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Galleria: La Bella Otero, chi fu la signora delle perle per cui gli uomini si uccisero

La Bella Otero, chi fu la signora delle perle per cui gli uomini si uccisero

Di origini umili, riuscì ad accumulare una vera fortuna grazie ai suoi occhi nerissimi, al suo corpo sinuoso e alle sue sensuali movenze: chi era la donna che stregò l'Europa negli anni della Belle Époque
Marìa Félix nel film “La bella Otero” (1954)

Ballerina, attrice, cortigiana, femme fatale: La Bella Otero fu una delle protagoniste indiscusse dell’Europa a cavallo tra Ottocento e Novecento. Di umili origini, seppe costruire un personaggio indimenticabile, capace di ammaliare un numero impressionante di uomini. “Con un corpetto attillato e una gonna rossa scampanata che raggiungeva le caviglie mi apparve come un linguaggio vivente: la sua danza era messaggio, parola, allegoria”.  Così la descrisse Sirius Legrànge, direttore di un teatro per cui lei aveva lavorato, come ricordato dalla biografia scritta da Massimo Grillandi.

Vero nome Agustina del Carmen Otero Iglesias, la Bella Otero nacque a Valga, in Spagna, nel 1868. Appartenente a una famiglia poverissima, quando era ancora bambina si trasferì a Santiago de Compostela per lavorare come domestica. Secondo la sua biografia, a soli dieci anni fu vittima di uno stupro che la rese sterile, segnando drammaticamente la sua vita. Determinata a cambiare il suo destino, a 14 anni decise di andarsene a Lisbona con il suo ragazzo, Paco, per lavorare come cantante e ballerina.

Dopo diversi spostamenti in tutta Europa (e dopo aver mollato Paco) e persino negli Stati Uniti, nell’ultimo decennio dell’Ottocento scelse di vivere a Parigi, dove divenne una stella delle Folies Bergère. Fu proprio nella Ville Lumière che diventò ufficialmente La Bella Otero, trasformandosi nel sogno erotico degli uomini di tutta Europa. Si concesse sapientemente a molti personaggi illustri, tra cui il principe Alberto I di Monaco, il re Edoardo VII del Regno Unito, i reali di Serbia e di Spagna, i granduchi di Russia, Pietro e Nicola Nikolaevič, e Gabriele D’Annunzio. Si narra che due uomini arrivarono a sfidarsi in duello per lei, perdendo entrambi la vita, e che altri sei si suicidarono.

“Aveva un collo ben piantato, un profilo greco, dei seni di una forma curiosa, come limoni allungati con le punte in su”, disse di lei la celebre scrittrice Colette. La sua bellezza mediterranea veniva esaltata dai costumi di scena con cui si esibiva, scelti appositamente per mettere in mostra le sue sinuose curve, plasmate dalla danza. In uno dei suoi numeri si presentava con gemme preziose incollate sul seno nudo, ma la sua vera ossessione erano le perle.

Si dice che i suoi numerosi amanti di sangue blu avessero attinto ai forzieri reali, pur di farle dei doni preziosi. Tra i gioielli in suo possesso, c’erano infatti una collana di perle nere di due chili appartenuta a Eugénie de Montijo (moglie di Napoleone III), gli orecchini dell’Imperatrice d’Austria e una collana di diamanti di Maria Antonietta. “La fortuna viene dormendo, ma non dormendo da sola”, aveva detto La Bella Otero, che di sicuro sapeva bene come scegliere i suoi compagni di letto.

Terminata la prima guerra mondiale, la Bella Otero si ritirò dalle scene, andando a vivere in una sontuosa villa in Costa Azzurra. Nonostante la ricchezza accumulata, il suo stile di vita le costò molto caro. Dopo aver dissipato tutti gli averi nel gioco d’azzardo, morì in uno stato di estrema povertà a Nizza, nel 1965 all’età di 96 anni.

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