Britney non riesce a liberarsi dal “padre padrone” James, che dal mental breakdown del 2008 ne detiene la custodia e, secondo molti, manipolerebbe in tutto e per tutto la popstar. La Spears ha perso la causa intentata contro il genitore il 12 novembre 2020, dato che un tribunale di Los Angeles ha rifiutato di esaminare il caso presentato dalla trentottenne, icona del pop di inizio anni 2000.

C’è di più: le condizioni psicofisiche della cantante sarebbero davvero terribili, tanto che, secondo Tmz, l’avvocato di Britney, Sam Ingham, avrebbe paragonato la capacità di intendere e di volere della sua assistita a quella di “un paziente in coma”. Tanto che affida appunto al legale ogni suo discorso in pubblico.

Britney non è certo la prima star ad attraversare delle difficoltà visto il grandissimo successo conquistato, basti pensare a storie come quella di Lene Marlin, inghiottita per anni dalla depressione, o del dj Avicii, suicidatosi proprio per quel disagio interiore che non riusciva a placare, ne sono la prova.

Che fine ha fatto Lene Marlin, la vichinga fragile e fortissima della musica pop

Ma la reginetta del pop dei primi 2000, capace di vendere qualcosa come 100 milioni di dischi in tutto il mondo e designata da molti come erede di Madonna, è diventata nel giro di qualche anno ua giovane donna fragile dichiarata “incapace di intendere e di volere” e sottoposta, da ormai dodici anni, alla tutela legale del padre Jamie e dell’avvocato da lui scelto, Andrew Wallet, che poi si è dimesso nel marzo del 2020.

Tutto è accaduto nel 2007, quando Britney, dopo l’uscita del quinto album in studio, Circus, e il divorzio improvviso dal marito (e padre dei due figli) Kevin Federline, ha avuto un crollo nervoso che ha reso necessario un rehab. Da quel momento, però, il padre e l’avvocato si sono appellati ai giudici per ottenere la conservatorship, una particolare forma di tutela legale che avrebbero ottenuto nel 2008: da quel momento, Jamie Spears è entrato in possesso praticamente di tutte le risorse finanziare della figlia, e deciderebbe per lei qualunque cosa. Con un guadagno, davvero niente male, di 130 mila dollari annuali.

La dittatura del padre

Ma per i fan di Brit il padre non agirebbe per il bene della figlia, ma la manipolerebbe a proprio piacimento, impedendole di fare molte cose e tenendola in uno stato di segregazione forzata. Come ha spiegato l’influencer Tommaso Zorzi alla trasmissione radiofonica di Radio Deejay Say Waaad?!, la popstar, il cui ultimo album, Glory, è datato 2016, non potrebbe uscire di casa, sposarsi, avere dei figli, usare i social media senza che i contenuti, e soprattutto i commenti, siano preventivamente stati supervisionati dall’uomo.

Nel frattempo, Britney si è vista ridurre anche la custodia dei figli, Sean Preston e Jayden James, passata dal 50 al 30% perché, secondo alcuni rumors, proprio suo padre avrebbe percosso il primogenito, nel 2019.

Una vera e propria prigione da cui i numerosi ammiratori di Britney stanno cercando di liberarla, attraverso l’hashtag, diffuso su Twitter e Instagram, #FreeBritney.

La nascita dell’hashatag e perché è tornato in trend

L’hashtag è stato lanciato nel 2017 da Tess Barker e Barbara Gray, che nel novembre di quell’anno hanno diffuso il loro podcast “Britney Gram“, dedicato proprio al profilo Instagram della popstar, i cui post sembrano talvolta piuttosto strani. Inoltre, le due hanno notato come Britney sparisse spesso dai suoi social, l’ultima volta nel gennaio 2020, dopo la cancellazione del residency di Las Vegas che avrebbe dovuto tenerla impegnata per tre anni.

Baker e Gray si sono insospettite di nuovo dopo l’abbandono di Wallett, che qualche tempo prima aveva chiesto e ottenuto un aumento sul suo stipendio annuale da 426.000 dollari l’anno, e la nuova ricomparsa della popstar su Instagram, con un post che, però, non è sembrato farina del suo sacco. Non è comunque il solo motivo per cui l’hashtag sia ancora in trend topic negli ultimi mesi: la tutela legale di Jamie Spears è in scadenza, e il 22 agosto prossimo ci sarà una nuova udienza in tribunale, in cui l’uomo ne chiederà il prolungamento, nonostante le condizioni della figlia siano adesso giudicate stabili. Notizie delle ultime ore riportano che anche la madre Lynne, sostenitrice dell’hashtag, vorrebbe chiedere di essere inclusa nella gestione del patrimonio della Spears.

Nel frattempo, sempre più persone, anche nel mondo dello spettacolo, stanno sostenendo l’hashtag #FreeBritney, per liberarla da quella che sembra una vera galera mentale. Un declino tremendo e inimmaginabile per una stella che ha cambiato il panorama musicale internazionale.

Sfogliate la gallery per scoprire chi sono le celebrity che hanno appoggiato l’hashtaag #FreeBritney.

Fonte: web
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Articolo originale pubblicato il 17 Luglio 2020