con Jessica Biel –  Indipendentemente dal nostro passato, buono e cattivo, e non importa quanto tempo sia passato… Quello che le sta succedendo non è giusto. A nessuna donna dovrebbe mai essere impedito di prendere decisioni sul proprio corpo.

La storia fra Justin e Britney, che si sono conosciuti appena bambini al Mickey Mouse Club, è durata dal 1998 al 2002.

*** Aggiornamento del 29 giugno 2021 ***

Dopo essere rimasta sempre in silenzio, anche la sorella di Britney Spears, Jamie Lynn, ha deciso di parlare pubblicamente e di esporre il suo pensiero rispetto alla situazione in cui si trova la popstar; come vi abbiamo ricordato negli aggiornamenti che seguono, Britney ha fornito la propria versione dei fatti in tribunale, collegata via telefono, il 24 giugno scorso, chiedendo di interrompere il regime di tutela a cui è sottoposta da 13 anni da parte del padre.

Jamie Lynn Spears ha detto, attraverso alcune storie pubblicate su Instagram, di essere sempre stata dalla parte della sorella.

Fonte: instagram @jamielynnspears

Ho sempre amato e supportato mia sorella e se non ho parlato prima è solo perché pensavo fosse giusto non farlo, fino a quando non lo avesse fatto lei, finché non avesse deciso di dire ciò che pensava fosse giusto – ha spiegato la sorella minore della cantante – Sono orgogliosa che abbia deciso di usare la sua voce, che abbia chiesto di cancellare la conservatorship come le avevo consigliato di fare anni fa. Non pubblicamente, ma in una conversazione privata, tra sorelle. Io non devo nulla al pubblico, mia sorella è l’unica persona a cui devo qualcosa.

*** Aggiornamento del 24 giugno 2021 ***

Lo avevamo detto che, dopo anni di silenzio, Britney Spears sarebbe tornata a parlare in tribunale, e quello che ha fornito è un resoconto agghiacciante della sua vita da tredici anni a questa parte, da quando, cioè, è sottoposta al regime di conservatorship da parte del padre, James.

Chiaramente questa è la sua verità, ma è importante che la popstar abbia fatto sentire la sua voce, dopo che sono usciti così tanti dettagli sulla tutela cui sarebbe sottoposta, anche nel documentario Framing Britney Spears. L’ultima volta di fronte a un giudice, per lei, era stata nel maggio del 2019, ma allora quanto dichiarato in aula era stato secretato e non era uscito pubblicamente.

Non sono qui per essere la schiava di nessuno – ha esordito Britney, collegata con il tribunale di Los Angeles via telefono – Ho mentito e ho detto al mondo intero che sto bene e sono felice. È una bugia. Ho pensato che forse se l’avessi detto abbastanza, lo sarei diventata davvero. Sono scioccata. Sono traumatizzata… Sono così arrabbiata che è folle. E sono depressa.

Britney non ha risparmiato le accuse a suo padre.

Credo davvero che questa tutela sia abusiva… Non mi sento come se potessi vivere una vita piena… Voglio che questa tutela finisca senza che debba essere valutata ancora. Sono successe molte cose da due anni a questa parte. Non sono tornata in tribunale perché non credo di essere stata ascoltata a nessun livello quando sono venuta l’ultima volta.

La popstar avrebbe detto di essere costretta a portare una spirale intrauterina, nonostante voglia altri figli oltre a Sean e Jayden, avuti dall’ex marito Kevin Federline.

Voglio potermi sposare e avere un bambino – ha detto nel corso dell’udienza – Mi è stato detto proprio ora nella tutela, che non posso farlo. Ho uno IUD dentro di me in questo momento, quindi non rimango incinta. Volevo toglierlo per iniziare a provare ad avere un altro bambino, ma questa cosiddetta squadra non mi lascia andare dal dottore per tirarlo fuori perché non vogliono che ne abbia più bambini.

Fra le altre rivelazioni choc di Britney anche il fatto di essere stata costretta a prendere il litio dopo aver cancellato gli show di Las Vegas, e le minacce che ha subito dal suo management per fare il tour Piece of Me nel 2018. Ha anche aggiunto che lo staff le avrebbe cambiato le medicine come punizione per aver cancellato un’altra residence a Las Vegas. Il litio, ha spiegato, le ha dato la sensazione di essere ubriaca, tanto da avere problemi di comunicazione.

Sei infermiere diverse sono venute a casa sua per un mese per somministrarmi il farmaco e non mi è stato permesso di andare da nessuna parte; non solo la mia famiglia non ha fatto una dannata cosa, mio ​​padre era d’accordo.

Spears sarebbe stata sottoposta a test psicologici per quattro ore al giorno per due settimane, e le è stato detto che li aveva falliti; sarebbe stata mandata contro la sua volontà in un programma di rehab al costo di circa 60 mila dollari al mese.

Ho pianto al telefono per un’ora e James Spears amava che lo facessi. Il controllo che aveva su qualcuno potente come me. Amava il controllo per ferire sua figlia.

La cantante sarebbe stata privata di tutti i suoi beni, tra cui carta di credito, contanti, telefono, passaporto e auto, costretta a lavorare sette giorni su sette, e sottoposta alla sorveglianza 24 ore su 24.

Mi hanno visto ogni giorno nuda, mattina, mezzogiorno e sera. Non avevo una porta per la privacy nella mia stanza. Se non andassi a nessuna delle mie riunioni o non lavorassi non potrei vedere i miei figli o il mio ragazzo. Non ho mai avuto voce in capitolo nel mio programma. Mi hanno anche detto che dovevo farlo.

L’idea di Britney è estremamente chiara:

Mio padre e chiunque sia coinvolto in questa tutela e il mio management, che ha giocato un ruolo enorme nel punirmi quando ho detto ‘no’, dovrebbero essere in prigione.

Non sto mentendo. Rivoglio solo la mia vita. Sono passati 13 anni ed è abbastanza. È passato molto tempo da quando ho posseduto i miei soldi ed è il mio desiderio e il mio sogno che tutto questo finisca senza essere messa alla prova.

Merito di avere una vita. Mi sento ingabbiata, mi sento vittima di bullismo e mi sento esclusa e sola.

Spetterà ora al giudice Brenda Penny decidere se rimuovere James Spears dal ruolo di tutore, ascoltando anche il parere di medici e professionisti di salute mentale.

*** Aggiornamento del 23 giugno 2021 ***

Oggi Britney Spears parlerà, per la prima volta dopo anni, in tribunale, per richiedere la cessazione definitiva del regime di conservatorship cui è sottoposta dal 2008.

La popstar non ha praticamente mai partecipato a nessun procedimento giudiziario che l’abbia vista coinvolta, ma il suo avvocato, Samuel Ingham, ha fatto sapere al giudice del tribunale di Los Angeles che Britney intende adesso parlare, seppur, come sembrerebbe, a distanza, forse in videochiamata.

L’udienza, il cui inizio è fissato per le 13:30, arriva dopo che un articolo del New York Times ha portato alla luce documenti secondo cui Britney si sarebbe opposta per anni alla tutela forzata cui è sottoposta da parte del padre.

Nell’articolo si descrive la cantante come alla ricerca disperata di sfuggire dal controllo di James Spears, che le avrebbe a malapena lasciato scegliere il colore dei mobili della cucina, e il rapporto di un investigatore del tribunale che avrebbe riferito che la conservatorship si sarebbe trasformata in “uno strumento oppressivo e di controllo contro di lei”.

L’attenzione sul caso della cantante si è riaccesa anche dopo l’uscita del documentario Framing Britney Spears, che evidenziava anche le apparenti contraddizioni del regime di tutela, ad esempio il fatto di poter continuare a fare concerti in giro per il mondo ma di essere giudicata, allo stesso tempo, incapace di prendere decisioni circa le sue finanze. Ovviamente tutti i sostenitori che, negli anni, hanno portato avanti la campagna #FreeBritney attendono con ansia l’udienza di oggi, nella quale la cantante potrà finalmente dare la propria versione dei fatti.

*** Articolo originale ***

Britney Spears ha avuto la sua prima, piccola vittoria: la giudice Brenda J. Perry ha negato a James Spears, padre della cantante, la richiesta di mantenere l’esclusività dei suoi diritti sulla tutela della cantante.

Come sappiamo, la popstar da ormai 13 anni vive sotto conservatorship, una particolare forma di tutela giuridica in vigore negli USA che, generalmente, si applica agli individui ritenuti incapaci di intendere e di volere; nel suo caso, è appunto il “padre padrone” James che, dal mental breakdown del 2008, ne detiene la custodia e, secondo molti, manipolerebbe in tutto e per tutto la popstar. La Spears ha perso la causa intentata contro il genitore il 12 novembre 2020, dato che un tribunale di Los Angeles ha rifiutato di esaminare il caso presentato dalla trentottenne, icona del pop di inizio anni 2000; tuttavia, l’11 febbraio la giudice ha deciso di mantenere Bessemer Trust come fiduciario aziendale, rigettando quindi la richiesta di Spears padre di mantenere il diritto esclusivo.

Il prossimo round si disputerà il 17 marzo, ma appare ormai chiaro che l’ingerenza del padre, nella vita della figlia, sia malvista sotto ogni punto di vista. Il compagno di Britney, Sam Asghari, ne ha parlato in questi termini:

È importante sapere che non nutro alcun rispetto per chiunque cerchi di controllare, costantemente, la nostra relazione, buttando ostacoli sulla nostra strada. Per quel che mi riguarda, Jamie è un coglione. Non entrerò nei dettagli, perché ho a cuore la nostra privacy, ma allo stesso tempo non sono venuto in questo Paese perché mi sia vietato esprimere la mia opinione e la mia libertà.

Meno perentoria e più sibillina la cantante in questo tweet, che segna la sua uscita dal silenzio.

Non posso credere che questa performance di Toxic risalga a tre anni fa. Ho sempre amato stare sul palco, ma ho voluto prendermi del tempo per imparare a essere una persona normale. Adoro godermi le piccole cose del quotidiano.

Quello che ci si chiede, in effetti, è come, nonostante siano passati 13 anni, Britney non abbia fatto progressi e ciò potrebbe far sorgere il dubbio che qualcuno non vuole che questo accada.

Nel frattempo, negli USA è uscito il documentario Framing Britney Spears, voluto dal New York Times, in cui si ripercorrono la carriera e la vita della ex stelina del pop, fino al tracollo, affrontando ovviamente anche la questione della tutela paterna. Il documentario, arrivato il 5 febbraio su FX e su Hulu, parla ovviamente anche del movimento #FreeBritney, nato proprio per liberare la cantante dalla conservatorship e sostenuto anche da molte colleghe di Britney.

Le fragilità di Britney

Britney Spears non è certo la prima star ad attraversare delle difficoltà visto il grandissimo successo conquistato, basti pensare a storie come quella di Lene Marlin, inghiottita per anni dalla depressione, o del dj Avicii, suicidatosi proprio per quel disagio interiore che non riusciva a placare, ne sono la prova.

Lene Marlin e il buio della deperessione dopo la fama

Ma la reginetta del pop dei primi 2000, capace di vendere qualcosa come 100 milioni di dischi in tutto il mondo e designata da molti come erede di Madonna, è diventata nel giro di qualche anno una giovane donna fragile dichiarata “incapace di intendere e di volere” e sottoposta, da ormai tredici anni, alla tutela legale del padre Jamie e dell’avvocato da lui scelto, Andrew Wallet, che poi si è dimesso nel marzo del 2020.

Tutto è accaduto nel 2007, quando Britney, dopo l’uscita del quinto album in studio, Circus, e il divorzio improvviso dal marito (e padre dei due figli) Kevin Federline, ha avuto un crollo nervoso che ha reso necessario un rehab. Da quel momento, però, il padre e l’avvocato si sono appellati ai giudici per ottenere la conservatorship, ottenuta nel 2008: da quel momento, Jamie Spears è entrato in possesso praticamente di tutte le risorse finanziare della figlia, e deciderebbe per lei qualunque cosa. Con un guadagno, davvero niente male, di 130 mila dollari annuali.

La “dittatura” del padre

Per i fan di Brit il padre non agirebbe per il bene della figlia, ma la manipolerebbe a proprio piacimento, impedendole di fare molte cose e tenendola in uno stato di segregazione forzata. Come ha spiegato l’influencer Tommaso Zorzi alla trasmissione radiofonica di Radio Deejay Say Waaad?!, la popstar, il cui ultimo album, Glory, è datato 2016, non potrebbe uscire di casa, sposarsi, avere dei figli, usare i social media senza che i contenuti, e soprattutto i commenti, siano preventivamente stati supervisionati dall’uomo.

Nel frattempo, Britney si è vista ridurre anche la custodia dei figli, Sean Preston e Jayden James, passata dal 50 al 30% perché, secondo alcuni rumors, proprio suo padre avrebbe percosso il primogenito, nel 2019.

Una vera e propria prigione da cui i numerosi ammiratori di Britney stanno cercando di liberarla, attraverso l’hashtag, diffuso su Twitter e Instagram, #FreeBritney.

La nascita dell’hashatag #FreeBritney

L’hashtag è stato lanciato nel 2017 da Tess Barker e Barbara Gray, che nel novembre di quell’anno hanno diffuso il loro podcast “Britney Gram“, dedicato proprio al profilo Instagram della popstar, i cui post sembrano talvolta piuttosto strani. Inoltre, le due hanno notato come Britney sparisse spesso dai suoi social, l’ultima volta nel gennaio 2020, dopo la cancellazione del residency di Las Vegas che avrebbe dovuto tenerla impegnata per tre anni.

Baker e Gray si sono insospettite di nuovo dopo l’abbandono di Wallett, che qualche tempo prima aveva chiesto e ottenuto un aumento sul suo stipendio annuale da 426.000 dollari l’anno, e la nuova ricomparsa della popstar su Instagram, con un post che, però, non è sembrato farina del suo sacco.

Sempre più persone, anche nel mondo dello spettacolo, hanno iniziato a sostenere l’hashtag #FreeBritney, per liberarla da quella che sembra una vera galera mentale. Un declino tremendo e inimmaginabile per una stella che ha cambiato il panorama musicale internazionale.

Sfogliate la gallery per scoprire chi sono le celebrity che hanno appoggiato l’hashtag #FreeBritney.

"Io lascio", la scelta definitiva di Britney Spears contro il padre
Fonte: web
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Articolo originale pubblicato il 17 Luglio 2020