Latin lover, lo stereotipo del 'maschio latino' - Roba da Donne

Latin lover, lo stereotipo del maschio latino e i 10 più famosi

È il maschio latino seduttore per eccellenza; è il latin lover, che ha da sempre occupato un posto di rilievo nell'arte, nel cinema e nella letteratura. Da Casanova a Rodolfo Valentino, eccone alcune tra i più famosi.

Tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo sentito questo termine: latin lover.

C’era, del resto, anche una bella canzone di Cesare Cremonini che si intitolava proprio così, e che recitava “Fidati di me, non sono un latin lover“. Già perché la fama da impenitente sciupafemmine è proprio la cosa che fa guadagnare ad alcuni uomini tale appellativo, che il più delle volte viene usato, a dir la verità, in maniera negativa, come appunto attribuibile a chi è noto per sedurre e abbandonare le donne e non è quindi certo degno di fiducia da parte del genere femminile.

Ovviamente playboy può essere considerato un suo sinonimo, ma l’aggettivo “latin” contribuisce certamente a dare una connotazione “geografica” a chi viene chiamato in tal modo: latin lover, infatti, si considera l’uomo latino – italiano e spagnolo, ad esempio – particolarmente passionale e romantico. Colui che, insomma, è dotato del fascino latino e ne è consapevole, e che è senz’altro affascinante, galante ma, nelle sue accezioni meno positive che abbiamo poc’anzi citato, anche un donnaiolo.

Talvolta può essere definito anche un “dongiovanni” o un “casanova”, dato che questi due personaggi della cultura italiana hanno contribuito, proprio in virtù delle loro stupefacenti arti amatorie, ad alimentare il mito del latin lover.

E, in effetti, nella storia loro due sono stati indubbiamente tra i più celebri e “prolifici” amatori, ma la lista dei playboy dal sangue “caliente” è davvero lunga.

I latin lover nella storia

Proprio Don Giovanni – che pure è un personaggio inventato dal teatro – e Giacomo Casanova, lui sì, veramente esistito, possono essere considerati, a pieno diritto, i primi latin lover della storia. Anche se in realtà il termine verrà coniato molto più tardi, con l’irruente ingresso di Rodolfo Valentino nei cinema di tutto il mondo. Lui, lo “Sceicco”, fece strage di cuore fuori e dentro il set, tanto che si dice addirittura che molte sue amanti, dopo aver saputo della sua morte, abbiano preferito il suicidio a una vita senza di lui.

Ma nella storia, soprattutto dello spettacolo, i latin lover abbondano: se in Italia è impossibile non annoverare i playboy del Neorealismo cinematografico, da Vittorio Gassmann a Marcello Mastroianni, sul fronte spagnolo uno dei rappresentanti migliori della passione latina è senza dubbio Julio Iglesias, da cui il figlio, Enrique, ha ereditato evidentemente non solo il talento canoro, ma anche lo charme esercitato sul sesso femminile.

Latin lover: libri, cinema, arte

Proprio perché basata su un’idea che facilmente si presta allo stereotipo, quello dell’uomo che misura la propria virilità in base alle conquiste, a cui le donne non sanno resistere ma che, per capriccio, le seduce per poi abbandonarle lasciandole nella disperazione, quella del latin lover è una figura da cui, negli anni, arte e cultura hanno attinto volentieri.

Se su Casanova e Don Giovanni le opere, filmiche o teatrali, si sprecano – al secondo ha dedicato un’opera Mozart, per intenderci, mentre l’ultimo film dedicato all’avventuriero veneziano, con il compianto Heath Ledger, è del 2005 – in generale il cinema, il teatro e la letteratura abbondano di personaggi passionali e romantici: andando molto indietro nel tempo possiamo addirittura ritrovare un latin lover in Giasone, sposo infedele di Medea, così come Teseo, che abbandonò Arianna sull’isola di Nasso dopo che lei lo aveva aiutato a uscire dal labirinto del Minotauro. Andando avanti, c’è poi il visconte Sebastien di Valmont, il protagonista de Le relazioni pericolose di Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos (1782) che incarna l’idea assoluta del libertino.

Al cinema, invece, abbiamo il film Latin lovers del 1953, con Lana Turner, ma anche Latin Lover diretto nel 2015 da Cristina Comencini, ultimo film che ha avuto per protagonista la straordinaria Virna Lisi prima della sua morte: quest’ultima pellicola racconta di come, dieci anni dopo la morte del grande attore Saverio Crispo, noto latin lover, le sue quattro figlie, avute da mogli diverse in altrettante parti del mondo, si ritrovino nella grande casa del paesino pugliese dove l’attore è nato e morto, proprio per celebrare il decennale della scomparsa. C’è la figlia italiana Susanna con il compagno “clandestino” Walter, montatore degli ultimi film di Saverio; e poi la figlia francese Stéphanie, con il più piccolo dei tre figli avuti da tre padri diversi; la figlia spagnola Segunda, l’unica sposata; l’ultima figlia svedese Solveig che il padre non ha quasi mai visto. Infine, arriverà anche la figlia americana, che il padre non l’ha mai conosciuto, Shelley.

Ma a celebrare Crispo ci sono anche le due vedove, la prima moglie italiana Rita (interpretata dalla Lisi) e la seconda moglie spagnola Ramona. Saverio Crispo, interpretato da Francesco Scianna, incarna alla fine tutti i latin lover italiani e non, ma che con l’Italia hanno avuto a che fare, da Vittorio Gassmann a Marcello Mastroianni, passando per Gianmaria Volontè.

Latin lover e femminismo: due concetti che stridono

È chiaro che quello del latin lover in senso stretto sia un concetto “superato” (e oseremmo dire per fortuna!) in un contesto in cui non esiste più un gioco delle parti predefinito, e in cui non è necessariamente l’uomo a dover fare il primo passo, né a “mollare”, ossia a decretare la fine di una relazione. Anche se poi, in effetti, il contraltare femminile del playboy latino sembra essere quello di “mangiauomini”, termine tanto odioso quanto, ahinoi, inflazionato.

Per quanto l’idea del latin lover nel suo significato più romantico, ovvero dell’uomo cavaliere che apre lo sportello, regala fiori e paga sempre la cena affascini ancora moltissime donne appassionate di galateo – che ne hanno il pieno diritto, peraltro, perché questo ovviamente non le sminuisce come donne – in effetti i movimenti femministi tesi a rivendicare emancipazione, indipendenza e libertà, anche sessuale, hanno un po’ “indebolito” la figura del latin lover, che oggi è soprattutto un’icona culturale, uno status symbol di cui, forse, non sentiamo più la necessità.

Sfogliate la gallery per conoscere alcuni tra i latin lover più famosi di sempre.

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